L’anno scolastico 2026/2027 è ufficialmente iniziato, ma il dibattito sulla copertura delle cattedre e sulla stabilità del personale scolastico resta acceso. Se da un lato il Ministero dell'Istruzione e del Merito rivendica un netto cambio di passo nelle tempistiche delle immissioni in ruolo, completate entro lo scorso 31 agosto, dall'altro i sindacati di categoria – a partire dalla CISL Scuola – evidenziano come la macchina del reclutamento poggi ancora in larga misura sul lavoro precario, in particolare per quanto riguarda il sostegno didattico e il personale ATA.
I numeri delle assunzioni: il bilancio del Ministero
Secondo i dati diffusi nel comunicato ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito, le operazioni propedeutiche all'avvio delle lezioni hanno consentito la regolare presa di servizio lo scorso 1° settembre per i 37.430 docenti immessi in ruolo (in netta crescita rispetto ai 29.685 del 2025/2026) e per i 342 dirigenti scolastici, mentre per le 12.284 unità di personale ATA le procedure di assunzione sono ancora in fase di conclusione.
Il dicastero guidato da Giuseppe Valditara ha registrato un incremento delle stabilizzazioni rispetto allo scorso anno scolastico, grazie alla velocizzazione delle procedure di immissione in ruolo completate entro i termini stabiliti. Il quadro complessivo per l'anno scolastico 2026/2027 comprende anche 55.814 conferme di docenti di sostegno e circa 118.000 supplenze complessive.
| Tipologia di provvedimento | Numero di unità / contratti |
|---|---|
| Immissioni in ruolo docenti (posto comune, sostegno, IRC) | 37.430 (rispetto alle 29.685 del 2025/2026) |
| Docenti di sostegno confermati (su richiesta delle famiglie) | 55.814 |
| Assunzioni personale ATA (in fase di conclusione) | 12.284 |
| Supplenze complessive stimate | Circa 118.000 |
Il Ministro Giuseppe Valditara ha espresso soddisfazione per il traguardo raggiunto: “Il nuovo anno parte con tutti i docenti in cattedra. Per il secondo anno consecutivo abbiamo completato le operazioni di assunzione prima dell’inizio dell’anno scolastico assicurando la presenza di tutti gli insegnanti in classe fin dal primo giorno di scuola. È un importante risultato per garantire la continuità didattica e il corretto funzionamento degli istituti, nell’interesse di ogni studente”.
La persistente crisi del sostegno e le riserve dei sindacati
Nonostante l'ottimismo ministeriale, la lettura dei dati offerta dalle organizzazioni sindacali rivela una realtà più complessa. Il nodo principale rimane quello del sostegno agli alunni con disabilità. Sebbene la norma consenta ora la conferma di 55.814 docenti supplenti su richiesta delle famiglie per garantire la continuità didattica, questa misura non risolve il problema strutturale della carenza di docenti specializzati di ruolo.
La CISL Scuola, attraverso un'analisi dettagliata dei dati sul reclutamento, evidenzia come l'elevato numero di supplenze complessive sia la prova di un sistema che continua a fare affidamento sul precariato per garantire il diritto allo studio. Secondo il sindacato, infatti, le cattedre coperte con contratti a tempo determinato rimangono a livelli critici, ben oltre la soglia di tollerabilità per un sistema scolastico che punta alla stabilità del personale. Moltissimi posti di sostegno vengono infatti attivati in "organico di fatto" (le cosiddette deroghe), impedendo per legge l'immissione in ruolo di personale stabilizzato e costringendo le scuole a ricorrere annualmente a contratti a termine.
Come evidenziato nella dichiarazione della CISL Scuola del 4 settembre 2026, le assunzioni effettuate coprono solo circa l'80% dei posti disponibili. Inoltre, sul fronte del sostegno, si registrano appena 128.000 posti in organico di diritto a fronte di quasi 275.000 posti complessivamente attivati nell'anno scolastico precedente, un divario colmato ricorrendo massicciamente a posti in deroga e contratti a termine.
Secondo i sindacati, la vera continuità didattica si ottiene trasformando i posti in deroga in organico di diritto e potenziando i percorsi di specializzazione, piuttosto che derogando alle normali procedure di assegnazione delle cattedre con provvedimenti temporanei.
Personale ATA in affanno: assunzioni insufficienti
Un altro fronte critico è quello che riguarda il personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario). Le assunzioni, tuttora in fase di conclusione per 12.284 unità, sono giudicate insufficienti dai rappresentanti dei lavoratori per coprire il reale fabbisogno delle scuole, a causa dei rigidi vincoli normativi sul reclutamento.
La CISL Scuola ha infatti denunciato il limite legislativo che costringe ad assumere sostanzialmente entro la soglia dei posti liberati dalle cessazioni (il turn-over), impedendo di coprire tutti i posti effettivamente vacanti negli istituti. Per l'anno scolastico 2026/2027, a fronte di una richiesta di 12.291 assunzioni ATA, ne sono state autorizzate solo 12.284, al netto di 7 esuberi.
In questo contesto, le segreterie scolastiche si trovano a gestire un pesante carico di adempimenti burocratici, acuiti dalle scadenze legate ai progetti del PNRR. La mancanza di un organico aggiuntivo strutturale e l'impossibilità di coprire tutti i posti vacanti rischiano di rallentare il lavoro amministrativo e di ridurre gli standard di vigilanza e pulizia nei plessi scolastici, proprio all'avvio delle lezioni.
Cosa cambia per i lavoratori della scuola
Per i docenti assunti a tempo determinato e indeterminato, la presa di servizio del 1° settembre ha dato il via alle attività di programmazione e formazione nei singoli collegi docenti, organo collegiale composto esclusivamente dal personale docente ai sensi dell'art. 7 del D.Lgs. 297/1994. Parallelamente, il personale ATA ha preso servizio per garantire l'avvio delle attività amministrative, tecniche e ausiliarie necessarie all'apertura delle istituzioni scolastiche.




