Il tema della sicurezza degli edifici scolastici torna al centro del dibattito, con la Flc Cgil che punta il dito contro la gestione dei fondi e i continui slittamenti che frenano i cantieri. Nonostante gli annunci ministeriali, i dati ufficiali descrivono un sistema in affanno, incapace di tradurre le risorse stanziate in interventi concreti per gli istituti italiani.

L'analisi del sindacato muove dai dati contenuti nella Relazione della Corte dei conti sul Rendiconto generale dello Stato, che fotografa una realtà complessa: da un lato la riduzione degli investimenti iniziali, dall'altro una cronica difficoltà nella spesa.

I numeri della crisi: investimenti e capacità di spesa

Secondo quanto riportato, nel 2025 gli stanziamenti iniziali destinati agli investimenti nell'edilizia scolastica hanno subito una contrazione di 307 milioni di euro rispetto all'anno precedente, segnando un calo del 20%. Anche il Fondo unico per l'edilizia scolastica ha registrato una riduzione di 204 milioni di euro.

Sebbene il Ministero dell'Istruzione e del Merito abbia successivamente reintegrato le risorse tramite variazioni di bilancio, portando lo stanziamento definitivo a 1,24 miliardi di euro, il problema principale resta l'effettiva capacità di spesa. La massa spendibile per il programma "Edilizia scolastica e sicurezza nelle scuole" ammonta a circa 4,9 miliardi di euro, ma i pagamenti effettuati si fermano a 1,3 miliardi. Ciò significa che la capacità di spesa reale è ferma al 26%.

Un dato particolarmente significativo riguarda i residui passivi: il 74,3% delle somme non utilizzate dal Ministero è concentrato proprio nel settore dell'edilizia scolastica, con circa 2,3 miliardi di euro ancora bloccati nel Fondo unico.

Le difficoltà degli Enti Locali

La Flc Cgil sottolinea come la responsabilità di questi ritardi non sia da ricercare esclusivamente in una mancanza di fondi, ma in una profonda difficoltà operativa degli enti locali. Molti Comuni, soprattutto quelli di dimensioni ridotte, si trovano privi delle professionalità tecniche e amministrative necessarie per gestire l'intero ciclo di vita di un cantiere: dalla progettazione all'affidamento, fino al monitoraggio dei lavori.

A questo si aggiunge l'aggravio burocratico legato all'aggiornamento dell'Anagrafe dell'edilizia scolastica. La necessità di ricostruire la documentazione tecnica e verificare le certificazioni di sicurezza mancanti per ciascun edificio rappresenta un impegno organizzativo gravoso, che spesso rallenta l'avvio degli interventi di messa in sicurezza.

Verso un piano strutturale

Neppure le risorse del PNRR appaiono esenti da tali criticità. La stessa introduzione di norme che consentono l'anticipazione fino al 90% dei finanziamenti prima della conclusione dei lavori conferma, secondo il sindacato, quanto sia complesso garantire la liquidità necessaria per far avanzare i cantieri nei tempi previsti.

La posizione della Flc Cgil è chiara: non bastano stanziamenti finanziari se non accompagnati da un piano strutturale che preveda il rafforzamento delle competenze tecniche degli enti locali e procedure amministrative più snelle ed efficaci. La sicurezza degli studenti e dei lavoratori della scuola, conclude il sindacato, richiede un cambio di passo che trasformi le risorse disponibili in edifici scolastici sicuri, accessibili ed efficienti.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito flcgil.it.