Se a settembre inizierai l'università, due cose vanno messe in agenda già adesso: immatricolarti entro le scadenze del tuo ateneo e, se rientri nei limiti di reddito, presentare domanda per la borsa di studio all'ente regionale per il diritto allo studio. Le finestre per l'anno accademico 2026/2027 si stanno aprendo proprio in queste settimane, e per la borsa in molte Regioni il termine cade tra fine agosto e settembre: conviene muoversi con anticipo, soprattutto per l'ISEE.
Immatricolazioni: date diverse da ateneo ad ateneo
Non esiste una scadenza unica valida per tutti. Per i corsi ad accesso libero, la maggior parte degli atenei apre le iscrizioni online tra la prima metà di luglio e i primi di agosto, con termine ordinario che di norma si colloca tra fine settembre e novembre. Dopo quella data ci si può quasi sempre iscrivere lo stesso, ma pagando una mora che cresce con i giorni di ritardo. La regola pratica è una sola: controllare il manifesto degli studi e il regolamento del proprio ateneo, perché lì trovi la data che vale per te.
Discorso diverso per i corsi ad accesso programmato (numero chiuso): qui contano i bandi di ammissione, con termini propri, spesso legati al test. Molti corsi triennali usano il TOLC del CISIA come prova di verifica, mentre per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria resta in vigore il semestre filtro introdotto lo scorso anno accademico, senza test d'ingresso all'accesso. Per i corsi a programmazione nazionale il riferimento sono i bandi del Ministero dell'Università e della Ricerca.
In tutti i casi, l'iscrizione si fa online con SPID o CIE: se non li hai ancora attivi, procurateli subito, perché senza identità digitale non completi né l'immatricolazione né la domanda di borsa.
Borse di studio: la gestiscono le Regioni
La borsa di studio universitaria non la eroga l'ateneo, ma l'ente regionale per il diritto allo studio (ad esempio ER.GO in Emilia-Romagna, EDISU in Piemonte, DiSCo nel Lazio, DSU Toscana, ARDSU in Sardegna e così via). Ogni ente pubblica un proprio bando con importi, scadenze e modalità: i termini variano da Regione a Regione, in genere tra luglio e settembre. In Emilia-Romagna, per fare un esempio già uscito, il bando ER.GO ha aperto le domande il 23 giugno 2026 con scadenza per la presentazione delle domande (incluse le matricole) fissata al 24 agosto 2026 alle ore 16:00.
Per candidarti servono due tipi di requisiti: economici e, dal secondo anno in poi, di merito. Sul fronte reddituale il documento chiave è l'ISEE per prestazioni agevolate per il diritto allo studio universitario: attenzione, non è l'ISEE ordinario. Chiederlo nella versione sbagliata è uno degli errori più frequenti e fa scartare la domanda. Lo ottieni compilando la DSU, allo sportello di un CAF oppure in autonomia sul portale INPS con la DSU precompilata. Dal secondo anno, invece, entra in gioco anche il numero minimo di CFU da aver maturato entro il 10 agosto: la soglia sale con l'anno di corso e ogni ente può aggiungere condizioni proprie.
ISEE e importi: cosa è cambiato per il 2026/2027
Le soglie e gli importi vengono aggiornati ogni anno in base all'inflazione. Secondo i decreti del MUR di febbraio 2026, per l'anno accademico 2026/2027 i valori sono stati rivalutati di circa l'1,4%: la soglia massima dell'ISEE universitario per accedere ai benefici si attesta poco sopra i 28.000 euro a livello nazionale. È un tetto di riferimento: le Regioni possono applicarlo con soglie proprie e, in alcuni casi, con limiti più bassi per premiare le situazioni economiche più difficili. Chi ha un ISEE molto contenuto ha diritto all'importo pieno; man mano che il valore sale verso la soglia, la borsa si riduce in proporzione.
L'importo dipende anche dalla condizione dello studente. Ricevono di più i fuori sede, cioè chi si trasferisce in un'altra città e sostiene le spese di affitto (contributo minimo nazionale oltre i 7.000 euro l'anno, spesso più alto grazie al cofinanziamento regionale); seguono i pendolari e, con l'importo più basso, gli studenti in sede. La classificazione viene verificata dall'ente sulla base di residenza e contratto di affitto, quindi va dichiarata con attenzione. Il dettaglio degli importi e delle soglie è pubblicato dal Ministero dell'Università e della Ricerca e ripreso nei bandi dei singoli enti regionali.
Cosa fare adesso
Con l'estate davanti c'è ancora margine, ma alcuni passaggi conviene chiuderli prima delle ferie:
- Attiva SPID o CIE, indispensabili per iscrizione online e domanda di borsa.
- Richiedi l'ISEE universitario (versione per il diritto allo studio): tra rilascio e code dei CAF, meglio non ridursi all'ultimo.
- Controlla il sito del tuo ateneo per la scadenza di immatricolazione e, se il corso è a numero chiuso, per il bando di ammissione e il TOLC.
- Vai sul sito dell'ente regionale per il diritto allo studio della Regione in cui studierai: lì trovi il bando borse, la scadenza esatta e il portale per la domanda.
Ateneo e Regione viaggiano su binari separati: l'iscrizione al corso e la domanda di borsa sono due procedure distinte, con scadenze diverse. Segnale entrambe in calendario e verifica le date sui canali ufficiali, perché ogni sede fa storia a sé.