Il Ministero dell'Istruzione e del Merito, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, ha reso disponibile il Decreto interministeriale n. 170 del 10 agosto 2026, il provvedimento che definisce in modo ufficiale la consistenza e la ripartizione dell'organico del personale docente per l'anno scolastico 2026/2027. Il testo fissa l'architettura delle cattedre su scala nazionale, stabilendo i contingenti regionali per posti comuni, posti di potenziamento e posti sul sostegno.

La definizione dell'organico di diritto rappresenta il passaggio chiave per la programmazione del nuovo anno scolastico: da questi numeri dipendono infatti la capienza dei ruoli, le operazioni di mobilità, le immissioni in ruolo e la successiva attribuzione delle supplenze annuali da parte degli Uffici Scolastici Territoriali.

Organico docenti 2026/2027: la ripartizione delle cattedre

Il decreto n. 170/2026 fissa con precisione le risorse di personale docente assegnate alle istituzioni scolastiche per l'anno scolastico che sta per prendere il via. La dotazione complessiva si articola nelle seguenti voci principali:

Tipologia di posto Contingente 2026/2027
Posti comuni 614.572
Posti di potenziamento 48.795
Posti di sostegno 128.170
Posti di sostegno aggiuntivi 134

Nel confronto con le risorse assegnate negli anni precedenti, emerge una leggera contrazione sui posti destinati al potenziamento dell'offerta formativa, bilanciata dall'inserimento di 134 posti di sostegno aggiuntivi volti a coprire specifiche esigenze territoriali e situazioni di particolare complessità d'integrazione.

Come funziona la distribuzione sul territorio

I numeri fissati dal decreto interministeriale costituiscono il tetto massimo nazionale, che viene poi ripartito tra i vari Uffici Scolastici Regionali (USR) sulla base dei flussi anagrafici della popolazione scolastica, del numero di classi autorizzate e delle specificità geografiche delle diverse aree del Paese.

A loro volta, gli Uffici Scolastici Territoriali (ex Provveditorati) provvedono a distribuire i posti tra i singoli istituti scolastici autonomi e i vari ordini di scuola (infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado), definendo i quadri orario e le classi di concorso interessate.

Cosa cambia per immissioni in ruolo e supplenze

Per il personale docente, la pubblicazione del decreto sull'organico porta con sé ricadute dirette sulle procedure di reclutamento e sulla gestione del precariato:

  • Immissioni in ruolo: la disponibilità dei posti in organico di diritto determina il contingente massimo autorizzato per le assunzioni a tempo indeterminato relative alle diverse graduatorie (concorsi ordinari, straordinari e graduatorie ad esaurimento).
  • Assegnazioni provvisorie e utilizzazioni: i posti liberi in organico rappresentano il bacino di riferimento per la mobilità annuale del personale di ruolo.
  • Supplenze da GPS: una volta completate le immissioni in ruolo e le operazioni di mobilità, i posti residui dell'organico di diritto vengono coperti con contratti a tempo determinato fino al 31 agosto, ai quali si aggiungeranno le cattedre in organico di fatto coperte fino al 30 giugno.

Sostegno didattico: la struttura dell'organico

Sul fronte dell'inclusione scolastica, la quota di organico di diritto stabilita nel decreto conta 128.170 posti, a cui si sommano i 134 posti aggiuntivi istituiti dal provvedimento. Come di consueto, questo contingente rappresenta la base stabile a cui si affiancheranno, con l'avvio delle lezioni e le deliberazioni dei singoli ambiti territoriali, i posti in deroga autorizzati dai direttori degli USR per garantire le ore previste dai Piani Educativi Individualizzati (PEI).

Cosa devono verificare docenti e aspiranti

In vista dell'avvio delle attività didattiche di settembre, i docenti interessati alle fasi finali delle operazioni di reclutamento o al conferimento degli incarichi di supplenza sono invitati a consultare periodicamente i siti ufficiali dei propri Uffici Scolastici Regionali e Territoriali. È infatti tramite gli albi pretorii dei singoli uffici periferici del MIM che vengono pubblicati i decreti di ripartizione provinciale delle cattedre e i quadri delle disponibilità aggiornati.