In occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico, il Vescovo della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, Monsignor Ciro Fanelli, ha rivolto un messaggio alla comunità scolastica, invitando a riflettere sulle sfide educative del presente. Al centro dell'appello, la necessità di contrastare il disagio giovanile e le logiche dell'odio attraverso il dialogo e la costruzione di un patto educativo solido.

Una scuola come presidio di libertà

Analizzando le tensioni che caratterizzano il contesto attuale — segnato da instabilità economica e sociale — Monsignor Fanelli esorta i ragazzi a non cedere al cinismo. Il Vescovo propone una visione della scuola non come un semplice "esamificio", ma come un "cantiere in cui si impara a farsi carico degli altri", richiamando l'esperienza di Don Lorenzo Milani e della scuola di Barbiana.

Il messaggio contiene un invito diretto agli studenti a rifiutare la violenza e il bullismo: «La violenza e il disprezzo non sono prove di forza, ma maschere della paura. Sostituite il pugno chiuso con la mano tesa, la provocazione con il dialogo». Secondo il presule, la cultura e lo studio rappresentano gli strumenti fondamentali per permettere ai giovani di pensare con la propria testa e "disarmare l'odio".

Il ruolo di docenti e famiglie

L'appello si estende anche al mondo adulto, riconoscendo il ruolo cruciale di chi vive quotidianamente l'ambiente scolastico. Ai docenti e ai dirigenti, il Vescovo ricorda l'importanza di essere custodi della democrazia e della speranza, capaci di valorizzare il talento anche nelle situazioni più complesse.

Infine, viene chiesto alle famiglie di stringere una collaborazione più stretta con le istituzioni scolastiche. Il "patto educativo" invocato dal Vescovo punta a sorreggere i giovani nel loro percorso di crescita, trasformando il futuro da minaccia da temere a promessa da costruire insieme. La diocesi, attraverso il percorso sinodale, ha già annunciato l'intenzione di dare maggiore spazio all'ascolto diretto dei ragazzi nei prossimi mesi.