Una nuova misura per contrastare la dispersione scolastica e favorire il successo formativo degli studenti più a rischio. La Regione del Veneto, con una Deliberazione della Giunta Regionale pubblicata ieri, venerdì 24 luglio 2026, sul Bollettino Ufficiale della Regione (BUR n. 99), ha approvato l'accordo con l'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto che consentirà, per il prossimo triennio scolastico 2026/2027, 2027/2028 e 2028/2029, l'inserimento di studenti quindicenni nei percorsi di istruzione di primo livello dei Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti (CPIA).

L'iniziativa si rivolge specificamente agli alunni che, pur avendo compiuto il quindicesimo anno di età, risultano ancora iscritti alla scuola secondaria di primo grado e che mostrano segnali di forte rischio di abbandono scolastico. L'obiettivo primario è prevenire l'uscita anticipata dal sistema di istruzione, offrendo a questi studenti un percorso alternativo e più flessibile che possa aiutarli a completare l'obbligo di istruzione e acquisire competenze fondamentali.

Cosa sono i CPIA e a chi si rivolgono

I Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti (CPIA) sono istituzioni scolastiche autonome, statali, dedicate all'educazione e alla formazione permanente degli adulti. La loro offerta formativa è articolata su diversi livelli, tra cui i percorsi di istruzione di primo livello, finalizzati al conseguimento del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione (ex licenza media) e all'acquisizione delle competenze di base legate all'obbligo di istruzione.

Tradizionalmente, i CPIA si rivolgono a un pubblico adulto, ma la normativa vigente, in particolare l'articolo 3, comma 2, del Decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2012, n. 263, prevede la possibilità di stipulare accordi tra gli Uffici Scolastici Regionali e le Regioni per l'iscrizione, nei percorsi di primo livello, anche di studenti che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età e, in deroga, di coloro che abbiano compiuto il quindicesimo anno di età, in presenza di specifiche condizioni. È proprio su questa deroga che si fonda l'accordo veneto. Per maggiori dettagli sulla normativa, è possibile consultare il DPR 263/2012 su Normattiva.it.

Un accordo in continuità per il Veneto

L'accordo approvato dalla Giunta Regionale veneta non è un'iniziativa isolata, ma si inserisce in un percorso di collaborazione già consolidato tra la Regione e l'Ufficio Scolastico Regionale. Simili intese sono state infatti siglate in passato, con l'obiettivo costante di offrire opportunità educative a studenti a rischio di abbandono. I precedenti accordi hanno dimostrato l'efficacia di questa strategia nell'intercettare giovani che faticano nel percorso scolastico tradizionale, fornendo loro un ambiente più adatto alle loro esigenze e ritmi di apprendimento.

La Deliberazione della Giunta Regionale, di cui si è avuta notizia ieri, sottolinea come la misura sia stata proposta dall'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto in considerazione della prossima scadenza del precedente accordo, evidenziando la volontà di garantire continuità a un'azione ritenuta fondamentale per il sistema educativo regionale.

Prospettive e impatto per studenti e famiglie

L'inserimento dei quindicenni nei CPIA rappresenta una valida alternativa per quei ragazzi che, per diverse ragioni, non riescono a proseguire con profitto il percorso nella scuola secondaria di primo grado. Spesso si tratta di studenti con storie scolastiche complesse, ritardi didattici o situazioni personali e familiari che rendono più difficile l'integrazione nel sistema tradizionale. I percorsi offerti dai CPIA sono caratterizzati da una maggiore flessibilità organizzativa e didattica, con metodologie pensate per l'utenza adulta ma adattabili anche ai più giovani, favorendo il recupero delle motivazioni e il raggiungimento del titolo di studio.

Per le famiglie, questa possibilità offre una speranza concreta di reinserimento e successo per i propri figli, evitando il rischio che cadano nella condizione di dispersione scolastica, con gravi conseguenze sul loro futuro lavorativo e sociale. L'accordo, valido per i prossimi tre anni scolastici, assicura una prospettiva di stabilità e programmazione per le istituzioni coinvolte e per i potenziali beneficiari. La sua attuazione sarà curata dalla Direzione Formazione e Istruzione della Regione del Veneto.