Consentire a docenti e personale ATA di andare in pensione a 60 anni di età, senza subire penalizzazioni sull'assegno previdenziale, grazie al riconoscimento del lavoro scolastico come altamente usurante. È questa la proposta di legge che il sindacato ANIEF ha rimesso al centro del dibattito politico in questi ultimi giorni di agosto, in vista della ripresa delle attività didattiche e della discussione sulla prossima manovra finanziaria.
La proposta punta a dare una risposta concreta all'elevata incidenza di patologie legate allo stress da lavoro correlato e al burnout tra i professionisti della scuola, trovando una sponda politica nel Movimento 5 Stelle, che si è detto pronto a sostenere l'iniziativa nei prossimi provvedimenti legislativi.
Perché la scuola chiede il riconoscimento del lavoro usurante
Attualmente, l'ordinamento previdenziale italiano prevede il pensionamento di vecchiaia a 67 anni di età, una soglia considerata insostenibile per chi trascorre decenni dietro a una cattedra o a gestire la complessa macchina amministrativa e ausiliaria dei plessi scolastici. Sebbene la normativa vigente riconosca il carattere "gravoso" del lavoro svolto dai docenti della scuola dell'infanzia e della scuola primaria (consentendo loro l'accesso a scivoli pensionistici come l'APE Sociale), restano esclusi tutti gli insegnanti delle scuole medie e superiori, oltre all'intero personale ATA (collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici).
Secondo il presidente nazionale dell'ANIEF, Marcello Pacifico, questa distinzione non ha base scientifica. Le patologie connesse al burnout e allo stress psicofisico colpiscono in modo trasversale tutto il personale scolastico, indipendentemente dall'ordine di scuola o dal profilo professionale. L'usura psicofisica derivante dal rapporto quotidiano con gli studenti, dalla gestione delle classi numerose e dalle crescenti responsabilità burocratiche richiede, secondo il sindacato, una tutela previdenziale specifica.
I dettagli della proposta ANIEF per l'uscita a 60 anni
La piattaforma previdenziale presentata dal sindacato e consultabile nei dettagli sulla sezione stampa dell'ANIEF si articola su tre punti fondamentali:
- Pensionamento a 60 anni senza penalizzazioni: possibilità di lasciare il servizio al compimento del sessantesimo anno di età, calcolando l'assegno previdenziale senza i tagli previsti per le uscite anticipate.
- Estensione della categoria dei lavori gravosi: equiparazione di tutto il personale docente di ogni ordine e grado e del personale ATA ai fini dell'accesso ai benefici previdenziali per i lavori usuranti.
- Riscatto gratuito degli anni di studio: agevolazioni per il riscatto degli anni di laurea e di specializzazione per i lavoratori della scuola, per favorire il raggiungimento anticipato dei requisiti contributivi.
Il sostegno del Movimento 5 Stelle
La proposta ha raccolto l'attenzione e il sostegno politico del Movimento 5 Stelle. Gli esponenti del Movimento hanno evidenziato la necessità di calendarizzare misure di salvaguardia per il personale scolastico all'interno dei prossimi decreti utili e della legge di bilancio per il 2027. L'obiettivo condiviso è quello di equiparare le tutele dei docenti e degli ATA a quelle previste per altre categorie di lavoratori del pubblico impiego esposti a forti sollecitazioni fisiche e mentali, come le forze dell'ordine.
Il dibattito si preannuncia caldo: le coperture finanziarie necessarie per un intervento di questa portata rappresentano il principale ostacolo tecnico, ma ANIEF insiste sul fatto che la salute del personale scolastico e la qualità della didattica non possano essere sacrificate sull'altare dei vincoli di bilancio.
Cosa succede adesso?
Trattandosi di una proposta di legge e di una piattaforma rivendicativa sindacale, non vi è alcuna modifica immediata ai requisiti pensionistici per l'anno scolastico che sta per iniziare. I docenti e il personale ATA che intendono andare in pensione nel 2027 dovranno fare riferimento ai requisiti ordinari stabiliti dalla legge Fornero e dalle finestre di uscita vigenti (come Opzione Donna, Quota 103 o l'APE Sociale per chi ne ha diritto), le cui scadenze per le domande vengono annualmente fissate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito tra i mesi di ottobre e dicembre.
La proposta dell'ANIEF punta a scardinare l'attuale impianto previdenziale durante la sessione di bilancio autunnale. Seguiremo da vicino l'iter dell'iniziativa e gli eventuali emendamenti che verranno presentati in Parlamento nei prossimi mesi.




