Con l'avvicinarsi del nuovo anno accademico 2026/2027, il sistema universitario italiano entra nel vivo della fase di accoglienza delle nuove matricole e del rinnovo delle iscrizioni per gli studenti degli anni successivi. Per chi si appresta a intraprendere un percorso di studi, orientarsi tra tasse, agevolazioni basate sull'ISEE e bandi per il diritto allo studio è il primo passo fondamentale.
La determinazione delle tasse universitarie e la "no tax area"
Il sistema di contribuzione studentesca in Italia è regolato dal principio di progressività. Ogni ateneo definisce autonomamente, entro i limiti stabiliti dalla normativa nazionale, il proprio regolamento in materia di tasse e contributi. L'importo da versare è strettamente legato all'attestazione ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) per le prestazioni universitarie.
La cosiddetta "no tax area" rappresenta la soglia di reddito entro la quale gli studenti sono esonerati dal pagamento del contributo omnicomprensivo, versando esclusivamente le tasse regionali e l'imposta di bollo. È fondamentale che ogni studente provveda tempestivamente a richiedere il calcolo dell'ISEE presso un CAF o tramite il portale dell'INPS, poiché la mancata presentazione dell'attestazione entro le scadenze fissate dai singoli atenei comporta solitamente l'applicazione della fascia di contribuzione massima.
Borse di studio e benefici del diritto allo studio
Il sostegno economico per gli studenti meritevoli e in condizioni di disagio economico è gestito a livello regionale tramite gli enti per il Diritto allo Studio Universitario (DSU) o le aziende regionali dedicate. I benefici, che includono borse di studio, esoneri dalle tasse, posti alloggio e servizi di ristorazione, non vengono assegnati automaticamente, ma sono subordinati alla partecipazione a specifici bandi di concorso.
Ogni studente è tenuto a consultare il sito ufficiale dell'ente regionale competente per il territorio in cui ha sede l'università prescelta. I bandi indicano chiaramente:
- I requisiti di merito (numero di crediti formativi conseguiti).
- I requisiti di reddito (limiti ISEE e ISPE).
- Le scadenze per la presentazione della domanda online.
Cosa fare adesso: i passi consigliati
Data la varietà dei calendari accademici e delle procedure amministrative, non esiste un’unica data di scadenza nazionale. Per evitare di incorrere in sanzioni o perdere l'accesso ai benefici, si consiglia di seguire queste indicazioni:
- Consultare il portale Universitaly: è il punto di riferimento del Ministero dell'Università e della Ricerca per le informazioni sui corsi di laurea e le procedure di accesso.
- Verificare il sito del proprio ateneo: ogni università pubblica sul proprio portale la "Guida dello studente" o la sezione dedicata alle tasse e alle scadenze di immatricolazione/iscrizione.
- Monitorare il sito dell'ente regionale per il DSU: per non perdere i termini di presentazione della domanda per la borsa di studio, che spesso chiudono entro il mese di settembre o ottobre.
È opportuno prestare particolare attenzione ai canali di comunicazione ufficiali dell'università scelta: molte procedure sono ormai interamente digitalizzate e gestite tramite le aree riservate degli studenti. In caso di dubbi sulla documentazione da produrre, gli uffici preposti al Diritto allo Studio o le segreterie studenti offrono sportelli informativi, anche in modalità telematica, per supportare i ragazzi in questa fase di avvio del percorso accademico.




