Dalla cattedra di educazione musicale alle aule universitarie di statistica, fino alla presidenza di uno dei poli tecnici più articolati della Lombardia: come annunciato in un'intervista alla stampa e in coincidenza con l'avvicendamento alla guida dell'istituto, con la decorrenza del primo settembre 2026 si conclude per pensionamento il percorso nella scuola statale di Franco Tornaghi, storico dirigente scolastico dell’Istituto Maxwell-Settembrini di Milano. Dopo dodici anni al vertice dell’istituto e quarant’anni di carriera complessiva nel mondo dell'istruzione, il "preside musicista" lascia la guida della scuola, consegnando alla comunità educante una testimonianza fatta di riforme concrete, ascolto e passione civile.
Dall’ufficio di presidenza che guarda verso la sagoma arancione dell’addestratore Aermacchi MB-326, simbolo dell’unico indirizzo statale per la conduzione del mezzo aereo dell'area metropolitana milanese, Tornaghi ripercorre un itinerario professionale atipico, iniziato lontano dai ruoli dirigenziali e scandito dall’incrocio costante tra arte e pensiero scientifico.
Dalle note del trombone alle lezioni di matematica
L’avventura scolastica di Tornaghi comincia tra i banchi e gli strumenti a fiato. Come ha ripercorso lo stesso dirigente nell'intervista rilasciata a Il Giorno, cresciuto con la musica in famiglia – il padre suonava il clarinetto nella banda cittadina –, a undici anni impugna il trombone. Frequenta le lezioni alla Civica di Cernusco sul Naviglio e sostiene da privatista gli esami nei conservatori di Mantova (dove consegue il diploma) e Genova, completando gli studi musicali parallelamente al liceo scientifico.
La musica gli apre subito le porte dell'insegnamento: vince il concorso a cattedra e inizia a insegnare alle scuole medie di Carugate, il suo comune d’origine. Nel frattempo non abbandona gli studi universitari: a ventisette anni consegue la laurea in Matematica, già sposato e con la primogenita di pochi mesi, come ha ricordato rievocando quegli anni. A trent’anni approda all’Itsos di Cernusco sul Naviglio per insegnare matematica, materia condivisa anche con la moglie, anch'essa docente della stessa disciplina.
Gli interessi di Tornaghi si allargano presto ai sistemi di valutazione dell'apprendimento e alla ricerca quantitativa applicata all'istruzione. Collabora come esperto e formatore con l'Invalsi e nell'ambito delle rilevazioni internazionali legate a Ocse Pisa, affrontando il nodo di come costruire strumenti statistici affidabili che sappiano misurare i progressi scolastici senza appiattire la complessità pedagogica. Un impegno che lo porta a ricoprire il ruolo di cultore della materia al Politecnico di Milano tra il 1996 e il 1998 e successivamente di esercitatore di statistica all’Università degli Studi di Milano-Bicocca dal 1998 al 2011.
Dodici anni al timone del polo aeronautico milanese
La svolta verso la dirigenza scolastica matura nell’estate del 2014. Superato il concorso ordinario per presidi, a metà agosto si trova di fronte alla scelta: accettare la nomina o rinunciare al percorso. Il primo settembre 2014 varca l'ingresso dell'Istituto Maxwell, realtà milanese complessa che riunisce indirizzi liceali, tecnici e professionali, oltre al celebre percorso aeronautico.
«Il mondo aeronautico io non lo conoscevo», ha raccontato Tornaghi ripercorrendo quei primi passi. «Ho volato anch’io in aliante e uno dei progetti bellissimi di questi dodici anni è stata l’esperienza al campo volo per i nostri studenti. La cosa che più mi emoziona è vedere persone che hanno una passione grande e ancora prima dei 18 anni riescono a realizzarla. Come quando vedo un mio studente del Settembrini che riesce a riparare un’automobile. Io amo la montagna: per arrivare in cima accetti di sudare perché identifichi qualcosa di bello. La scuola deve riuscire a mostrare qualcosa di bello, per il quale valga la pena studiare e fare fatica».
Scelte coraggiose: la settimana corta e i giudizi sospesi
Nel corso del suo dodicennio, l'istituto ha affrontato passaggi organizzativi e didattici rilevanti, spesso anticipando il dibattito generale della scuola italiana. Tra questi spicca l'introduzione della settimana corta su cinque giorni: una transizione discussa a lungo con famiglie e collegio docenti, divenuta poi un punto di equilibrio stabile e apprezzato da tutte le componenti scolastiche.
Altrettanto pragmatica è stata la linea adottata sul terreno della valutazione e del recupero delle carenze estive. Tornaghi ha sempre sostenuto una comunicazione trasparente con i nuclei familiari: inutile alimentare illusioni di fronte a un numero elevato di insufficienze a giugno, mentre nei casi di una sola materia il recupero deve trasformarsi in una reale opportunità formativa da monitorare nel corso dell’anno successivo.
Non sono mancati i momenti complessi: la gestione emergenziale degli anni della pandemia, con la necessità di garantire continuità a laboratori tecnici specialistici, e successivamente il carico amministrativo legato alle misure del PNRR per l'edilizia e i nuovi ambienti didattici, che ha appesantito la routine quotidiana delle segreterie scolastiche.
Il valore del lavoro di squadra e i progetti futuri
Nel momento del congedo formale, Tornaghi tiene a sottolineare la dimensione corale del lavoro svolto. La gestione di un istituto di oltre mille studenti è stata possibile grazie al coordinamento quotidiano con il gruppo di staff, a partire dalla vicepreside Michela Monguzzi e dalla collaboratrice del plesso Settembrini Annarosa Anzivino.
Anche fuori dalle mura scolastiche, il legame con la musica e con il territorio non si è mai interrotto: secondo quanto riferito nell'intervista, Tornaghi è stato recentemente premiato per i suoi cinquant’anni consecutivi di attività nella banda parrocchiale Santa Marcellina di Carugate.
Cosa accadrà dopo il primo settembre? Il passaggio di consegne dal ruolo non coincide con l'uscita dal dibattito educativo. Dopo i primi giorni dedicati alla famiglia e ai sette nipoti (con l'ottavo in arrivo, come ha confidato), l'ex dirigente intende continuare a mettere a disposizione la propria esperienza attraverso l'impegno associativo con DiSAL e ANP, focalizzandosi sugli aspetti didattici, culturali e sulla valutazione del sistema scolastico. Un patrimonio di competenze operative che resta al servizio della scuola italiana.




