A poco più di una settimana dal fischio d'inizio ufficiale dell'anno scolastico 2026/2027, fissato per il prossimo 1° settembre, due importanti istituti superiori di Cesena si trovano ancora senza una guida stabile. Si tratta del Liceo Classico "Vincenzo Monti" e dell'Istituto Tecnico Tecnologico e Professionale "Pascal-Comandini". Per entrambe le scuole, le nomine dei nuovi vertici da parte dell'Ufficio scolastico sono attese nei prossimi giorni, con lo spettro della reggenza che rimane sullo sfondo come ipotesi subordinata ma temuta da famiglie e docenti.

Le famiglie, gli studenti e il personale docente attendono con apprensione le decisioni dell'amministrazione scolastica regionale per capire chi siederà alla scrivania della presidenza in un anno che si preannuncia cruciale per entrambi i plessi, sia dal punto di vista didattico che logistico.

I motivi del doppio vuoto di potere a Cesena

La cattedra di dirigenza è rimasta vacante in entrambi gli istituti a causa dei recenti movimenti di mobilità dei dirigenti scolastici, che hanno ridisegnato la mappa dei vertici locali. Al Liceo Classico "Monti", la preside uscente Maria Silvia Arcuti ha ottenuto il trasferimento dopo un biennio di servizio per riavvicinarsi alla sua terra d'origine, assumendo la guida dell'Istituto Tecnico Economico e Tecnologico "Dante Alighieri" di Cerignola, in Puglia.

Discorso analogo per l'Itt "Pascal-Comandini", dove Sauro Porfiri ha lasciato l'incarico. Porfiri aveva ereditato la guida dell'istituto da Francesco Postiglione (ora passato stabilmente al Liceo Linguistico "Alpi"), ma con l'avvio del nuovo anno scolastico la scuola necessita di un nuovo punto di riferimento per coordinare le attività didattiche e i laboratori.

Tra nuovi dirigenti e l'ipotesi reggenza: cosa cambia per le scuole

Per colmare questi vuoti, l'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna ha davanti a sé due strade percorribili, che dovrebbero concretizzarsi entro la fine della settimana in corso:

  • Nomina di un neo-dirigente: l'assegnazione a un vincitore di concorso che ha completato l'iter selettivo ed è pronto a ricevere il primo incarico formale. Questa è ritenuta l'opzione più probabile e auspicabile per garantire continuità didattica e gestionale a tempo pieno.
  • Affidamento in reggenza: l'assegnazione delle scuole a un preside che è già titolare in un altro istituto del territorio. Questa soluzione, seppur comune per coprire le sedi vacanti, comporterebbe un carico di lavoro notevole per il dirigente incaricato, che dovrebbe dividersi tra più sedi e gestire due realtà complesse contemporaneamente.

Dal punto di vista pratico, la differenza tra una presidenza stabile e una reggenza si riflette direttamente sulla quotidianità di studenti, famiglie e personale. Un dirigente reggente, dovendo dividersi tra due istituti spesso distanti, può garantire una presenza fisica limitata, rallentando la macchina burocratica e decisionale: dalla firma dei piani dell'offerta formativa (PTOF) alla gestione delle supplenze temporanee, fino alle autorizzazioni per le gite scolastiche o alla gestione della sicurezza interna. Al contrario, un dirigente titolare a tempo pieno assicura un presidio costante e un'interlocuzione immediata con i docenti e i rappresentanti dei genitori, fattore cruciale per avviare l'anno scolastico senza intoppi organizzativi.

Due istituti complessi in un anno di transizione

La scelta di evitare la reggenza e puntare su una nomina stabile appare quanto mai opportuno se si analizza la complessità delle due realtà scolastiche cesenati, ciascuna alle prese con sfide specifiche:

Il Liceo Classico "Monti" è un gigante della scuola locale con quasi 1.500 studenti. Oltre alla mole di lavoro ordinario, la scuola deve ritrovare piena serenità dopo le recenti tensioni legate a un'ispezione ministeriale. L'ispezione era stata avviata in seguito alla sanzione (un sei in condotta e una tesina riparatrice sul tema del razzismo) comminata a due studenti di quinta per aver esposto uno striscione con lo slogan "L'Italia agli italiani". L'esito di tale ispezione deve ancora essere reso noto, rendendo delicata la transizione per il futuro dirigente.

Le sfide non mancano nemmeno all'Itt "Pascal-Comandini", una struttura articolata su due distinti indirizzi (tecnico tecnologico e professionale) distribuiti su due sedi storiche diverse. Inoltre, l'anno scolastico 2026/2027 segnerà il definitivo rientro a pieno regime nella sede storica del Pascal, a fianco del sovrappasso ferroviario, dopo oltre cinque anni di complessi lavori di riqualificazione edilizia. Coordinare il rientro degli studenti dai vari plessi temporanei e gestire una struttura così ramificata sarebbe estremamente gravoso per un preside reggente già impegnato altrove.

La situazione nelle altre scuole superiori di Cesena

Se al Classico e al Pascal si vive una fase di transizione, il quadro dirigenziale nel resto degli istituti superiori di Cesena appare stabile e consolidato, con la conferma dei dirigenti storici del territorio:

  • Lorenza Prati al Liceo Scientifico "Righi";
  • Luciana Cino all'Istituto Agrario-Geometri "Garibaldi-Da Vinci";
  • Francesco Postiglione al Liceo Linguistico "Alpi";
  • Mauro Tosi all'Istituto "Curie" di Savignano sul Rubicone;
  • Giuseppe Messina all'Istituto Professionale "Macrelli-Versari".

Cosa succederà nei prossimi giorni

Le prossime ore saranno decisive per completare il mosaico della scuola cesenate. L'obiettivo dell'amministrazione scolastica regionale è pubblicare i decreti di nomina in tempo utile per il primo collegio dei docenti di settembre. In questo modo, i nuovi presidi potranno insediarsi e conoscere il corpo docente prima del rientro ufficiale degli studenti in aula per l'inizio delle lezioni, previsto a metà settembre.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ilrestodelcarlino.it.