Un piano straordinario di investimenti nell'istruzione secondaria e terziaria per contrastare gli effetti dell'inverno demografico e valorizzare la mobilità dei giovani ricercatori e professionisti. È questa la proposta lanciata oggi, domenica 23 agosto, dalla rettrice dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Elena Beccalli, durante il suo intervento al Meeting di Rimini.
Nel corso del dibattito intitolato "Per una giovane Italia. Idee ed esperienze contro lo scontento dei giovani", la rettrice ha analizzato le sfide cruciali che attendono il sistema formativo italiano ed europeo, evidenziando la necessità di un cambio di rotta politico ed economico per evitare il declino culturale e sociale del Paese.
L'allarme demografico e la "trappola delle iscrizioni"
Il punto di partenza della riflessione di Elena Beccalli è il marcato calo delle nascite che sta interessando l'intero continente europeo. Secondo i dati illustrati dalla rettrice, le proiezioni demografiche per l'Unione Europea indicano una perdita stimata di circa 33 milioni di giovani nella fascia d'età tra zero e diciannove anni da qui alla fine del secolo.
Questo scenario rischia di ripercuotersi direttamente sulla tenuta delle istituzioni accademiche, generando quella che Beccalli definisce la "trappola delle iscrizioni". Di fronte alla riduzione della platea di potenziali studenti, gli atenei potrebbero essere tentati di adottare strategie commerciali controproducenti, come l'abbassamento eccessivo delle rette o, peggio, la riduzione degli standard qualitativi della didattica e della selezione.
"Pur di riempire le aule, gli atenei o abbassano le rette universitarie o, in maniera ancora più pericolosa, abbassano gli standard accademici. Questo naturalmente va a detrimento della reputazione del sistema universitario, un rischio che dobbiamo assolutamente contrastare", ha ammonito la rettrice.
La risposta a questa deriva, secondo Beccalli, risiede nella valorizzazione della qualità e dell'identità specifica dei percorsi formativi, un modello che ha consentito alle università cattoliche di mantenere stabili le immatricolazioni senza cedere alle sole logiche del mercato dell'istruzione.
La circolarità dei talenti: i dati sui laureati in Italia
Nonostante le preoccupazioni legate alla cosiddetta "fuga dei cervelli", l'analisi della rettrice ha offerto anche una lettura incoraggiante basata sui più recenti dati Istat relativi alla mobilità dei laureati nel quinquennio compreso tra il 2019 e il 2024.
I numeri mostrano che, a fronte di una significativa quota di laureati italiani che ha deciso di trasferirsi all'estero, l'Italia è stata in grado di attrarre un numero ancora maggiore di figure qualificate, registrando un saldo complessivo positivo.
| Flusso laureati (Periodo 2019-2024) | Numero di unità |
|---|---|
| Laureati che hanno lasciato l'Italia | 78.000 |
| Laureati attratti dall'Italia (ingressi) | 88.000 |
| Saldo netto positivo | +10.000 |
Questi dati testimoniano l'avvio di una transizione verso la "circolarità dei talenti" (brain circulation), dove lo spostamento dei professionisti non rappresenta più soltanto una perdita unilaterale per il Paese, ma un'opportunità di interscambio e attrattività che richiede però di essere consolidata attraverso un forte raccordo con il mondo delle imprese e la riduzione del divario generazionale nel mercato del lavoro.
Cosa cambia per studenti e famiglie: il ruolo del diritto allo studio
Per tradurre questi principi in benefici concreti per la collettività, il dibattito si concentra sulle misure operative necessarie a sostenere famiglie e studenti nel percorso accademico. Potenziare gli investimenti significa intervenire in modo mirato su leve decisive: l'ampliamento delle borse di studio e dei posti alloggio per i fuori sede, il rafforzamento dell'orientamento continuo tra scuola superiore e università per contrastare l'abbandono precoce, e il potenziamento dei servizi di tutorato e inserimento lavorativo.
Un sistema universitario solido e accessibile rappresenta una garanzia di mobilità sociale, permettendo anche a chi proviene da contesti economicamente svantaggiati di completare gli studi senza gravare in modo insostenibile sul bilancio familiare, valorizzando al contempo il merito e le competenze acquisite.
L'appello per un piano straordinario di investimenti
Per sostenere questa dinamica virtuosa e arginare gli effetti del decremento demografico, la rettrice dell'Università Cattolica del Sacro Cuore ha rivolto un preciso appello ai decisori politici, sollecitando un intervento strutturale e di lungo periodo.
La richiesta è quella di inserire stabilmente nell'agenda di governo un piano straordinario di investimenti destinato all'istruzione, con particolare attenzione alla scuola secondaria di secondo grado e al sistema universitario. Solo attraverso un incremento delle risorse destinate alla formazione, alla ricerca e al diritto allo studio sarà possibile garantire la competitività del Paese e offrire alle nuove generazioni reali prospettive di crescita professionale e personale all'interno dei confini nazionali.




