Il prossimo anno scolastico ci saranno 2.174 posti in meno di collaboratore scolastico nelle scuole superiori, e le nuove figure professionali ATA — operatore scolastico e funzionario — restano ferme almeno per un altro anno. È quanto emerge dallo schema di decreto sugli organici del personale ATA per il 2026/2027, che il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha trasmesso agli Uffici scolastici regionali il 7 luglio scorso.
Per chi lavora o aspira a lavorare nella scuola come collaboratore scolastico, la conseguenza pratica è semplice: meno posti disponibili negli istituti secondari di secondo grado, con effetti sia sulle assunzioni sia sul numero di supplenze attivabili. Il taglio non tocca invece il primo ciclo (infanzia, primaria e secondaria di primo grado), che resta fuori dalla riduzione.
Quanti posti restano e da dove nasce il taglio
Con lo schema di decreto la dotazione nazionale del personale ATA si attesta a 194.303 posti, contro i 196.477 dell'anno precedente. La differenza — appunto 2.174 unità — grava per intero sul profilo dei collaboratori scolastici delle superiori.
Non si tratta di una decisione dell'ultimo momento. La riduzione era già stata prevista dalla legge di bilancio 2025 (articolo 1, comma 828 della legge n. 207/2024) e definita con il decreto interministeriale n. 211 del 3 novembre 2025. Il MIM richiama inoltre il calo demografico tra le ragioni del ridimensionamento, con un correttivo che tiene conto della presenza di alunni con disabilità.
Nuove figure ATA: rinvio al 2027/2028
La novità più rilevante per il futuro del comparto è il rinvio del nuovo ordinamento professionale. La revisione dei criteri con cui si calcolano gli organici, che avrebbe dovuto accompagnare l'ingresso delle nuove figure, slitta all'anno scolastico 2027/2028. Di conseguenza, per il 2026/2027 lo schema di decreto non prevede ancora le dotazioni degli operatori scolastici né quelle dei funzionari senza incarico di DSGA: continueranno ad applicarsi i parametri già in uso.
In pratica, chi attendeva l'attivazione dei nuovi profili dovrà pazientare: se ne riparlerà con l'anno scolastico successivo, quando dovrebbe entrare in gioco la revisione complessiva dei criteri.
I margini che restano agli Uffici scolastici
Pur dentro un quadro di riduzione, il decreto lascia agli Uffici scolastici regionali alcuni spazi di manovra. Resta l'accantonamento del 3% della dotazione organica provinciale, da destinare alle situazioni più complesse: scuole con molti plessi, forte presenza di alunni con disabilità, laboratori numerosi o contesti segnati dalla dispersione scolastica.
Sono inoltre confermati i 1.000 posti di assistente tecnico per i laboratori di informatica delle scuole del primo ciclo, assegnati tramite il meccanismo delle scuole polo. Per questa specifica dotazione non sono ammesse compensazioni con altri gradi di istruzione.
Scuole accorpate: garanzie confermate
Un punto importante per gli istituti coinvolti nel dimensionamento della rete scolastica: le scuole nate da accorpamenti non subiscono gli effetti del taglio. Per il 2026/2027 continuano ad applicarsi i parametri già utilizzati l'anno precedente, così da preservare la dotazione complessiva risultante dalla somma dei posti degli istituti confluiti.
Dalle tabelle scompare infine il riferimento ai posti un tempo riservati alla stabilizzazione del personale ex LSU: il percorso di internalizzazione, ricordano i sindacati, si può ormai considerare concluso e quel personale è transitato a pieno titolo nel ruolo dei collaboratori scolastici.
Cosa aspettarsi ora
Al momento si parla di uno schema di decreto: il testo dovrà completare il proprio iter e la ripartizione dei posti tra Regioni e province sarà preceduta dal confronto con le organizzazioni sindacali. Solo dopo la definizione degli organici provinciali si avrà il quadro concreto scuola per scuola, utile a stimare i posti effettivamente disponibili per assunzioni e supplenze nelle superiori.
Le organizzazioni sindacali del comparto hanno già espresso contrarietà alla riduzione, chiedendo un rafforzamento stabile degli organici ATA anziché nuovi tagli. Chi volesse consultare il dettaglio dello schema e delle tabelle può fare riferimento alla documentazione diffusa dalla FLC CGIL e dalla CISL Scuola.