La Federazione Lavoratori della Conoscenza (FLC CGIL) si schiera con forza contro una risoluzione sull'islamizzazione delle scuole, definendola una manovra di "pura propaganda" volta a creare un "nemico immaginario" e a distogliere l'attenzione dalle reali emergenze del sistema educativo italiano. La dura presa di posizione è stata espressa ieri, giovedì 23 luglio, da Gianna Fracassi, Segretaria Generale della FLC CGIL, tramite un comunicato stampa ufficiale che non lascia spazio a interpretazioni.
Secondo Fracassi, iniziative come questa risoluzione, di cui non è stato specificato il proponente ma che sembra aver animato il dibattito politico nelle ultime settimane, rappresentano un tentativo di strumentalizzare la scuola per fini ideologici, minando i principi di laicità e inclusione che dovrebbero essere alla base dell'istruzione pubblica. "La scuola non è e non deve diventare terreno di scontro ideologico o religioso," ha dichiarato la segretaria generale. "È un luogo di formazione, di incontro e di crescita, dove ogni studente, indipendentemente dalla propria origine o credo, deve sentirsi accolto e valorizzato."
Laicità e inclusione: i pilastri della scuola pubblica
Il sindacato sottolinea come la laicità dello Stato e, di conseguenza, della scuola, non sia un principio di esclusione, bensì di garanzia del pluralismo e del rispetto di tutte le identità. La risoluzione in questione, invece, rischierebbe di generare divisioni e stigmatizzazioni, alimentando pregiudizi e ostacolando il percorso di integrazione che la scuola italiana ha sempre promosso. "La laicità della scuola è la condizione che permette a tutte le cittadine e a tutti i cittadini di convivere e di formarsi insieme, nel rispetto delle differenze e senza discriminazioni," ha ribadito Fracassi.
La FLC CGIL evidenzia come la scuola sia chiamata a svolgere un ruolo fondamentale nella costruzione di una società coesa e rispettosa delle diversità, un compito che non può essere compromesso da tentativi di ingerenza politica basati su paure infondate o su una retorica divisiva. La formazione di cittadini consapevoli e critici passa anche attraverso la capacità di comprendere e valorizzare le diverse culture presenti nel nostro Paese.
Le vere emergenze da affrontare
La critica del sindacato si estende anche alla tempistica e alla priorità di tali dibattiti. Mentre l'attenzione viene dirottata su questioni percepite come pretestuose, i problemi reali e urgenti del sistema scolastico italiano rimangono irrisolti. Fracassi ha elencato alcune delle vere emergenze che dovrebbero essere al centro dell'agenda politica:
- La carenza cronica di personale docente e ATA, con migliaia di precari in attesa di stabilizzazione.
- La necessità di investimenti adeguati per l'edilizia scolastica, con molte strutture che versano in condizioni di precarietà.
- Il bisogno di un finanziamento robusto per garantire la piena attuazione del diritto allo studio, dall'infanzia all'università.
- La lotta alla dispersione scolastica, un fenomeno che continua a minare il futuro di molti giovani.
- L'aggiornamento dei percorsi didattici e l'innovazione tecnologica, per una scuola al passo con i tempi.
"Invece di affrontare seriamente queste sfide," ha concluso Gianna Fracassi, "si preferisce indulgere in battaglie ideologiche che non solo non risolvono nulla, ma rischiano di danneggiare il tessuto sociale e culturale delle nostre comunità scolastiche. La FLC CGIL continuerà a difendere la scuola pubblica, laica e inclusiva, contro ogni tentativo di strumentalizzazione."
Il comunicato della FLC CGIL si inserisce in un dibattito più ampio sulla gestione dell'integrazione e della multiculturalità nelle istituzioni educative, richiamando l'importanza di un approccio equilibrato e rispettoso dei diritti di tutti, in linea con i principi costituzionali.




