Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha trasmesso lo schema di decreto per la definizione degli organici del personale ATA per l'anno scolastico 2026/2027, confermando un taglio complessivo di 2.174 posti rispetto all'anno precedente. Questa riduzione, che fissa la dotazione organica di diritto a 194.303 unità a livello nazionale, avrà un impatto diretto sui carichi di lavoro all'interno degli istituti, sulle future immissioni in ruolo e sul numero di supplenze che verranno assegnate a partire dal prossimo autunno.
Cosa prevede il nuovo schema di decreto
La nota ministeriale numero 17642, emanata il 7 luglio scorso, accompagna lo schema di decreto interministeriale che definisce i criteri e i parametri per la composizione degli organici del personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario (ATA) per il prossimo anno scolastico. Il provvedimento recepisce i tagli lineari stabiliti dalle recenti misure di finanza pubblica, riducendo di fatto la forza lavoro stabile a disposizione delle istituzioni scolastiche autonome.
La dotazione organica complessiva di diritto viene così determinata in 194.303 posti. A questi si aggiungeranno, come di consueto, i posti per l'adeguamento dell'organico alle situazioni di fatto (il cosiddetto organico di fatto), ma la contrazione della base stabile rappresenta un segnale d'allarme per l'intero comparto.
I profili più colpiti e le conseguenze per le scuole
La riduzione di 2.174 posti non sarà indolore e colpirà in modo trasversale i diversi profili professionali che garantiscono il funzionamento quotidiano delle scuole italiane:
- Collaboratori scolastici: la riduzione del personale addetto alla vigilanza e alla pulizia rischia di mettere in seria difficoltà la gestione dei plessi, in particolare nelle scuole dislocate su più succursali o con strutture multipiano.
- Assistenti amministrativi: il taglio alle segreterie giunge in un momento di estremo sovraccarico burocratico, con le scuole impegnate nella gestione dei progetti legati al PNRR e in continui adempimenti digitali.
- Assistenti tecnici: la digitalizzazione della didattica richiederebbe un rafforzamento del supporto tecnico, che invece subisce una contrazione, limitando l'assistenza nei laboratori.
Cosa cambia per le assunzioni e le supplenze
Per i lavoratori della scuola, in particolare per i precari inseriti nelle graduatorie provinciali e d'istituto, lo scenario si fa più complesso. La riduzione dei posti in organico di diritto comporta due conseguenze immediate:
1. Meno immissioni in ruolo: con la diminuzione dei posti stabili, il contingente autorizzato per le assunzioni a tempo indeterminato subirà una contrazione proporzionale, allontanando la stabilizzazione per migliaia di aspiranti.
2. Calo delle supplenze annuali: diminuiranno i contratti con scadenza al 31 agosto (su posto vacante in organico di diritto). Di conseguenza, i supplenti dovranno fare affidamento quasi esclusivamente sulle nomine fino al 30 giugno (organico di fatto) o sulle supplenze temporanee per sostituzione del personale assente.
La protesta dei sindacati
Le organizzazioni sindacali hanno espresso immediata e forte contrarietà al provvedimento. La FLC CGIL ha denunciato come la riduzione dei posti rappresenti un impoverimento del servizio scolastico, evidenziando che i tagli lineari non tengono conto delle reali esigenze di sicurezza, accoglienza e gestione amministrativa espresse dai territori. Secondo i sindacati, la scelta di ridurre l'organico ATA contrasta nettamente con gli obiettivi di digitalizzazione e semplificazione sbandierati dal Ministero, scaricando sulle spalle del personale in servizio carichi di lavoro ormai insostenibili.
Cosa succede adesso
Gli Uffici Scolastici Regionali (USR) riceveranno a breve le tabelle con la ripartizione dei posti a livello regionale e provinciale per avviare le operazioni di mobilità e, successivamente, per definire i contingenti per le nomine a tempo determinato e indeterminato. Per monitorare gli sviluppi e consultare i documenti ufficiali, è possibile fare riferimento alla sezione dedicata sul portale ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.