Niente sanzioni pecuniarie per i genitori che disertano i colloqui con i docenti o le attività obbligatorie previste dal patto di corresponsabilità. A Bolzano, il caso delle "multe alle famiglie" sembra destinato a rimanere una norma scritta sulla carta, ma priva di gambe per camminare. L'assessore all'Istruzione in lingua italiana, Marco Galateo, ha ribadito con fermezza la sua posizione: il regolamento attuativo che dovrebbe rendere operative le sanzioni non verrà firmato.

La questione, che ha sollevato un acceso dibattito nel mondo della scuola e tra le associazioni dei genitori, riguarda l'applicazione di una norma provinciale che prevedeva sanzioni amministrative comprese tra 100 e 1.000 euro per le famiglie inadempienti rispetto agli impegni educativi presi con l'istituto scolastico.

La norma della discordia: la Legge provinciale n. 14/2023

Tutto nasce dalla Legge provinciale 11 luglio 2023, n. 14, approvata dal Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano. Il testo introduceva disposizioni rigorose per rafforzare il legame tra scuola e famiglia, prevedendo che il mancato rispetto degli impegni assunti nel "Patto di corresponsabilità" potesse sfociare in sanzioni pecuniarie.

L'obiettivo teorico della legge era contrastare l'assenteismo dei genitori e il disinteresse verso il percorso formativo dei figli, fenomeni che spesso rendono difficile il lavoro dei docenti e dei dirigenti scolastici. Tuttavia, per rendere effettive queste multe, è necessario un regolamento attuativo che definisca nel dettaglio le modalità di accertamento dell'infrazione e le procedure di riscossione.

Le ragioni del "no" di Galateo

L'assessore Marco Galateo, vicepresidente della Provincia, ha chiarito che la scuola deve essere un luogo di alleanza e non di sanzione. "Non firmerò il regolamento", ha dichiarato Galateo, spiegando che l'introduzione di multe rischierebbe di incrinare ulteriormente il rapporto tra istituzioni e cittadini, trasformando il dialogo educativo in una questione burocratica e punitiva.

Secondo l'assessore, la priorità deve essere il coinvolgimento attivo delle famiglie attraverso percorsi di supporto e sensibilizzazione, piuttosto che l'uso della leva economica. "La scuola deve educare, non fare cassa", è il messaggio che arriva dai vertici dell'istruzione altoatesina in lingua italiana, segnando una netta distinzione tra l'indirizzo politico della giunta e l'applicazione tecnica della norma ereditata.

Cosa cambia per le famiglie in vista di settembre

In vista della ripresa delle lezioni per il prossimo anno scolastico, i genitori delle scuole di Bolzano non dovrebbero temere l'arrivo di bollettini di pagamento in caso di assenza ai colloqui. Restano comunque validi gli obblighi morali e formativi previsti dal sistema scolastico:

  • Patto di corresponsabilità: rimane lo strumento principale per definire i diritti e i doveri di studenti, docenti e genitori.
  • Colloqui scuola-famiglia: la partecipazione resta fortemente raccomandata per il successo formativo dell'alunno.
  • Autonomia scolastica: i singoli istituti possono comunque prevedere richiami o percorsi interni per gestire le situazioni di particolare criticità comunicativa con i genitori.

La scelta di Bolzano rappresenta un unicum nel panorama nazionale, poiché sfrutta le competenze primarie della Provincia Autonoma in materia di istruzione. Nel resto d'Italia, le sanzioni per i genitori sono limitate quasi esclusivamente ai casi di evasione dell'obbligo scolastico (mancata iscrizione o frequenza), con le recenti strette previste dal cosiddetto "Decreto Caivano".

Il dibattito tra docenti e sindacati

La decisione di non procedere con le multe ha trovato pareri discordanti. Da un lato, alcune rappresentanze dei docenti sottolineano la frustrazione di fronte a famiglie sistematicamente assenti, che non rispondono alle convocazioni nemmeno in presenza di gravi problemi disciplinari o didattici dei figli. Dall'altro, i sindacati e le associazioni dei genitori accolgono con favore lo stop alle sanzioni, temendo che queste potessero colpire soprattutto le fasce sociali più fragili, dove l'assenza ai colloqui è spesso legata a turni di lavoro massacranti o difficoltà linguistiche.

Per ulteriori informazioni sulle scadenze e le modalità di partecipazione alla vita scolastica in Alto Adige, è possibile consultare il portale ufficiale della Scuola Italiana della Provincia di Bolzano.

"Il rapporto tra scuola e famiglia si costruisce sulla fiducia e sulla condivisione di obiettivi, non sotto la minaccia di una sanzione amministrativa che finirebbe per allontanare ancora di più chi è già in difficoltà."

Al momento, dunque, il provvedimento resta congelato. Resta da vedere se nelle prossime sessioni del Consiglio provinciale ci saranno pressioni dalle altre forze politiche per una revisione della linea Galateo o se il principio della "scuola non punitiva" diventerà lo standard definitivo per la provincia.