La memoria della Resistenza a Quarrata ha oggi un nuovo volto, ed è quello immaginato e disegnato da una studentessa del Liceo Artistico "Policarpo Petrocchi". In occasione delle celebrazioni per l'anniversario dell'eccidio, nel piazzale del cimitero di Campiglio, viene inaugurato il monumento dedicato ai patrioti antifascisti Gino Cecco e Domenico Lombardo, uccisi dai nazi-fascisti il 24 agosto 1944. L'opera non è solo un omaggio ai caduti, ma il risultato di un percorso didattico che ha visto i giovani protagonisti attivi della storia locale, come documentato dal portale visitquarrata.it nell'articolo a cura di Balli.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra la sezione ANPI di Quarrata, l'Amministrazione comunale e la sede quarratina del Liceo Petrocchi. Gli studenti sono stati chiamati a partecipare a un percorso finalizzato alla creazione di un cippo commemorativo da collocare esattamente nel punto in cui i due partigiani trovarono la morte durante la ritirata tedesca verso la Linea Gotica. I dettagli del progetto e i relativi atti amministrativi sono consultabili presso l'Albo pretorio e sul sito ufficiale del Comune di Quarrata.

L'idea progettuale: il dualismo tra vita e ideali

A vincere la selezione è stata una studentessa dell'istituto, il cui progetto ha colpito la commissione per la profondità simbolica e la pulizia formale. L'opera si presenta come un manufatto composto da due triangoli che sembrano spezzarsi al centro. Questa frattura non è casuale, ma rappresenta il nucleo narrativo dell'intero monumento.

"Il manufatto è composto da due triangoli spezzati al centro per rappresentare il dualismo dei due partigiani. La frattura rappresenta la morte che li ha divisi ma anche la lotta nel perseguire gli ideali che li ha uniti, una sorta di linea tra vita, morte e perseguimento dei propri ideali", ha spiegato l'autrice durante la presentazione del lavoro.

L'installazione trasforma un concetto astratto come la "memoria" in un segno fisico e permanente. I due triangoli richiamano le individualità di Cecco e Lombardo uniti dal destino in terra toscana, mentre la linea di rottura invita chi osserva a riflettere sul sacrificio necessario per la conquista della libertà.

La storia di Gino Cecco e Domenico Lombardo

Il monumento sorge in via Corbellicce, in quella che nel 1944 era la frazione di Tizzana. Grazie alle ricerche storiche condotte da Marco Conti per l'Atlante delle stragi naziste e fasciste, è stato possibile ricostruire i dettagli di quell'eccidio. Gino Cecco e Domenico Lombardo furono catturati insieme a un terzo prigioniero, che riuscì fortunatamente a fuggire. I due giovani vennero rinchiusi in un fabbricato agricolo e poi condotti sulla strada per essere fucilati senza alcun processo.

La ricostruzione storica di quegli eventi rimane un pilastro fondamentale per la comunità, permettendo di mantenere vivo il ricordo del sacrificio dei due partigiani. Il monumento si pone quindi come un punto di riferimento per la memoria collettiva, invitando le nuove generazioni a non dimenticare i tragici eventi del 1944 e l'importanza della lotta di liberazione nel territorio pistoiese.

Il ruolo della scuola nella memoria civile

Il coinvolgimento del Liceo Artistico Petrocchi dimostra come la scuola possa diventare un laboratorio di cittadinanza attiva. Il percorso non si è limitato alla sola progettazione grafica o plastica, ma ha incluso una vera e propria immersione negli archivi e nei luoghi della memoria, con il supporto della sezione locale dell'ANPI Quarrata. Questo impegno ha permesso alla cittadinanza di apprezzare lo sforzo creativo dei partecipanti, trasformando la ricerca storica in un'opera tangibile.

L'Amministrazione comunale ha sottolineato l'importanza del contributo diretto del Comune per la realizzazione materiale del cippo. "La vostra creatività diventa un segno permanente per tramandare la storia della Resistenza", è il messaggio rivolto agli studenti, evidenziando come il passaggio del testimone tra generazioni sia avvenuto attraverso il linguaggio dell'arte.

Per la comunità di Quarrata e per il mondo della scuola pistoiese, l'inaugurazione del monumento a Campiglio rappresenta un esempio di come la didattica possa uscire dalle aule per incidere sul territorio, trasformando un episodio storico locale in un monito universale contro la violenza e l'indifferenza.