L'estate, per molte famiglie italiane, non è solo tempo di vacanze. Con la fine di luglio, per i genitori degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, inizia il conto alla rovescia per l'acquisto dei testi scolastici, una voce di spesa che incide in modo significativo sul bilancio familiare. Eppure, tra le mura del liceo “Paolina Secco Suardo” di Bergamo, da tempo si è consolidata una risposta pratica e solidale: il mercatino del libro usato.
L'iniziativa, portata avanti dal comitato dei genitori dell'istituto, rappresenta un esempio virtuoso di come la comunità scolastica possa agire concretamente per favorire il riuso e il risparmio. Non si tratta solo di una questione economica, sebbene l'abbattimento dei costi sia il beneficio più immediato per le famiglie: è, soprattutto, un gesto di sostenibilità ambientale e di educazione al valore dei beni comuni.
Una comunità che si auto-organizza
Il meccanismo è semplice e si basa sulla fiducia reciproca e sulla collaborazione tra le generazioni di studenti. Chi ha appena concluso l'anno scolastico mette a disposizione i propri libri — testi che per lo studente che sale di classe diventano inutili, ma che per chi inizia il percorso sono essenziali — e chi deve affrontare l'anno successivo può reperirli a prezzi ridotti.
Il comitato dei genitori, che funge da motore organizzativo, coordina le fasi di raccolta e distribuzione. Questo modello di economia circolare scolastica permette di mantenere i volumi all'interno dell'istituto, garantendo che i testi in adozione siano sempre quelli effettivamente utilizzati dai docenti, evitando così il rischio di acquistare edizioni non aggiornate.
Oltre il risparmio: il valore della condivisione
Perché un'iniziativa apparentemente semplice come un mercatino di libri usati è così importante? La risposta risiede nel senso di appartenenza. In un periodo dell'anno in cui la scuola sembra un luogo sospeso, in attesa della campanella di settembre, il mercatino diventa l'occasione per mantenere vivo il legame tra le famiglie e l'istituto.
Non è raro vedere, durante i giorni di apertura del mercatino, genitori che si scambiano consigli sui volumi, studenti più grandi che aiutano le matricole a districarsi tra i titoli dei libri di testo e una generale atmosfera di cooperazione. È la dimostrazione che la scuola non è fatta solo di aule e programmi ministeriali, ma è un ecosistema vivo, capace di trovare soluzioni intelligenti alle difficoltà quotidiane attraverso la partecipazione attiva.
Cosa sapere per chi partecipa
Per le famiglie che desiderano aderire a queste iniziative, il consiglio è sempre quello di consultare periodicamente le bacheche virtuali degli istituti, come quella del Liceo Paolina Secco Suardo, dove vengono pubblicate le indicazioni operative, gli orari di apertura e le modalità di conferimento dei testi.
In un momento in cui le famiglie devono pianificare le spese per il rientro a scuola, il mercatino del libro usato si conferma uno strumento prezioso. L'invito, per chi vive questa realtà in altre scuole, è quello di informarsi presso i rappresentanti dei genitori: spesso, piccole iniziative nate dal basso riescono a trasformare un onere burocratico e finanziario in un'occasione di coesione sociale.




