Un uomo di circa 40 anni rischia il rinvio a giudizio con l'accusa di aver aggredito con schiaffi e un calcio un bambino di otto anni, compagno di classe del figlio, all'uscita da scuola. L'episodio, avvenuto a Castel di Sangro, ha portato alla notifica di un avviso di garanzia da parte della Procura della Repubblica di Sulmona a conclusione delle indagini condotte dai Carabinieri.
La vicenda risale ai mesi scorsi, nel corso dell'anno scolastico, ma ha registrato una svolta decisiva in questi giorni di fine agosto con la chiusura delle indagini preliminari condotte dai militari della Compagnia di Castel di Sangro. La Procura sulmonese ha infatti formalizzato gli atti che potrebbero portare l'uomo davanti al giudice per rispondere delle sue azioni.
La ricostruzione dell'aggressione a Castel di Sangro
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, alla base del gravissimo gesto ci sarebbe stata una banale lite tra bambini avvenuta all'interno delle mura scolastiche. La discussione avrebbe riguardato la rottura di un braccialetto, ricevuto in regalo in occasione della festa di Halloween, che il figlio del quarantenne indossava al polso.
All'uscita da scuola, il bambino ha mostrato il polso al padre raccontando l'accaduto e indicando il compagno di classe ritenuto responsabile del danneggiamento dell'oggetto. Invece di segnalare l'episodio agli insegnanti o di cercare un confronto civile con i genitori dell'altro alunno, l'uomo ha deciso di farsi giustizia da solo.
Il quarantenne ha individuato il piccolo di otto anni nei pressi dell'edificio scolastico e lo ha raggiunto. A quel punto è scattata l'aggressione: il bambino sarebbe stato colpito prima con alcuni schiaffi in pieno volto e successivamente con un calcio, finendo rovinosamente a terra, il tutto sotto gli occhi attoniti di altri adulti presenti sul posto per riprendere i propri figli.
Le indagini e il referto medico del pronto soccorso
Subito dopo l'aggressione, il bambino è stato soccorso e accompagnato dai familiari presso il pronto soccorso dell'ospedale di Castel di Sangro. I medici della struttura sanitaria abruzzese hanno riscontrato al piccolo lesioni ed ecchimosi giudicate guaribili con una prognosi di circa una settimana.
A seguito dell'accaduto e della successiva denuncia formale presentata dai genitori del bambino aggredito, i Carabinieri hanno avviato gli accertamenti di rito, raccogliendo le testimonianze delle persone presenti al momento del fatto fuori dai cancelli dell'istituto. Gli elementi raccolti hanno permesso alla Procura di Sulmona di emettere l'avviso di garanzia nei confronti del quarantenne, che ora rischia un processo per lesioni personali aggravate.
Un campanello d'allarme per l'alleanza scuola-famiglia
Questo drammatico episodio riaccende i riflettori su un tema purtroppo sempre più attuale: la crescente tensione che si registra nei pressi degli istituti scolastici e la difficoltà, da parte di alcuni adulti, di gestire i conflitti in modo razionale ed educativo. La violenza fisica esercitata da un adulto nei confronti di un minore, specialmente in un contesto protetto e simbolico come quello scolastico, rappresenta una gravissima violazione non solo della legge, ma del patto di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia.
Le istituzioni scolastiche sottolineano costantemente l'importanza di mantenere canali di comunicazione sereni e collaborativi tra docenti, dirigenti e genitori. Quando i normali contrasti tra bambini – che fanno parte del naturale percorso di crescita e socializzazione – vengono gestiti dagli adulti attraverso l'uso della forza, si produce un danno profondo non solo alla vittima diretta, ma all'intera comunità scolastica, vanificando gli sforzi educativi quotidiani compiuti dal personale docente.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito certastampa.it.




