Trasformare gli istituti alberghieri in veri e propri hotel didattici, capaci di erogare servizi reali e di retribuire docenti e studenti per le attività pomeridiane e serali, superando il rischio di ridurre i percorsi formativi a semplice bacino di manodopera a basso costo. È questo il cuore di una proposta di riordino del settore emersa all'interno della rassegna di confronto "Salviamo gli istituti alberghieri", promossa dalla testata specializzata La Voce della Scuola per raccogliere idee e istanze dal mondo dell'istruzione professionale e dell'accoglienza turistica.

Il documento, elaborato a partire dal contributo di Caterina Zocco, delinea un modello organizzativo e pedagogico alternativo all'attuale assetto degli istituti professionali per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera (IPSEOA), puntando su una maggiore specificità formativa, sulla tutela del lavoro pratico e sul rafforzamento delle competenze laboratoriali.

L'idea degli hotel didattici e il nodo contrattuale

La trasformazione cardine suggerita dalla proposta riguarda l'apertura strutturale delle scuole al pubblico attraverso la formula dell'hotel didattico. In questo schema, le strutture scolastiche verrebbero abilitate all'organizzazione di eventi, cene didattiche e servizi di accoglienza anche nelle fasce pomeridiane e serali, a fronte di tariffe definite.

I proventi generati da tali attività servirebbero a finanziare direttamente l'istituto e a garantire un compenso economico sia per gli studenti coinvolti sia per il personale docente. Per evitare abusi o forme di lavoro non tutelato, la proposta evidenzia la necessità di definire un apposito quadro contrattuale nazionale dedicato agli istituti alberghieri, in grado di fissare:

  • limiti orari stringenti per le attività extrascolastiche;
  • tabelle di compenso chiare per studenti e docenti;
  • norme specifiche in materia di sicurezza, responsabilità e coperture assicurative;
  • standard uniformi validi su tutto il territorio nazionale.

Riconoscimento dei docenti ITP e assetto del personale

Un altro punto centrale del documento tocca il corpo docente, in particolare gli Insegnanti Tecnico-Pratici (ITP), figure chiave nella trasmissione delle competenze operative di cucina, sala, vendita e accoglienza. La proposta chiede una piena equiparazione economica e giuridica degli ITP di ruolo rispetto agli altri docenti della scuola secondaria di secondo grado, valorizzando la specificità dell'insegnamento laboratoriale.

Parallelamente, si chiede di ripensare i criteri di dirigenza: per guidare realtà complesse e fortemente orientate al settore turistico-ricettivo, i dirigenti scolastici dovrebbero possedere competenze e percorsi formativi specifici per l'indirizzo, evitando l'assegnazione generalista.

Autonomia, quadri orari e revisione del biennio

Sul piano dell'ordinamento didattico, la riflessione evidenzia l'esigenza di superare l'eccessiva frammentazione generata dall'autonomia scolastica, ripristinando un quadro orario nazionale omogeneo che garantisca lo stesso monte ore di laboratorio in tutte le scuole d'Italia.

Tra i cambiamenti didattici auspicati spiccano:

  • Revisione delle materie da un'ora a settimana nel biennio: ridurre o riorganizzare discipline come geografia, chimica, fisica e scienze naturali quando presenti con una sola ora settimanale, per liberare spazio a favore dei laboratori e delle materie d'indirizzo;
  • Potenziamento delle lingue straniere: equiparare il monte ore della seconda lingua comunitaria a quello della prima lingua, elemento ritenuto indispensabile per l'inserimento nel comparto turistico internazionale;
  • Stop agli accorpamenti eterogenei: salvaguardare l'identità dell'istituto alberghiero, evitando fusioni amministrative con plessi o indirizzi di studio completamente distanti per finalità e logiche organizzative.

La proposta si inserisce nel più ampio dibattito sul rilancio degli istituti tecnici e professionali, un settore strategico per l'economia italiana che continua a confrontarsi con il calo delle iscrizioni e la necessità di allineare i percorsi di studio agli standard qualitativi richiesti dal mercato del lavoro, garantendo al contempo dignità educativa e tutele per studenti e lavoratori della scuola.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito vocedellascuola.it.