Chi spera di lavorare più vicino a casa il prossimo anno scolastico ha una novità importante: il contratto che regola utilizzazioni e assegnazioni provvisorie è stato firmato in via definitiva il 9 luglio, ultimo passaggio prima dell'apertura delle domande. Tra i cambiamenti segnalati dai sindacati c'è una modifica che tocca molti docenti: la deroga per chi ha figli minori si applica ora fino ai 14 anni del bambino, e non più fino ai 16.
Il testo firmato è il CCNI (Contratto Collettivo Nazionale Integrativo) sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo e ATA, valido per il triennio 2025/26, 2026/27 e 2027/28. È l'accordo quadro da cui dipende la mobilità annuale: dopo la firma, il Ministero può pubblicare la nota con le istruzioni e le date per presentare domanda.
La novità che conta: deroga figli minori fino a 14 anni
La modifica più rilevante per chi è vincolato alla propria sede riguarda i docenti con figli piccoli. Molti insegnanti neoassunti o trasferiti sono soggetti a un vincolo di permanenza triennale sulla scuola di titolarità; chi ha figli minori può però chiedere comunque l'assegnazione provvisoria in deroga a quel vincolo.
Secondo quanto riferito dalla UIL Scuola, per il 2026/27 il limite di età del figlio scende da 16 a 14 anni. In concreto: chi ha figli sotto i 14 anni può continuare a usare questa deroga; chi ha figli tra i 14 e i 16 anni, che l'anno scorso rientrava, quest'anno non potrà più farne uso. La deroga vale anche se il figlio compie 14 anni entro il 31 dicembre 2026. Resta confermata, sempre secondo le organizzazioni sindacali, la deroga per il ricongiungimento a un genitore con più di 65 anni.
Chi può presentare domanda e per quali motivi
La platea è ampia: docenti a tempo indeterminato di ogni grado, personale educativo, insegnanti di religione cattolica e personale ATA. Attenzione a distinguere le due procedure, che spesso vengono confuse:
- Assegnazione provvisoria: si chiede per motivi personali ben precisi, non è un libero trasferimento. Le motivazioni ammesse sono il ricongiungimento ai figli, al coniuge, alla parte dell'unione civile o al convivente, l'assistenza a un familiare con disabilità grave (Legge 104) e gravi esigenze di salute.
- Utilizzazione: riguarda soprattutto il personale in esubero o che ha perso la sede, e i docenti che chiedono di essere impiegati su sostegno o su altri posti specifici.
In entrambi i casi la richiesta ha valore per un solo anno scolastico: chi la ottiene torna poi alla sede di titolarità.
Quando si presenta la domanda
Qui serve prudenza. La firma riguarda il contratto, non l'apertura ufficiale delle domande: le date valide sono quelle che il Ministero indicherà nella nota operativa. Le prime indicazioni sindacali parlano di finestra aperta dal 10 luglio per i docenti e dal 23 luglio per il personale ATA, ma si tratta di date ancora da confermare. Meglio quindi non dare nulla per definitivo finché non esce la nota MIM con calendario e modulistica.
Le modalità di presentazione cambiano a seconda della categoria: i docenti presentano di norma l'istanza online tramite POLIS – Istanze Online, mentre per il personale ATA e gli insegnanti di religione è previsto in genere il modello cartaceo, secondo quanto sarà specificato dalla circolare ministeriale.
Cosa fare adesso
In attesa del calendario ufficiale, è il momento giusto per farsi trovare pronti. Alcuni passi pratici:
- Verificare di poter accedere a Istanze Online (credenziali SPID/CIE attive e utenza abilitata), così da non perdere tempo all'apertura delle funzioni.
- Controllare che i dati anagrafici e di servizio a sistema siano aggiornati.
- Individuare con chiarezza il motivo della domanda e raccogliere fin da ora i documenti che lo giustificano (stato di famiglia, certificazioni Legge 104, documentazione sanitaria, dati del familiare cui ci si ricongiunge).
- Se si punta a una classe di concorso o a un tipo di posto diverso dalla titolarità, verificare di possedere il titolo di studio richiesto.
La sottoscrizione del contratto è stata seguita dalle organizzazioni sindacali, che ne hanno diffuso i primi contenuti: la FLC CGIL ha confermato la firma e annunciato la pubblicazione delle schede di approfondimento. Per le date certe e la modulistica, però, il riferimento resta la nota del Ministero, attesa nei prossimi giorni.
In sintesi: il contratto c'è, la mobilità annuale 2026/27 si può sbloccare. Chi ha i requisiti può cominciare a preparare la documentazione, tenendo d'occhio due cose: la nota MIM con le date ufficiali e, per chi conta sui figli minori, il nuovo limite di età a 14 anni.




