A pochi giorni dal suono della prima campanella dell'anno scolastico 2026/2027, il nodo dell'inclusione scolastica torna al centro del dibattito in Veneto. La FLC CGIL Veneto ha sollevato una dura denuncia riguardante la gestione degli organici per gli alunni con disabilità, parlando apertamente di "tagli mascherati" che rischiano di compromettere il diritto allo studio di migliaia di studenti.

Secondo il sindacato, a fronte di un costante aumento delle certificazioni di disabilità nelle province venete, non corrisponde un adeguato potenziamento dei posti di sostegno in organico di diritto, né un consolidamento delle figure professionali dedicate all'assistenza all'autonomia e alla comunicazione.

Il paradosso dei numeri: più alunni, meno ore garantite

Il cuore della denuncia della FLC Veneto risiede nel divario tra le necessità reali delle scuole e le autorizzazioni concesse dagli uffici competenti. Nonostante i dati regionali confermino un trend di crescita della popolazione scolastica con disabilità, le dotazioni organiche faticano a tenere il passo. Questo fenomeno genera quello che il sindacato definisce un "taglio mascherato": formalmente i posti possono apparire stabili, ma la quota di ore di sostegno assegnata a ciascun alunno tende a ridursi per poter coprire tutti i casi certificati.

"Siamo di fronte a un'emergenza che si ripete ogni anno, ma che per il 2026 assume contorni preoccupanti", spiegano i rappresentanti sindacali. La richiesta è chiara: trasformare i posti in "deroga" (quelli assegnati provvisoriamente ogni anno) in posti in organico di diritto, per garantire continuità didattica e stabilità lavorativa ai docenti specializzati.

La figura dell'assistente di plesso: dubbi e criticità

Un altro punto di forte frizione riguarda la proposta della Regione Veneto di introdurre la figura dell'assistente di plesso o di istituto. Questa nuova modalità di gestione dell'assistenza specialistica, annunciata come una soluzione per ottimizzare le risorse, non convince affatto le organizzazioni dei lavoratori.

Le principali perplessità sollevate dalla FLC Veneto riguardano:

  • La de-professionalizzazione del servizio: il rischio è che una figura "itinerante" tra più classi o plessi non riesca a stabilire quel legame pedagogico fondamentale con l'alunno.
  • La frammentazione degli interventi: l'assistenza all'autonomia richiede una conoscenza profonda delle specifiche esigenze del singolo studente, difficilmente compatibile con una gestione basata sulla presenza "a chiamata" o su turnazioni rigide all'interno dell'istituto.
  • La copertura finanziaria: il sindacato chiede chiarimenti sulla natura dei fondi utilizzati e sulla stabilità contrattuale di questi operatori, spesso dipendenti di cooperative esterne con condizioni salariali precarie.

Cosa cambia per le famiglie e per le scuole

Per i dirigenti scolastici e per le famiglie venete, questa situazione si traduce in una incertezza che grava sull'avvio delle lezioni. Molte scuole si trovano a dover compilare l'orario provvisorio senza conoscere l'esatta entità del contingente di sostegno che sarà effettivamente disponibile entro metà settembre.

La FLC CGIL ha ribadito che la qualità dell'inclusione non può essere subordinata a logiche di risparmio di bilancio. Per questo motivo, sono state annunciate mobilitazioni e richieste di incontro urgente sia con l'Ufficio Scolastico Regionale (USR) per il Veneto, sia con l'assessorato regionale all'Istruzione.

"L'inclusione non si fa con le circolari o con nuove definizioni burocratiche, ma con i docenti in classe e con personale educativo formato e stabilizzato. Senza investimenti certi, il modello veneto dell'inclusione rischia di svuotarsi di significato."

Le richieste del sindacato per l'anno scolastico 2026/2027

In vista delle prossime settimane, la FLC Veneto ha sintetizzato le proprie rivendicazioni in tre punti chiave:

  1. Aumento immediato dei posti in organico di diritto per il sostegno, riducendo drasticamente il ricorso alle supplenze brevi e ai posti in deroga.
  2. Ritiro o revisione profonda del progetto sull'assistente di plesso, privilegiando il rapporto uno a uno laddove previsto dal Piano Educativo Individualizzato (PEI).
  3. Investimenti strutturali sulla formazione del personale e sul miglioramento delle condizioni di lavoro degli assistenti all'autonomia e comunicazione.

Per approfondimenti sulla normativa nazionale riguardante l'organico di sostegno e le procedure di assegnazione, è possibile consultare la sezione dedicata sul sito ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Cosa fare adesso?
Le famiglie che riscontrano mancate assegnazioni di ore di sostegno rispetto a quanto previsto dal PEI possono rivolgersi alle sedi sindacali territoriali o alle associazioni di categoria per avviare le procedure di diffida o ricorso, strumenti che negli ultimi anni sono stati fondamentali per garantire il rispetto del diritto allo studio in molte province del Veneto.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito collettiva.it.