A Bergamo mancano all'appello ben 713 docenti di sostegno in possesso del titolo di specializzazione per l'avvio del nuovo anno scolastico. Di conseguenza, centinaia di cattedre destinate agli alunni con disabilità dovranno essere assegnate a supplenti non specializzati, con inevitabili ripercussioni sulla continuità didattica e sull'integrazione in classe.

L'allarme, lanciato dalla segreteria provinciale della Cisl Scuola Bergamo, evidenzia una carenza strutturale che si ripresenta puntuale alla vigilia del rientro in classe di settembre. L'analisi condotta dal sindacato sulle assegnazioni dei posti fotografa una situazione critica, che riguarda in particolar modo la scuola dell'infanzia e la scuola primaria.

I dettagli completi sulle operazioni di assegnazione e i relativi resoconti sono consultabili nel report ufficiale pubblicato sul sito della CISL Scuola Bergamo e all'interno dei provvedimenti pubblicati sul portale dell'UST di Bergamo. Nello specifico, i prospetti delle disponibilità e i decreti ufficiali sono accessibili direttamente nella sezione dell'Albo Pretorio dell'UST di Bergamo.

I numeri della carenza: dall'organico di diritto a quello di fatto

Per comprendere l'entità del problema occorre distinguerere tra i posti stabili (organico di diritto) e quelli temporanei attivati per le supplenze (organico di fatto). Sul fronte dell'organico di diritto, dopo le immissioni in ruolo e le procedure ordinarie, erano rimasti liberi 235 posti, tutti relativi alla scuola primaria. Di questi:

  • 64 posti sono stati coperti tramite la procedura della "mini call veloce";
  • 71 posti sono stati assegnati attraverso la prima fascia delle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS);
  • 100 posti sono rimasti scoperti poiché non è stato possibile assegnarli con queste modalità.

Il quadro si complica ulteriormente si si analizza l'organico di fatto, ovvero i posti aggiuntivi autorizzati dall'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia per rispondere alle effettive esigenze del territorio. Per la provincia di Bergamo sono stati attribuiti complessivamente 1.441 posti di sostegno, così suddivisi:

Grado di scuola Posti in organico di fatto
Scuola dell'infanzia 107
Scuola primaria 613
Scuola secondaria di primo grado 402
Scuola secondaria di secondo grado 319

Proprio su questi numeri si innesta la criticità maggiore: per circa 713 di questi posti non ci sono abbastanza docenti specializzati iscritti nelle GPS. Le scuole saranno quindi costrette a convocare docenti non specializzati, attingendo dalle graduatorie comuni.

La denuncia della Cisl Scuola: "Serve continuità per gli alunni"

La carenza di personale formato non colpisce tutti i gradi di istruzione allo stesso modo. Mentre nelle scuole secondarie di primo e secondo grado la disponibilità di docenti specializzati appare sufficiente a coprire i posti assegnati, la situazione è allarmante per la scuola dell'infanzia e per la primaria.

"I numeri ci dicono ancora una volta che il problema del sostegno non può essere affrontato soltanto in occasione dell’avvio dell’anno scolastico", spiega Paola Manzullo, segretaria generale della Cisl Scuola Bergamo. "Il ricorso a docenti privi di specializzazione non è una conditione che possiamo considerare fisiologica: è la conseguenza di una carenza strutturale di personale formato e specializzato. E a pagarne il prezzo rischiano di essere innanzitutto gli alunni con disabilità, per i quali la continuità educativa e didattica è particolarmente importante".

Secondo la segretaria generale, l'unica soluzione percorribile nel lungo periodo consiste nell'aumentare in modo strutturale i percorsi di specializzazione (i cosiddetti corsi di specializzazione sul sostegno) e nel rendere più rapide ed efficaci le procedure di reclutamento.

Cosa succede adesso per le famiglie e le scuole

Con l'avvicinarsi della prima campanella, i dirigenti scolastici della provincia di Bergamo dovranno procedere rapidamente con le nomine dei supplenti per garantire la presenza dei docenti in classe fin dal primo giorno di lezione.

Tuttavia, i numeri diffusi dal sindacato non sono ancora definitivi: nel corso dell'anno scolastico l'Ufficio scolastico potrebbe autorizzare ulteriori posti in deroga per rispondere alle nuove certificazioni di disabilità presentate dalle famiglie, aumentando ulteriormente il fabbisogno di personale e la necessità di nuove nomine.