La MAD, cioè la messa a disposizione, è la candidatura con cui ti proponi alle scuole per fare il supplente, anche se non sei in nessuna graduatoria. Va però chiarito subito un punto: le candidature spontanee inviate liberamente non sono più previste dal sistema di reclutamento ministeriale. Oggi sono le scuole a pubblicare avvisi specifici, detti interpelli, ai quali i candidati rispondono nei tempi e nei modi indicati nell'avviso stesso. Serve comunque a chi vuole iniziare a lavorare nella scuola senza aspettare i tempi lunghi di GPS e graduatorie d'istituto: quando un dirigente non riesce a coprire un posto con le liste ufficiali, pubblica un interpello e può individuare il candidato tra chi ha risposto.
Non è una scorciatoia irregolare: è un canale riconosciuto, che le scuole usano soprattutto per supplenze brevi, sostituzioni improvvise o classi di concorso "scoperte". Con l'estate ormai avviata, è il momento in cui molte segreterie cominciano a raccogliere le candidature in vista di settembre. Ecco, in modo semplice, cosa devi sapere e come muoverti.
A chi serve (e a chi conviene) la MAD
La MAD è pensata per chi non è inserito nelle graduatorie per la provincia e la classe di concorso di interesse. Se sei già in GPS o nelle graduatorie d'istituto per quella provincia, le scuole daranno comunque la precedenza a quelle liste: la messa a disposizione entra in gioco solo quando le graduatorie ufficiali sono esaurite e nemmeno l'interpello ha dato esito.
Puoi candidarti come docente, per il sostegno o come personale ATA (assistente amministrativo, tecnico, collaboratore scolastico). Il titolo minimo cambia in base al ruolo: per insegnare serve un titolo che dia accesso a una classe di concorso; per alcuni profili ATA può bastare il diploma. Quando arrivano più candidature, in genere i dirigenti privilegiano chi ha l'abilitazione o la specializzazione sul sostegno.
Quando inviarla: i periodi che contano
Le candidature non seguono più un invio libero tutto l'anno: si risponde agli interpelli pubblicati dalle singole scuole, nei tempi indicati in ciascun avviso. Ci sono comunque periodi in cui gli istituti pubblicano più avvisi, e in cui quindi conviene tenere d'occhio i loro siti:
- Fine estate (agosto–settembre): è la fase madre, quando si assegnano le cattedre e si coprono i posti vacanti per l'avvio delle lezioni.
- Gennaio: rientro dalle feste, con più assenze per malattia e congedi.
- Primavera (dopo Pasqua): nuove sostituzioni e, in alcuni casi, attività di recupero.
Tenere pronta la candidatura e monitorare gli avvisi adesso, prima di settembre, ti mette in una buona posizione: sei pronto a rispondere appena parte la corsa alle supplenze.
A quali scuole mandarla
Il consiglio pratico è semplice: più scuole monitori, più aumentano le probabilità di intercettare un interpello utile. La disponibilità si concentra sulle scuole di una sola provincia a scelta (quella in cui sei disponibile a lavorare), agli istituti sede di dirigenza.
Statisticamente conviene puntare anche sulle province piccole e sui comuni isolati o di montagna, dove la carenza di docenti è più marcata e la concorrenza minore rispetto ai grandi capoluoghi, che sono i più gettonati. Vale lo stesso ragionamento per le classi di concorso: quelle più difficili da coprire (ad esempio area scientifica e sostegno) danno più occasioni.
Come si invia, in concreto
Oggi ci sono principalmente due strade, e la scuola sceglie quale accettare:
- Modulo online sul sito della scuola: sempre più istituti chiedono di compilare un form dedicato. Dove esiste, è la via da usare, perché una mail rischia di non essere presa in considerazione.
- PEC o email: dove non c'è il form, si invia la domanda alla casella indicata dalla scuola, allegando i documenti.
La domanda va accompagnata da un curriculum chiaro e aggiornato e da una candidatura personalizzata: indica con precisione le classi di concorso per cui hai titolo, gli ordini di scuola e i ruoli (insegnamento, sostegno, ATA) per cui ti rendi disponibile. Una candidatura generica e disordinata è la prima a essere scartata quando il dirigente deve decidere in fretta.
Gli errori più comuni
- Dichiarare classi di concorso per cui non hai titolo: verifica sempre la corrispondenza tra il tuo titolo di studio e la classe di concorso prima di indicarla.
- Ignorare il form della scuola e insistere con la mail dove non è ammessa.
- Puntare solo sui grandi capoluoghi, dove la concorrenza è altissima.
- Rispondere una volta e non seguire più gli avvisi: gli interpelli vengono pubblicati di volta in volta, quindi conviene monitorarli con continuità.
Cosa succede dopo l'invio
Qui serve realismo: non tutte le scuole rispondono, e il silenzio non significa che hai sbagliato qualcosa. Se la scuola non ha bisogno di supplenti in quel momento, semplicemente non ti contatta. Quando invece scatta l'urgenza, la chiamata può arrivare anche nel giro di poche ore.
Se ti chiamano e accetti, firmi un contratto a tempo determinato: la retribuzione è la stessa di un supplente convocato dalle graduatorie, e il servizio prestato vale punteggio per le future graduatorie e per i concorsi. Attenzione, però: accettare una supplenza comporta obblighi, e la rinuncia o l'abbandono dell'incarico possono avere conseguenze sulle convocazioni successive. Valuta bene prima di dire sì.
In sintesi: cosa fare adesso
Prepara un curriculum ordinato, individua la provincia dove vuoi lavorare, verifica le classi di concorso per cui hai davvero titolo e tieni monitorati i siti delle scuole per rispondere agli interpelli che pubblicano — dando la priorità a quelle che gestiscono le candidature con un form online. Per orientarti su procedure e servizi per il personale scolastico puoi partire dal portale ufficiale del Ministero, mim.gov.it.