Se stai compilando la domanda per le 150 preferenze, c'è un dettaglio che cambia il modo di ragionare: i posti orario che puoi selezionare nell'istanza oggi non esistono ancora. Verranno costruiti ad agosto dagli uffici scolastici territoriali, dopo la chiusura dei movimenti annuali. Quello che stai dichiarando, quindi, non è la scelta di una disponibilità che puoi consultare, ma la disponibilità ad accettare qualcosa che sarà definito più avanti. La domanda si chiude alle ore 14 di mercoledì 29 luglio su Istanze Online: restano pochi giorni per decidere con la testa lucida.
All'interno del portale Istanze Online, la procedura di compilazione delle 150 preferenze si articola attraverso una serie di campi e menu a tendina che permettono di indicare le proprie scelte in ordine di priorità. I candidati possono selezionare la provincia, il tipo di supplenza (annuale o fino al termine delle attività didattiche), la tipologia di posto (comune o di sostegno), e poi specificare scuole, comuni, distretti o l'intera provincia. Per i posti orario, sono presenti opzioni dedicate alla scelta del numero minimo e massimo di ore e alla disponibilità a completare l'orario su più istituzioni scolastiche.
Che cos'è il posto orario
È una delle novità introdotte dall'Ordinanza Ministeriale n. 88 del 16 maggio 2024, che ha costituito le GPS per il biennio 2024/26 e che, tramite successivi aggiornamenti e decreti ministeriali biennali, disciplinerà anche il biennio 2026/28. Per l'inserimento in tali graduatorie, i candidati devono possedere specifici requisiti di accesso: la prima fascia è riservata a docenti abilitati o specializzati, mentre la seconda fascia è destinata a chi possiede il titolo di studio che consente l'accesso a una classe di concorso, con eventuali requisiti aggiuntivi come CFU o abilitazioni per il sostegno. L'obiettivo dichiarato è ridurre il numero di contratti su poche ore: gli uffici territoriali devono aggregare gli spezzoni che da soli non compongono una cattedra, applicando gli stessi criteri già in uso per le cattedre orario esterne (COE).
Il risultato può essere di due tipi. Se la somma delle ore raggiunge l'orario contrattuale — 18 ore alla secondaria, 22 più 2 alla primaria, 25 all'infanzia — nasce una cattedra a tutti gli effetti, distribuita però su più scuole. Se invece la somma resta sotto, il posto orario è comunque uno spezzone: più consistente di quelli visti negli anni scorsi, ma pur sempre part time.
Perché adesso non puoi vedere nulla
Non sono le singole scuole a mettere insieme i posti orario tra istituti diversi, e non lo fanno in questi giorni. Il percorso è un altro: prima si chiudono i movimenti annuali del personale di ruolo — le operazioni di utilizzazione e assegnazione provvisoria dei docenti, le cui scadenze specifiche variano annualmente tramite CCNI e nota ministeriale dedicata, si concludono di norma prima dell'avvio delle procedure per le supplenze —, poi gli Ambiti territoriali raccolgono dagli istituti le ore residue dell'organico di fatto e solo a quel punto le aggregano.
Tradotto per chi compila: quando invii la domanda stai scegliendo alla cieca. Non c'è un elenco da consultare e non ci sarà prima della scadenza. È una differenza sostanziale rispetto alla scelta di una scuola o di un comune, dove almeno sai dove ti stai candidando. Ed è il motivo per cui, su questa voce, conviene ragionare non su "quanto posso ottenere" ma su "cosa sono davvero disposto a fare".
Il limite da tenere a mente: tre scuole, due comuni
Sul punto è intervenuta l'ANIEF. Il segretario generale del sindacato, Chiara Cozzetto, ha definito il posto orario un'opportunità che però «potrebbe essere pericolosa»: il perimetro previsto dalla normativa consente di comporre l'incarico con ore prese da un massimo di tre scuole, collocate anche in due comuni diversi. In province ampie o in classi di concorso con poche ore sparse, questo significa che le sedi possono trovarsi a decine di chilometri l'una dall'altra.
Sempre secondo l'ANIEF, quest'anno le sanzioni per chi rinuncia a un incarico assegnato sono state inasprite: il rischio, quindi, non è solo un anno scomodo, ma di trovarsi davanti a una scelta obbligata tra accettare una situazione insostenibile e restare fuori dalle supplenze.
Nello specifico, l'Ordinanza Ministeriale n. 88 del 16 maggio 2024 stabilisce sanzioni precise: la rinuncia a una proposta di assunzione o la mancata presa di servizio comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze da GAE, GPS e graduatorie di istituto per tutte le classi di concorso/tipologie di posto per l'anno scolastico di riferimento (Art. 14, comma 1, lett. a). La mancata assunzione in servizio dopo l'accettazione o la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro preclude l'ottenimento di supplenze da GAE e GPS per tutte le classi di concorso/tipologie di posto di ogni grado d'istruzione, per l'intero periodo di vigenza delle graduatorie (Art. 14, comma 1, lett. b), mentre l'abbandono del servizio comporta la stessa sanzione per l'intero periodo di vigenza delle graduatorie (Art. 14, comma 1, lett. c).
Come limitare il rischio prima di inviare
La domanda mette a disposizione alcune leve concrete:
- Numero minimo e massimo di ore: chi si dichiara disponibile agli spezzoni può indicare la soglia oraria sotto la quale non vuole essere considerato. Alzare il minimo è il modo più semplice per evitare incarichi troppo ridotti.
- Distinguere il posto orario intero dallo spezzone: se la tua classe di concorso ha buone probabilità di cattedra piena, il sindacato suggerisce di valutare se dichiarare la disponibilità al posto orario solo quando è completo, senza aprire anche all'ipotesi della somma di due piccole disponibilità.
- Restringere l'ambito geografico: chiedere l'intera provincia moltiplica le occasioni, ma su questa tipologia di posto amplia anche la distanza possibile tra le sedi.
È fondamentale considerare che, in assenza di specifiche disposizioni ministeriali che lo prevedano, l'algoritmo di assegnazione delle supplenze GPS non è previsto che possa 'tornare indietro' per riprendere in considerazione i candidati che hanno rinunciato o non hanno ottenuto un incarico in base a nuove disponibilità. Questo sottolinea l'importanza di un'attenta valutazione delle preferenze, poiché le scelte effettuate in fase di compilazione sono definitive per il turno di nomina.
Se hai dubbi sull'ordine delle sedi o su quali caselle barrare, e non vuoi rischiare di sbagliare una domanda che non si può correggere, esiste anche la strada dell'assistenza professionale: madscuola.it offre un servizio a pagamento, con un consulente che segue la compilazione 150 scuole insieme a te. Non è gratuito e non è obbligatorio, ma per chi è alle prime armi può valere il costo.
Cosa fare adesso
Se non hai ancora inviato, prenditi il tempo di rileggere l'elenco pensando alla vita quotidiana: gli spostamenti reali, i costi, gli impegni familiari. Poi controlla le sezioni sugli spezzoni e sul posto orario, perché sono quelle che possono trasformare una supplenza vicina in un incarico spezzato su più comuni. Le funzioni e le istruzioni ufficiali restano sul portale del Ministero, da cui si accede a Istanze Online con SPID o CIE.
La scadenza è perentoria: alle 14 di mercoledì 29 luglio la piattaforma chiude e non sono ammesse modifiche. Meglio non ridursi all'ultima ora, quando il sistema è più affollato.




