Il mondo delle professioni regolamentate in Italia si avvia verso una trasformazione profonda. Il Disegno di Legge n. 1663, volto a conferire al Governo la delega per la riforma degli ordinamenti professionali, è stato oggetto di esame in Senato. Il provvedimento punta a modernizzare l'accesso al lavoro e la formazione continua per migliaia di professionisti, introducendo per la prima volta riferimenti espliciti all'intelligenza artificiale e alla digitalizzazione dei processi.
Trattandosi di una legge delega, l'approvazione parlamentare non rende le norme immediatamente operative: il Governo dovrà ora emanare i decreti legislativi attuativi entro i termini previsti, traducendo i principi generali in regole concrete per i singoli ordini. Questa riforma si inserisce in un quadro di necessario ammodernamento del sistema Paese, puntando a snellire la burocrazia interna agli Ordini e a rendere le professioni italiane più competitive nel contesto europeo, garantendo al contempo una maggiore protezione per il consumatore finale.
Quali sono le professioni coinvolte
La riforma ha un raggio d'azione estremamente vasto e interessa ben 15 ordinamenti professionali. Tra le categorie coinvolte figurano figure chiave del sistema economico e sociale italiano:
- Giornalisti;
- Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori;
- Ingegneri;
- Dottori commercialisti ed esperti contabili;
- Consulenti del lavoro;
- Periti industriali;
- Geometri;
- Dottori agronomi e dottori forestali;
- Periti agrari e Agrotecnici;
- Veterinari;
- Chimici e Fisici;
- Geologi;
- Attuari.
Per ciascuna di queste categorie, la riforma non si limiterà a modificare le regole d'iscrizione, ma interverrà sulla governance stessa degli enti, puntando a una digitalizzazione integrale degli albi e a procedure disciplinari più trasparenti e rapide.
Tirocini e accesso: verso la semplificazione delle procedure
Uno dei punti più attesi riguarda la revisione del tirocinio professionale, il periodo di pratica che separa la laurea dall'abilitazione. Il Ddl 1663 impegna il Governo a rendere questo percorso più coerente con le reali richieste del mercato del lavoro.
La novità più rilevante per i giovani aspiranti professionisti riguarda l'ammodernamento del percorso. La delega punta infatti a una riorganizzazione delle modalità di svolgimento del tirocinio, favorendo la flessibilità organizzativa e l'integrazione di strumenti digitali. Si tratta di un passo avanti per trasformare il praticantato da mero obbligo burocratico a un vero percorso di apprendimento certificato e sostenibile, riducendo gli oneri d'accesso e facilitando l'inserimento nel mondo del lavoro per i giovani meritevoli attraverso una formazione più aderente alle innovazioni tecnologiche.
Formazione continua e Intelligenza Artificiale
La riforma sposta l'asticella della formazione professionale continua oltre il semplice aggiornamento normativo. Per restare iscritti agli albi, i professionisti dovranno acquisire competenze sempre più trasversali e tecnologiche. I nuovi sistemi formativi dovranno includere obbligatoriamente moduli su:
- Intelligenza Artificiale (IA): utilizzo degli strumenti generativi e di analisi dei dati nella pratica quotidiana;
- Cybersecurity: protezione dei dati sensibili dei clienti e gestione dei rischi digitali;
- Sostenibilità: competenze legate alla transizione ecologica e ai criteri ESG;
- Deontologia tecnologica: aggiornamento dei codici etici per garantire che l'innovazione non sostituisca la responsabilità personale del professionista.
L'obiettivo è chiaro: l'intelligenza artificiale deve essere un supporto all'attività umana, ma il professionista resta l'unico responsabile legale e deontologico della prestazione fornita al cliente. Non si tratta solo di accumulare crediti formativi (CFP), ma di riqualificare la figura del professionista come garante dell'etica nell'uso delle tecnologie emergenti.
Specializzazioni e riserva di legge
Il testo interviene anche sulla trasparenza del mercato. Da un lato, verrà favorita la valorizzazione delle specializzazioni: i professionisti potranno certificare competenze "verticali" (ad esempio, un ingegnere specializzato in sicurezza informatica o un architetto esperto in bioedilizia) per permettere a cittadini e imprese di scegliere con maggiore consapevolezza. Per il cittadino, questo significa poter consultare elenchi pubblici più dettagliati, superando la genericità del titolo e riducendo le asimmetrie informative nel mercato dei servizi professionali.
Dall'altro lato, il Parlamento ha lavorato per chiarire il confine tra le attività riservate agli iscritti agli ordini e quelle che possono essere esercitate liberamente. Il principio ribadito è la libertà di esercizio per tutte le attività che la legge non riserva espressamente a una specifica categoria, evitando così sovrapposizioni che potrebbero limitare la concorrenza.
Cosa succede adesso?
Con il proseguimento dell'iter legislativo, il testo dovrà essere definitivamente approvato prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; successivamente, la palla passerà al Governo per la stesura dei decreti delegati. Si prevede che le nuove norme troveranno applicazione concreta solo dopo l'emanazione di tali decreti, in attesa delle circolari esplicative che definiranno i dettagli operativi per ogni singolo Ordine.
Per i professionisti e i neolaureati, il consiglio è di monitorare le comunicazioni dei propri Consigli Nazionali, che saranno chiamati a collaborare alla definizione delle nuove regole su esami di Stato e governance degli Ordini. Nello specifico, l'articolo 12 del disegno di legge delinea i criteri direttivi per la semplificazione e il riassetto degli ordinamenti, prevedendo la digitalizzazione degli albi e la revisione delle procedure disciplinari. Per ulteriori approfondimenti sui testi normativi, è possibile consultare il portale ufficiale Normattiva per gli aggiornamenti sullo stato della delega.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul portale istituzionale Normattiva.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito gazzettadimilano.it.




