I numeri sulle recenti immissioni in ruolo continuano ad alimentare il dibattito sindacale e associativo nel mondo della scuola. Il Coordinamento Docenti Precari ha diffuso una dura presa di posizione in risposta alle recenti dichiarazioni del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, contestando l'efficacia delle procedure concorsuali legate al PNRR e la gestione della copertura delle cattedre vacanti su tutto il territorio nazionale.

Al centro dello scontro vi sono i dati relativi al personale stabilizzato e il meccanismo di selezione che, secondo il coordinamento, continuerebbe a penalizzare i docenti con anni di servizio alle spalle senza riuscire a completare le assunzioni sui posti effettivamente autorizzati.

La contestazione sui numeri delle immissioni in ruolo

Nel proprio comunicato, il Coordinamento Docenti Precari mette in discussione il bilancio tracciato dal Ministero, che rivendica l'assunzione di oltre 206 mila unità tra docenti e personale ATA dal 2023 a oggi. Secondo la rappresentanza dei supplenti storici, le selezioni concorsuali varate per rispondere agli impegni europei avrebbero finito per privilegiare candidati con poca o nessuna esperienza sul campo, lasciando ai margini la platea con oltre 36 mesi di supplenze statali.

La sigla evidenzia inoltre come il sistema attuale non abbia garantito la piena copertura dei posti disponibili per l'anno scolastico 2026/2027: a fronte di 46.642 posti autorizzati per le immissioni in ruolo, le assunzioni effettive si sono fermate a quota 37.430. Il dislivello di oltre 9 mila posti rimasti non assegnati dimostrerebbe, secondo il coordinamento, i limiti strutturali del reclutamento basato esclusivamente su concorsi ordinari per esami.

La richiesta del doppio canale di reclutamento

Per risolvere in maniera definitiva la carenza di personale di ruolo e ridurre l'eccessivo ricorso ai contratti a tempo determinato, l'associazione torna a chiedere con forza l'introduzione del doppio canale di reclutamento. Questo meccanismo permetterebbe di scorrere le graduatorie per titoli e servizio affiancandole alle procedure concorsuali ordinarie.

Il coordinamento esprime forti riserve sulle recenti riunioni tecniche ministeriali dedicate all'aggiornamento delle tabelle di valutazione dei titoli concorsuali, ravvisando in questi passaggi la volontà di avviare nuovi bandi selettivi anziché programmare un piano straordinario di stabilizzazione per i docenti con pluriennale esperienza d'insegnamento.

Lo stallo parlamentare e l'appello alla maggioranza

La nota critica richiama l'attenzione anche sul percorso parlamentare delle proposte di legge sul personale scolastico, tra cui il disegno di legge a prima firma della senatrice Bucalo, e chiede chiarimenti sullo stato del confronto con la Commissione Europea in merito alle deroghe necessarie per implementare canali di assunzione per titoli e servizio.

I precari rivolgono infine un appello alle forze politiche di maggioranza e di opposizione affinché definiscano un cronoprogramma chiaro: senza una procedura strutturale di stabilizzazione per chi garantisce la continuità didattica da anni nelle aule, le cattedre vuote continueranno a essere coperte con il consueto ricorso alle supplenze annuali.