Copertura del 100% dei posti vacanti mediante stabilizzazione, pieno riconoscimento degli idonei dei concorsi e parità di trattamento retributivo tra personale di ruolo e supplenti. Sono questi i pilastri della proposta avanzata dall'ANIEF per riformare il sistema di reclutamento scolastico e abbattere strutturalmente la percentuale di precariato negli istituti italiani.

Nel corso di un recente confronto pubblico sul tema del lavoro precario nella scuola, che ha visto la partecipazione anche di rappresentanti parlamentari e di altre sigle sindacali, il presidente nazionale dell'ANIEF, Marcello Pacifico, è tornato a chiedere interventi normativi immediati per garantire la continuità didattica e la tutela dei diritti dei lavoratori scolastici.

Idonei ai concorsi: «Sono vincitori a tutti gli effetti»

Uno dei punti centrali del dibattito riguarda la sorte dei candidati che hanno superato le prove concorsuali ottenendo l'idoneità ma che rischiano di rimanere esclusi dalle immissioni in ruolo in assenza di uno scorrimento integrale delle graduatorie.

«Chi è idoneo è vincitore come tutti gli altri», ha ribadito Pacifico, ricordando come la battaglia per la tutela degli idonei rappresenti un impegno storico dell'organizzazione sindacale. Il presidente dell'ANIEF ha ripercorso la linea intrapresa fin dal 2012, quando di fronte a procedure concorsuali riservate ai soli vincitori furono promossi ricorsi alla giustizia amministrativa per ottenere l'apertura delle graduatorie anche agli idonei inseriti a pieno titolo.

Secondo il sindacato, l'utilizzo delle graduatorie degli idonei per le immissioni in ruolo consentirebbe di coprire tempestivamente le cattedre vuote senza dover attendere i tempi lunghi di nuove selezioni concorsuali.

Il nodo del doppio canale e l'iter al Senato

Per risolvere la carenza strutturale di personale di ruolo, l'ANIEF ripropone l'introduzione di un doppio canale di reclutamento. L'obiettivo è affiancare ai concorsi ordinari una corsia di stabilizzazione diretta attingendo dalle graduatorie per i docenti con anni di servizio alle spalle.

La proposta si intreccia con l'esame incardinato presso la 7ª Commissione del Senato (Cultura e istruzione), dove si discute il disegno di legge focalizzato sul doppio canale. Secondo la visione sindacale, la norma potrebbe rappresentare la chiave per fermare la proliferazione dei contratti a tempo determinato e dare certezze sia alle scuole sia ai precari storici.

Emergenza sostegno: oltre 130mila cattedre in deroga

Particolarmente complessa appare la situazione sul fronte del sostegno didattico, dove lo squilibrio tra organico di diritto e organico di fatto continua a generare una forte percentuale di supplenze temporanee.

  • Oltre 130.000 supplenze in deroga assegnate sui posti di sostegno;
  • Circa 120.000 docenti di ruolo attualmente in servizio sul sostegno.

Il fatto che il numero dei posti in deroga superi quello dei posti stabili conferma, secondo le organizzazioni sindacali, la necessità di trasformare le cattedre di fatto in organico di diritto, consentendo l'immissione in ruolo dei docenti specializzati.

Parità di trattamento economico e diritti dei supplenti

Oltre al reclutamento, la piattaforma dell'ANIEF pone l'accento sull'uguaglianza dei diritti normativi ed economici tra il personale a tempo determinato e quello a tempo indeterminato. Il sindacato sollecita l'allineamento delle retribuzioni e il superamento delle differenze sul piano della progressione professionale.

Tra le conquiste recenti citate a supporto di questo percorso vi è l'estensione della Carta del docente ai supplenti. Su questo tema, diverse pronunce territoriali e decisioni giurisprudenziali — in linea con i principi espressi dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea — hanno riconosciuto il diritto alla carta della formazione anche a chi svolge supplenze brevi. L'ANIEF, pur apprezzando il ripristino dell'accessibilità della piattaforma per le somme residue e le sentenze favorevoli, continua a chiedere che l'importo della carta sia riportato stabilmente alla cifra originaria di 500 euro per tutto il personale.

Cosa aspettarsi per i prossimi mesi

L'attenzione resta concentrata sull'iter legislativo in Parlamento e sui successivi decreti applicativi del Ministero dell'Istruzione e del Merito. I precari e gli idonei inseriti nelle graduatorie dovranno monitorare gli sviluppi della discussione sulla riforma del reclutamento per verificare se le proposte sul doppio canale e sullo scorrimento degli idonei troveranno effettiva traduzione in norma di legge per i prossimi anni scolastici.