Nuovi sviluppi legali interessano le graduatorie permanenti del personale ATA (cosiddette "24 mesi") per la provincia di Rimini. Un nuovo ricorso, presentato per ottenere il riconoscimento del punteggio pieno relativo al servizio militare prestato non in costanza di nomina, potrebbe rimescolare le posizioni per il profilo di assistente amministrativo e collaboratore scolastico. L'udienza è stata ufficialmente fissata per il prossimo 22 settembre 2026 presso il Tribunale di Rimini.

Il caso: il riconoscimento del servizio militare

La vicenda nasce dall'impugnazione della graduatoria definitiva pubblicata dall'Ufficio Scolastico Territoriale il 4 agosto 2024. Il ricorrente, Vincenzo Gagliardi, assistente amministrativo inserito nelle liste provinciali, contesta la valutazione operata dall'amministrazione riguardo al servizio militare svolto.

Secondo la prassi amministrativa spesso seguita dagli uffici, il servizio militare prestato non in costanza di rapporto di impiego con la scuola viene valutato come "servizio prestato alle dipendenze delle amministrazioni statali", con l'attribuzione di 0,6 punti per ogni anno. Il ricorso mira invece a ottenere il riconoscimento come "servizio effettivo", che prevede 6 punti per ogni anno.

La differenza di punteggio non è solo formale: per il lavoratore coinvolto, l'eventuale riconoscimento di un punteggio maggiore comporterebbe un avanzamento significativo in graduatoria, con il conseguente potenziale diritto alla stipula di un contratto a tempo indeterminato (ruolo).

I dettagli del ricorso e l'udienza

L'azione legale è stata avviata con un ricorso ex artt. 414 e 700 c.p.c. (procedura d'urgenza) presso il Tribunale di Rimini, sezione Lavoro. Con il decreto n. cronol. 2035/2026 del 17 agosto 2026 (RG n. 1082/2026), il Giudice ha disposto la notifica per pubblici proclami. Questa particolare modalità di pubblicazione sul portale dell'Ufficio Scolastico assolve agli obblighi di legge e costituisce notifica legale a tutti i controinteressati — ovvero tutti gli altri aspiranti presenti nella medesima graduatoria che potrebbero essere scavalcati — affinché possano prendere visione degli atti.

L'atto di notifica è stato reso noto dall'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna attraverso il portale dell'Ambito Territoriale di Rimini. È possibile consultare i documenti integrali e il decreto di comparizione alla pagina ufficiale dell'UST di Rimini.

L'udienza di discussione è prevista per martedì 22 settembre 2026. In quella sede, il Giudice valuterà se applicare l'orientamento giurisprudenziale che equipara il servizio di leva (o il servizio sostitutivo assimilato) al servizio prestato alle dipendenze del Ministero dell'Istruzione, indipendentemente dalla presenza di un contratto di supplenza al momento del richiamo alle armi.

Cosa cambia per il personale ATA

Questa tipologia di contenzioso è molto frequente nel mondo della scuola e riguarda migliaia di precari. Se il ricorso dovesse essere accolto, l'amministrazione sarebbe obbligata a ricalcolare il punteggio del ricorrente e a scorrere nuovamente la graduatoria.

Per gli altri candidati inseriti nelle graduatorie provinciali di Rimini, è fondamentale monitorare l'esito del giudizio, poiché un eventuale inserimento con punteggio maggiorato potrebbe comportare lo slittamento di una o più posizioni per chi segue in elenco.

Per chi invece si trova in una situazione simile e desidera migliorare il proprio posizionamento attraverso percorsi di formazione certificati, è consigliabile valutare l'iscrizione a corsi per il personale ATA; si tratta di un servizio di consulenza e formazione a pagamento che permette di acquisire titoli validi per l'aggiornamento delle graduatorie, supportando l'aspirante nella scelta dei percorsi più adatti al proprio profilo.

La giurisprudenza sul servizio militare

La questione del servizio militare nelle graduatorie ATA ha visto negli ultimi anni una netta contrapposizione tra il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) e i tribunali del lavoro. Mentre il Ministero continua a dare disposizioni per una valutazione ridotta (0,6 punti/anno) se il servizio non è svolto in costanza di nomina, numerose sentenze della Cassazione hanno ribadito che il periodo di leva deve essere valutato pienamente (6 punti/anno) ai fini dell'anzianità di servizio e del punteggio nelle graduatorie, per evitare che chi ha adempiuto a un obbligo di legge risulti penalizzato nella propria carriera lavorativa.

I lavoratori ATA che intendono far valere questo diritto devono solitamente presentare domanda di inserimento o aggiornamento dichiarando il servizio e, in caso di mancato riconoscimento del punteggio intero, procedere con formale reclamo o ricorso giurisdizionale, proprio come avvenuto nel caso di Rimini.