Il gruppo di lavoro di botanica farmaceutica del dipartimento di Scienze Biomolecolari dell'Università di Urbino è impegnato da anni nella riscoperta e nello studio delle varietà frutticole antiche del territorio. Nei giorni scorsi, in occasione della manifestazione "Gli Antichi Frutti si incontrano a Pennabilli", i ricercatori hanno allestito uno spazio espositivo alla mostra pomologica per mostrare concretamente come la ricerca scientifica possa dialogare con la tradizione agricola locale.
La ricerca a servizio del territorio
Come riporta il Resto del Carlino, l'iniziativa vede in prima linea i ricercatori Laura Giamperi, Anahi Bucchini, Daniele Fraternale, Riccardo Santolini e Giovanna Panza. Il loro lavoro non si limita alla catalogazione: «Parlare di antiche varietà – spiegano – significa affrontare temi scientifici di grande attualità: biodiversità, conservazione delle risorse genetiche vegetali, adattamento delle colture agli ambienti, sostenibilità agricola e tutela degli ecosistemi».
Gli antichi frutti, sottolineano gli studiosi, non sono soltanto una memoria del passato. Rappresentano «vere e proprie testimonianze viventi della storia agricola dei territori: varietà selezionate, coltivate e conservate nel corso delle generazioni, spesso strettamente correlate al proprio areale di origine e alle pratiche contadine che ne hanno accompagnato la coltivazione». Tra mele, pere, uva e giuggiole esposte, la ricerca incontra così la comunità, offrendo chiavi di lettura scientifica per un patrimonio spesso a rischio erosione genetica.
Didattica e divulgazione per le nuove generazioni
Lo stand universitario è stato pensato con un forte taglio didattico e divulgativo. L'obiettivo è avvicinare anche i più giovani alla ricerca partendo da elementi concreti e riconoscibili: un reperto d'erbario antico, un frutto, un seme, una pianta o un albero. Da questi elementi semplici è possibile sviluppare percorsi di conoscenza che spaziano dall'ecologia alla stagionalità, dall'impollinazione al suolo, fino ai cambiamenti climatici e ambientali, alla biodiversità e all'innovazione.
Un approccio che trasforma la mostra pomologica in un laboratorio a cielo aperto, dove la scienza delle piante diventa strumento per leggere la complessità del presente. Per chi fosse interessato a percorsi di studio in ambito scientifico, farmaceutico o ambientale, formacenter.it offre consulenza orientativa sui corsi di laurea online riconosciuti, un servizio a pagamento con un consulente dedicato per valutare l'offerta formativa più adatta.
La memoria di Tonino Guerra
Il legame tra scienza e territorio trova un'eco profonda nella sensibilità di Tonino Guerra, che seppe raccontare l'orto dei frutti dimenticati come esempio di un paesaggio fatto non soltanto di luoghi, ma anche di memoria, natura, persone e piccoli gesti quotidiani. Una visione che si ritrova pienamente nella missione dei ricercatori urbinati: custodire una varietà significa infatti custodire una parte della storia di un territorio, rendendola disponibile per le sfide future dell'agricoltura e dell'ambiente.




