A Palermo scattano controlli straordinari dei Carabinieri nelle scuole dell'infanzia e primarie per verificare la regolarità vaccinale degli alunni. Il provvedimento d'urgenza, disposto dalla Procura per i minorenni, mira a contrastare l'evasione dell'obbligo vaccinale dopo il drammatico decesso per difterite di una bambina di quattro anni che non era mai stata vaccinata.
La decisione della magistratura minorile interviene a ridosso dell'avvio del nuovo anno scolastico, fissato in Sicilia per il prossimo 15 settembre. I militari dell'Arma avranno il compito di acquisire e verificare gli elenchi degli iscritti, concentrando inizialmente l'attenzione sugli istituti della zona di Palermo Nord, per poi estendere il monitoraggio d'intesa con le autorità sanitarie e scolastiche.
La tragedia all'origine del provvedimento
L'ispezione straordinaria è stata avviata dalla procuratrice per i minorenni di Palermo, Claudia Caramanna, a seguito della morte di Anna Rosa Bartolotta, una bambina di soli quattro anni deceduta a causa di un'infezione da difterite. La piccola non era mai stata sottoposta alle vaccinazioni obbligatorie previste dalla legge italiana.
A dicembre dello scorso anno (2025), la bambina era stata esclusa dalla scuola dell'infanzia che frequentava, l'istituto "Leonardo Sciascia" del quartiere Zen di Palermo, proprio a causa della mancata regolarizzazione della sua posizione vaccinale. La tragedia ha riacceso i riflettori sulle sacche di inadempimento e sulle strategie utilizzate da alcune famiglie per aggirare le norme vigenti.
Il nodo delle "prenotazioni fittizie" sotto la lente dei Carabinieri
I controlli dei Carabinieri si concentreranno in particolare su un espediente burocratico spesso utilizzato dai genitori contrari ai vaccini: presentare alla segreteria scolastica la prenotazione di un appuntamento presso i centri vaccinali dell'Asp (Azienda Sanitaria Provinciale) al solo scopo di formalizzare l'iscrizione, per poi non presentarsi all'appuntamento e ripetere la procedura nei mesi successivi.
Questo meccanismo di rinvio continuo riesce talvolta a eludere i controlli immediati nella scuola dell'infanzia (fascia 0-6 anni), dove la regolarità vaccinale costituisce un requisito d'accesso. Con l'ingresso alla scuola primaria (scuola dell'obbligo), i controlli incrociati diventano più rigidi, ma la Procura ha ritenuto necessario intervenire preventivamente per interrompere questa pratica elusiva.
Come funziona la procedura di controllo tra scuole e ASP
La macchina dei controlli scolastici si basa su una procedura informatica consolidata, disciplinata dal Decreto Legge 73/2017 (noto come Legge Lorenzin). Il sistema prevede i seguenti passaggi:
- Le scuole estraggono l'elenco degli alunni iscritti attraverso il portale ministeriale SIDI.
- Gli elenchi vengono trasmessi in modalità telematica all'Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) competente.
- L'ASP incrocia i dati con l'Anagrafe Vaccinale e restituisce alle scuole l'elenco dei minori non in regola con il calendario vaccinale.
- I dirigenti scolastici avviano le procedure di contestazione formale nei confronti delle famiglie inadempienti.
L'anagrafe vaccinale è interamente gestita dall'Asp, che monitora la situazione epidemiologica e vaccinale di tutta l'area metropolitana palermitana. A partire dalla prossima settimana, il Comune di Palermo invierà una nota ufficiale al Provveditorato agli studi (Ambito Territoriale) per concordare una campagna straordinaria di sensibilizzazione e informazione sul valore dei vaccini.
Le sanzioni previste e il rischio di perdita della potestà genitoriale
La normativa nazionale prevede sanzioni amministrative pecuniarie che variano da 100 a 500 euro per i genitori che non assolvono all'obbligo vaccinale per i figli in età scolare. Tuttavia, l'intervento della Procura per i minorenni introduce un livello di vigilanza superiore.
Nei casi in cui venga riscontrata una "grave negligenza" da parte dei genitori – come la totale assenza di controlli medici, la mancata iscrizione al pediatra di libera scelta e il rifiuto ostinato di qualsiasi profilassi sanitaria – l'autorità giudiziaria può avviare procedimenti civili limitativi della responsabilità genitoriale, fino alla pronuncia di decadenza della stessa.
Le reazioni del mondo scolastico e istituzionale
L'iniziativa giudiziaria ha trovato il pieno sostegno dei dirigenti scolastici del territorio. Giusto Catania, preside dell'Istituto Comprensivo "Giuliana Saladino" nel quartiere Cep di Palermo, ha espresso favore per l'intervento delle forze dell'ordine: "Tutto quello che favorisce le vaccinazioni è utile. Ben vengano le attività dei carabinieri e il segnale forte che la procura sta inviando alla città". Il dirigente ha evidenziato come i bambini da zero a sei anni siano i più esposti al rischio di sfuggire ai controlli, poiché la scuola dell'infanzia non rientra nell'obbligo scolastico e chi non la frequenta non passa attraverso il filtro preventivo delle istituzioni educative.
Anche Giovanna Perricone, garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Siciliana, ha sottolineato l'importanza di un'azione coordinata: "Dalle verifiche possono partire le segnalazioni dei genitori alle autorità, le sanzioni e la presa in carico della famiglia, accompagnata da un dialogo sul fronte dell'istruzione e dell'educazione. Il rifiuto dei vaccini è diventato parte di un'ideologia e va contrastato con un'operazione a tappeto e strategica".
Nel frattempo, l'Asp di Palermo ha fatto sapere che i centri vaccinali del territorio sono pronti a gestire l'atteso incremento di richieste di vaccinazione e di richiamo da parte delle famiglie intenzionate a regolarizzare la posizione dei propri figli prima del rientro in classe il 15 settembre.
Per ulteriori dettagli sull'inchiesta giudiziaria e sulla cronaca dei fatti, è possibile consultare la ricostruzione dettagliata fornita da La Repubblica.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito palermo.repubblica.it.




