Con l'avvio a pieno regime delle lezioni e le prime disponibilità rimaste scoperte dopo le nomine da graduatorie provinciali (GPS) e d'istituto, le scuole italiane hanno iniziato a pubblicare i primi interpelli per le supplenze dell'anno scolastico 2026/2027. Per aspiranti docenti e supplenti in cerca di una cattedra o di uno spezzone orario, questa procedura rappresenta ormai l'unico canale formale per ottenere un incarico sui posti residui, ma richiede massima prontezza: gli avvisi hanno infatti scadenze brevissime, spesso limitate a 24 o 48 ore dalla pubblicazione.
Come funzionano gli interpelli e il divieto della MAD
La disciplina introdotta dall'Ordinanza Ministeriale n. 88/2024 ha formalmente vietato la vecchia "messa a disposizione" (MAD) per quanto riguarda il personale docente ed educativo (mentre le candidature spontanee rimangono valide per il personale ATA). Non si tratta di una semplice sostituzione di denominazione, ma di una procedura strutturalmente diversa: il conferimento delle supplenze non avviene più tramite invio di autocandidature spontanee da parte degli aspiranti, bensì tramite avvisi pubblici emanati direttamente dagli istituti secondo una precisa gerarchia di reclutamento.
- la priorità assoluta di conferimento spetta allo scorrimento delle graduatorie di istituto della scuola (e dei relativi elenchi aggiuntivi);
- in caso di esaurimento della propria graduatoria di istituto, la scuola deve prioritariamente e obbligatoriamente consultare le graduatorie degli istituti viciniori della provincia come passaggio necessario prima di aprire a candidati esterni;
- qualora anche la consultazione delle graduatorie viciniori risulti infruttuosa o esaurita per la classe di concorso interessata, il dirigente scolastico pubblica un vero e proprio avviso pubblico (interpello);
- l'avviso viene pubblicato obbligatoriamente sul sito web dell'istituzione scolastica; la trasmissione all'Ufficio Scolastico Territoriale competente per la visibilità sul portale provinciale costituisce una prassi diffusa per favorire la massima diffusione, pur non configurandosi come vincolo prescrittivo assoluto per ogni singolo istituto.
Le disponibilità in corso: da cattedre intere a spezzoni orari
In questa prima fase dell'anno scolastico 2026/2027, i primi interpelli riguardano una casistica eterogenea di fabbisogni: dal sostegno in ogni grado d'istruzione alle discipline della scuola secondaria caratterizzate da carenza cronica di aspiranti abilitati o specializzati, passando per singoli spezzoni orari fino al termine delle attività didattiche. Un esempio concreto è rappresentato dagli avvisi diramati per insegnamenti specifici, come lo spezzone di 6 ore su strumento musicale nella secondaria di I grado (classe AJ56) pubblicato sui canali dell'avviso istituzionale dell'Istituto Comprensivo di Castel di Sangro, con contratto fino al 30 giugno 2027.
Le opportunità spaziano dalle sostituzioni brevi per congedi e malattie alla copertura di frazioni orarie che completano l'orario settimanale, aprendo la strada a contratti utili sia ai fini stipendiali che per il conseguimento di punteggio utile nei successivi aggiornamenti delle graduatorie provinciali.
Attenzione al canale di invio: vietato l'uso indiscriminato della PEC
Non esiste un modello unico ministeriale per partecipare agli interpelli: ogni istituto scolastico stabilisce autonomamente le modalità operative e predispone il proprio schema di candidatura all'interno del bando. Uno degli errori più frequenti commessi da chi si candida è l'utilizzo improprio della Posta Elettronica Certificata. Salvo i rari casi in cui il singolo bando ne faccia espressa richiesta, non bisogna inviare la risposta a un interpello via PEC. La casella PEC di una scuola è riservata alla gestione degli atti amministrativi istituzionali e al protocollo generale: intasarla con istanze di candidatura non richieste crea disagi alle segreterie e rischia di invalidare la domanda.
- se il bando indica un apposito link a un modulo telematico (come un form online della scuola), la candidatura deve transitare esclusivamente da lì;
- se è richiesta una risposta via posta elettronica ordinaria (PEO), occorre compilare il modulo allegato all'avviso, firmarlo e trasmetterlo all'indirizzo email specifico indicato nel documento, allegando copia del documento di identità e il curriculum vitae.
La vera difficoltà: monitorare centinaia di albi con scadenze a ore
Il punto critico per i candidati è di natura logistica e operativa: gli interpelli vengono pubblicati quotidianamente, a scaglioni, sui siti di migliaia di singole scuole e sui portali dei rispettivi Uffici Scolastici Territoriali. Con finestre per l'invio delle domande che spesso si chiudono entro due o tre giorni dall'uscita del bando, controllare manualmente ogni singolo albo d'istituto in tutta Italia è un'impresa titanica.
Per chi non ha il tempo materiale di setacciare quotidianamente decine di pagine web istituzionali e vuole evitare di mancare le finestre utili o di compilare i moduli in modo non conforme, può essere utile affidarsi a un supporto professionale dedicato al monitoraggio degli interpelli: ricordiamo che si tratta di un servizio privato a pagamento, gestito con consulenti dedicati che filtrano gli avvisi in base alle proprie classi di concorso e assistono nella predisposizione corretta della candidatura.
I criteri di assegnazione della supplenza
Rispondere a un interpello non garantisce la nomina automatica, ma inserisce il candidato in una graduatoria specifica formulata dalla scuola per quella determinata supplenza.
- docenti in possesso del titolo di abilitazione per la specifica classe di concorso o del titolo di specializzazione per i posti di sostegno;
- candidati inseriti nelle GPS della provincia o di altre province per la medesima classe di concorso o tipologia di posto;
- aspiranti non inseriti nelle graduatorie ma comunque in possesso del titolo di studio idoneo all'accesso all'insegnamento richiesto.
Nel caso in cui nessuno dei candidati risponda a questi requisiti, la scuola può valutare titoli affini o percorsi universitari ancora in itinere, specialmente per sopperire a carenze urgenti nelle materie scientifiche o sul sostegno.



