La Regione Veneto ha bocciato un emendamento all'adeguamento di bilancio 2026 che prevedeva uno stanziamento destinato alla climatizzazione, alla ventilazione e al raffrescamento degli edifici scolastici, dei nidi e dei centri estivi. La decisione ha provocato la ferma reazione del sindacato degli insegnanti, che ritiene inagibili le aule prive di impianti adeguati durante le continue ondate di calore estive e giudica inapplicabile qualsiasi proposta di prolungamento delle attività didattiche nei mesi caldi.
La bocciatura delle risorse in Consiglio regionale
Nel corso della discussione sull'adeguamento del bilancio di previsione 2026, l'aula del Consiglio regionale del Veneto ha respinto la proposta emendativa avanzata dalle opposizioni. L'intervento mirava a creare un fondo regionale per adeguare le strutture scolastiche all'innalzamento delle temperature medie e alla frequenza sempre maggiore di picchi calorici durante i mesi di attività.
La maggioranza consiliare ha motivato il voto contrario richiamando il quadro delle competenze istituzionali: la gestione e la manutenzione dell'edilizia scolastica fanno capo storicamente ai Comuni per il primo ciclo e alle Province o Città Metropolitane per le scuole secondarie di secondo grado. Di conseguenza, la Regione ha scelto di non impegnare proprie risorse su interventi strutturali generalizzati nelle aule.
Oltre il 90% degli istituti privo di refrigerazione
La posizione del sindacato è stata espressa da Fabrizio Reberschegg, presidente della Gilda degli Insegnanti di Venezia, il quale ha messo in luce la situazione strutturale del territorio: oltre il 90% degli edifici scolastici del Veneto non dispone di alcun sistema di condizionamento o raffrescamento dell'aria.
Secondo la sigla sindacale, trasferire la responsabilità dell'adeguamento esclusivamente sugli enti locali rischia di paralizzare ogni intervento. Comuni e Province affrontano infatti da anni pesanti vincoli di bilancio e tagli alle risorse territoriali. La Gilda sostiene che la Regione avrebbe dovuto istituire un canale di finanziamento straordinario a supporto delle amministrazioni locali, finalizzato proprio agli interventi su energia e vivibilità climatica delle aule.
Apertura estiva e sicurezza nelle aule
Il tema della mancanza di refrigerazione si collega direttamente alle proposte di apertura estiva degli istituti o di riorganizzazione del calendario scolastico. Il sindacato esprime una netta contrarietà all'idea di trattenere alunni e personale scolastico all'interno di ambienti che raggiungono temperature interne comprese tra i 35 e i 37 gradi.
In assenza di impianti adeguati, lo svolgimento delle lezioni o delle attività di recupero nei periodi di forte caldo viene ritenuto dannoso per il benessere psicofisico della comunità scolastica e incompatibile con la normale erogazione della didattica.
Le proposte di intervento prioritario
A fronte delle difficoltà economiche e dell'ampiezza degli interventi necessari sull'intero patrimonio edilizio scolastico, il sindacato individua alcune priorità d'azione immediate:
- Interventi prioritari su nidi e infanzia: concentrare i primi fondi disponibili sui nidi e sulle scuole dell'infanzia, le cui attività proseguono regolarmente fino al 30 giugno offrendo il servizio ai bambini più piccoli.
- Piano integrato di efficientamento: combinare l'installazione dei climatizzatori con la posa di pannelli fotovoltaici e l'isolamento termico degli edifici, riducendo l'impatto energetico ed economico a lungo termine.
- Fondo di cofinanziamento regionale: prevedere forme di sussidiarietà con i Comuni e le Province per sostenere le spese di ammodernamento degli impianti non più rinviabili.
In assenza di un piano di investimento coordinato tra livello nazionale e regionale, il problema delle temperature elevate nelle scuole rischia di ripresentarsi puntualmente a ogni inizio e fine anno scolastico, condizionando l'attività di studenti e docenti.




