Il sistema di formazione iniziale e abilitazione dei docenti si prepara a una nuova fase per l'anno accademico 2026/2027. Con l'avvicinarsi dell'autunno, cresce l'attesa tra gli aspiranti insegnanti per la pubblicazione dei bandi relativi ai percorsi da 60, 36 e 30 CFU, fondamentali per conseguire l'abilitazione all'insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.
I percorsi abilitanti rappresentano oggi il canale principale per acquisire il titolo necessario a partecipare ai concorsi ordinari e per migliorare il proprio punteggio nelle graduatorie. Sebbene il Ministero dell'Istruzione e del Merito non abbia ancora diramato il calendario definitivo per il prossimo ciclo, la programmazione universitaria è in fase di definizione. È importante ricordare che l'accesso a questi percorsi è regolato dal Decreto Legislativo 59/2017, che ha riformato profondamente il reclutamento dei docenti.
Tipologie di percorsi: chi deve fare cosa
La struttura dei percorsi si articola in diverse modalità, a seconda dei requisiti di partenza del candidato:
- Percorso da 60 CFU: destinato a chi intende conseguire l'abilitazione e non possiede ancora un titolo di servizio o abilitazione pregressa.
- Percorsi da 36 o 30 CFU: previsti per specifiche categorie di docenti già in possesso di abilitazione su altra classe di concorso o con un determinato numero di anni di servizio prestati nelle scuole statali o paritarie.
In linea con quanto disposto dal DPCM 4 agosto 2023, i percorsi da 30 CFU sono rivolti a docenti già abilitati su altro grado o classe di concorso, oppure a docenti che hanno svolto servizio presso le istituzioni scolastiche statali o paritarie per almeno tre anni, anche non continuativi, nei cinque anni precedenti, di cui almeno uno nella specifica classe di concorso. I percorsi da 36 CFU sono invece destinati a coloro che hanno conseguito il titolo di accesso entro il 31 ottobre 2022 e che hanno svolto servizio presso le istituzioni scolastiche statali o paritarie per almeno tre anni, anche non continuativi, nei cinque anni precedenti, di cui almeno uno nella specifica classe di concorso.
Si ricorda inoltre che, per quanto concerne i diplomati ITP (Insegnanti Tecnico Pratici), l'articolo 14 del DPCM 4 agosto 2023 ha previsto una specifica deroga temporanea: fino al 31 dicembre 2024, il requisito di accesso ai percorsi abilitanti per tali docenti è costituito dal possesso del diploma che dà accesso alla classe di concorso, in deroga al possesso della laurea triennale o magistrale prevista a regime.
La scelta del percorso corretto è un passaggio delicato che richiede una valutazione precisa del proprio curriculum accademico e professionale. Per chi desidera un supporto personalizzato nella verifica dei requisiti e nella gestione delle procedure di iscrizione, è possibile affidarsi a professionisti del settore. A tal proposito, per chi cerca un supporto orientativo sui percorsi abilitanti 60/36/30 CFU, esistono servizi di consulenza qualificati che offrono assistenza specifica per evitare errori nelle domande di partecipazione.
Accreditamento e modalità di frequenza
L'offerta formativa viene erogata dalle università e dalle istituzioni AFAM accreditate dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) sulla base di specifici requisiti di qualità e sostenibilità definiti a livello nazionale. Per conseguire il titolo, è obbligatorio frequentare le attività formative previste: è richiesto il raggiungimento di almeno il 60% delle ore di presenza per ogni singola attività formativa per poter essere ammessi alle prove finali.
Cosa fare in attesa dei bandi
In questo periodo, caratterizzato dalla chiusura dell'anno accademico e dalla pianificazione delle attività per il prossimo settembre, il consiglio principale è monitorare costantemente i siti ufficiali delle università e il portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Alcuni atenei hanno già avviato le procedure di pre-iscrizione o manifestazioni di interesse per i corsi che verranno attivati. È fondamentale non affidarsi a notizie non verificate che circolano in rete, ma fare riferimento esclusivamente ai decreti attuativi pubblicati nella sezione dedicata del portale ministeriale mim.gov.it.
Chi è in attesa di conoscere le date esatte di pubblicazione dei bandi regionali può iscriversi alle newsletter ufficiali delle università di proprio interesse o attivare gli avvisi sui canali istituzionali. La prudenza nelle comunicazioni è massima: fino a quando non verrà pubblicato il decreto ministeriale di ripartizione dei posti per il 2026/2027, ogni data indicata come "certa" per l'avvio delle lezioni deve essere considerata puramente indicativa.
Infine, si ricorda che l'abilitazione conseguita attraverso questi percorsi è valida su tutto il territorio nazionale ed è condizione necessaria per l'immissione in ruolo attraverso le procedure concorsuali previste dal PNRR.




