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Scuola

Laboratori scolastici POC: ritardi nei fondi bloccano le scuole

10 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Molte scuole italiane, in particolare gli istituti tecnici e professionali, si trovano in una situazione di stallo forzato che rischia di compromettere l'attivazione dei nuovi laboratori didattici finanziati con i fondi del POC (Programma Operativo Complementare). Il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) non ha ancora erogato le anticipazioni finanziarie necessarie per avviare le procedure di acquisto, costringendo i dirigenti scolastici a rinviare i contratti con i fornitori per evitare il dissesto finanziario dei propri istituti.

La denuncia arriva direttamente dalla FLC CGIL, che ha inviato una nota formale al Ministero e all'Unità di Missione per sollecitare l'immediata erogazione delle risorse. Senza questi acconti, i laboratori professionalizzanti, pensati per modernizzare la didattica e adeguarla alle richieste del mercato del lavoro, rischiano di rimanere sulla carta proprio alla vigilia del nuovo anno scolastico 2026/2027.

Il nodo contabile: perché le scuole non possono spendere

Il problema non è solo burocratico, ma ha risvolti normativi e contabili molto rigidi. In base al Regolamento di contabilità delle istituzioni scolastiche (Decreto Interministeriale 129/2018), le scuole non possono assumere impegni di spesa se non hanno l'effettiva certezza della copertura finanziaria in bilancio.

Di norma, per i progetti finanziati da fondi europei o complementari, il Ministero dovrebbe erogare una quota di anticipazione (generalmente pari al 30% o al 50% dell'importo totale del progetto) per consentire alle scuole di pagare i primi acconti ai fornitori delle attrezzature tecnologiche e degli arredi laboratoriali.

Attualmente, però, i flussi finanziari sono bloccati. Questo costringe le scuole a scegliere tra due strade altrettanto pericolose:

La protesta dei sindacati e la lettera al MIM

La FLC CGIL ha evidenziato come questa situazione stia scaricando l'intera responsabilità organizzativa e finanziaria sulle spalle dei Dirigenti Scolastici e dei Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA). Nella lettera inviata all'Unità di Missione del Ministero dell'Istruzione e del Merito, il sindacato ha chiesto un intervento urgente per sbloccare i mandati di pagamento.

"Le scuole non possono essere lasciate sole a gestire le inadempienze dell'amministrazione centrale. È impensabile chiedere agli istituti di fare da banca allo Stato, anticipando risorse che spesso non hanno, per progetti che sono stati approvati e autorizzati mesi fa."

Il ritardo nell'erogazione delle anticipazioni del POC si somma alle già note complessità nella gestione delle linee di finanziamento del PNRR, sovraccaricando le segreterie scolastiche in un periodo dell'anno – quello estivo – tradizionalmente saturo di scadenze legate alle immissioni in ruolo, alle supplenze e alla preparazione del nuovo anno scolastico.

Cosa rischiano gli istituti tecnici e professionali

Gli istituti più colpiti da questo blocco sono quelli a indirizzo tecnico e professionale, per i quali i laboratori rappresentano il cuore pulsante dell'offerta formativa. La mancata consegna delle nuove attrezzature entro settembre rischia di tradursi in un danno diretto per gli studenti, che non potranno usufruire di percorsi didattici aggiornati e all'avanguardia.

Inoltre, molte scuole hanno già concluso le procedure di gara e si trovano nell'impossibilità di firmare i contratti di fornitura o di saldare le fatture dei fornitori che hanno già consegnato i materiali, esponendosi al rischio di contenziosi legali e richieste di interessi di mora.

Cosa fare adesso: i consigli per le segreterie

In attesa di un riscontro ufficiale e dello sblocco dei fondi da parte del MIM, agli istituti scolastici si raccomanda la massima prudenza amministrativa:

Azione consigliata Obiettivo
Monitoraggio costante Controllare quotidianamente la piattaforma di gestione finanziaria del MIM per verificare lo stato di lavorazione dei mandati di acconto.
Lettera di sollecito formale Inviare, tramite PEC dell'istituto, un sollecito formale all'Unità di Missione e all'Ufficio Scolastico Regionale (USR) di riferimento, evidenziando il rischio di blocco del progetto.
Evitare anticipi di cassa rischiosi Non utilizzare i fondi destinati al funzionamento ordinario della scuola per coprire le spese del POC, a meno che non vi sia una delibera del Consiglio d'Istituto supportata da un parere favorevole dei revisori dei conti.

La palla passa ora al Ministero dell'Istruzione e del Merito, chiamato a risolvere in tempi rapidissimi un intoppo burocratico che rischia di vanificare milioni di euro di investimenti destinati al futuro professionale degli studenti italiani.

Tags: sindacati collaboratori scolastici fondi poc
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