C'è tempo fino a mercoledì 15 luglio 2026, entro le ore 23:59, per presentare le proposte di sessione e di contributo per il primo seminario nazionale promosso dall'INVALSI e focalizzato sull'uso dei dati nella valutazione e nel miglioramento della didattica. L'iniziativa rappresenta un'importante occasione di confronto per docenti, dirigenti scolastici, reti di scuole, ricercatori ed esperti del settore educativo che desiderano condividere metodologie e buone pratiche nate sul campo.
Il seminario nasce con l'obiettivo di accorciare le distanze tra la ricerca scientifica e il lavoro quotidiano nelle classi, mostrando come i dati standardizzati possano trasformarsi in uno strumento concreto per orientare le scelte metodologiche e contrastare le fragilità degli apprendimenti.
Il seminario: far dialogare dati e pratica d'aula
Troppo spesso i dati delle rilevazioni nazionali vengono percepiti come un mero adempimento burocratico o come uno strumento di classificazione fredda delle scuole. Questo primo seminario nazionale intende invertire la rotta, valorizzando le esperienze di chi ha saputo leggere i dati INVALSI per riprogettare la didattica quotidiana e per attivare percorsi di miglioramento efficaci.
La partecipazione alla "call for proposals" è aperta a una platea molto ampia. Possono inviare la propria proposta di contributo:
- Singoli docenti e dirigenti scolastici delle scuole di ogni ordine e grado;
- Reti di scuole che hanno avviato progetti sinergici di analisi e intervento;
- Ricercatori accademici ed esperti di valutazione e didattica disciplinare;
- Nuclei interni di valutazione (NIV) impegnati nei processi di autovalutazione d'istituto.
I temi chiave: dall'intelligenza artificiale al contrasto della dispersione
Le proposte di contributo dovranno inserirsi all'interno di filoni tematici ben precisi, scelti dall'Istituto per la loro forte attualità e rilevanza nel dibattito scolastico contemporaneo. Tra le aree di maggiore interesse segnalate dall'INVALSI troviamo:
- Intelligenza Artificiale e nuove tecnologie: come l'integrazione dell'IA e dei dati digitali sta modificando la progettazione didattica e la personalizzazione degli apprendimenti;
- Contrasto alla dispersione scolastica: strategie didattiche e di orientamento basate sui dati per intercettare precocemente il rischio di abbandono o la dispersione implicita;
- Inclusione ed equità: l'uso dei dati per garantire pari opportunità formative e per colmare i divari territoriali e socio-culturali;
- Data literacy per i docenti: percorsi formativi e buone pratiche per sviluppare nei consigli di classe una reale competenza di lettura e interpretazione dei dati;
- Didattica delle discipline: focus specifici su Italiano, Matematica e Inglese, per capire come i risultati delle prove possano suggerire nuove strategie di insegnamento d'aula.
Come presentare la proposta entro il 15 luglio 2026
La procedura di invio delle candidature avviene interamente per via telematica. Gli interessati devono preparare un abstract dettagliato che illustri l'obiettivo della sessione o del contributo, la metodologia adottata, i dati presi in esame e i risultati (anche parziali) ottenuti o attesi.
Per presentare la candidatura e consultare le linee guida tecniche dettagliate per la stesura dell'abstract, è necessario fare riferimento alla pagina ufficiale dell'evento sul portale istituzionale INVALSI.
Le proposte inviate saranno sottoposte alla valutazione di un apposito Comitato Scientifico. I criteri di selezione si baseranno sull'originalità del contributo, sul rigore metodologico nell'uso dei dati e, soprattutto, sulla trasferibilità dell'esperienza ad altri contesti scolastici. L'esito della selezione e il programma definitivo dell'evento saranno comunicati dall'Istituto nei mesi successivi, in vista dello svolgimento del seminario che si terrà nel corso del prossimo anno scolastico.
Perché partecipare: il valore della condivisione
Per le scuole, aderire a questa iniziativa non significa solo presentare un progetto, ma entrare a far parte di una comunità di pratica nazionale. Il confronto diretto tra il mondo della ricerca accademica e la realtà viva delle aule scolastiche rappresenta la chiave per dare un senso nuovo alla valutazione, trasformandola da giudizio a risorsa per l'autonomia e la crescita professionale del corpo docente.