È iniziata ufficialmente questa mattina, venerdì 11 settembre 2026, la prova di accesso nazionale per il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria. Il test, che si svolge in contemporanea in tutti gli atenei statali italiani a partire dalle ore 11:00, rappresenta il passaggio obbligato per chi aspira a diventare insegnante nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria.
I candidati hanno a disposizione 150 minuti per completare il questionario, con il termine della sessione fissato per le ore 13:30. Quest'anno il contingente complessivo messo a bando dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) è di 11.937 posti, suddivisi tra candidati comunitari e non UE residenti in Italia (11.732 posti) e una quota riservata agli studenti non UE residenti all'estero (205 posti).
La struttura della prova: 80 quesiti e 150 minuti
Il test d'ingresso per Scienze della Formazione Primaria non è una semplice verifica di cultura generale, ma una prova strutturata per valutare le competenze logiche, linguistiche e scientifiche necessarie per la futura professione docente. Il questionario è composto da 80 quesiti a risposta multipla, ciascuno con quattro opzioni di risposta.
- 40 quesiti di competenza linguistica e ragionamento logico;
- 20 quesiti di cultura letteraria, storico-sociale e geografica;
- 20 quesiti di cultura matematico-scientifica.
Per quanto riguarda la valutazione, il sistema non prevede penalità per l'errore, una scelta che spinge i candidati a tentare la risposta anche in caso di incertezza. Ogni risposta corretta vale 1 punto, mentre per ogni risposta errata o non data vengono assegnati 0 punti.
Soglia di idoneità e bonus certificazioni linguistiche
Per poter accedere alla graduatoria di merito dell'ateneo presso cui si è sostenuta la prova, è necessario raggiungere un punteggio minimo di 55/80. Chi non raggiunge questa soglia non viene considerato idoneo, indipendentemente dalla disponibilità di posti.
Un elemento determinante per la scalata della graduatoria è il possesso di certificazioni di lingua inglese di livello pari o superiore al B1. Questi titoli garantiscono un punteggio extra che viene sommato al risultato del test.
| Livello Certificazione Inglese | Punti Bonus |
|---|---|
| Livello B1 | 3 punti |
| Livello B2 | 5 punti |
| Livello C1 | 7 punti |
| Livello C2 | 10 punti |
Si ricorda che i bonus non sono cumulabili: viene valutato esclusivamente il titolo di livello più elevato posseduto dal candidato.
Criteri di spareggio: cosa succede in caso di parità
In una prova così affollata, l'eventualità di punteggi identici tra più candidati è molto frequente. Il decreto ministeriale prevede criteri di spareggio rigorosi per determinare chi ha la precedenza in graduatoria. In caso di ex aequo.
- Prevale il candidato che ha ottenuto il punteggio più alto nella sezione di competenza linguistica e ragionamento logico;
- In subordine, si guarda al punteggio ottenuto nella sezione di cultura letteraria, storico-sociale e geografica;
- Segue la valutazione della sezione di cultura matematico-scientifica;
- In caso di ulteriore parità, viene data precedenza al candidato con il voto di diploma più alto;
- Infine, come criterio residuale, prevale il candidato anagraficamente più giovane.
Posti vacanti e scorrimenti delle graduatorie
Una volta pubblicate le graduatorie dai singoli uffici delle università, inizierà la fase delle immatricolazioni. Se al termine di questa fase dovessero residuare dei posti vacanti per mancanza di candidati idonei in quel determinato ateneo, le università potranno procedere con gli scorrimenti o pubblicare avvisi specifici.
Il sistema prevede infatti la possibilità di accogliere domande di immatricolazione da parte di candidati che, pur avendo sostenuto il test in un'altra sede e risultando idonei (con almeno 55 punti), non sono riusciti a rientrare nei posti disponibili del proprio ateneo di prima scelta. In questo caso, gli interessati dovranno monitorare i siti istituzionali delle università per verificare la pubblicazione dei bandi per il recupero dei posti residui.
Per consultare i decreti e gli avvisi ufficiali relativi alle procedure di ammissione, è possibile fare riferimento al portale del Ministero dell'Università e della Ricerca.
Sbocchi professionali e nuove opportunità
Il conseguimento della laurea in Scienze della Formazione Primaria ha valore abilitante per l'insegnamento. Tuttavia, il percorso di studi offre aperture anche in altri ambiti educativi. Ad esempio, i laureati possono operare come educatori nei servizi per l'infanzia (0-3 anni), a patto di integrare il titolo con un corso di specializzazione da 60 CFU, oppure trovare impiego nel settore dell'editoria scolastica e nel coordinamento di centri educativi e ludoteche.
La giornata di oggi segna dunque il primo passo per migliaia di futuri professionisti dell'istruzione, in un momento in cui il sistema scolastico italiano necessita di un ricambio generazionale costante per garantire la continuità didattica nelle scuole dell'infanzia e primarie di tutto il Paese.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito mur.gov.it.




