Anche per l'anno scolastico 2026/27 le supplenze che le graduatorie non riescono a coprire passeranno dagli interpelli: avvisi pubblici che le scuole pubblicano sul proprio sito quando non trovano più candidati in graduatoria, e a cui può rispondere anche chi è inserito nelle GPS di un'altra provincia. Lo conferma la circolare del Ministero dell'Istruzione e del Merito n. 11814 del 6 maggio scorso, che detta le istruzioni operative sulle supplenze del personale docente, educativo e ATA per il prossimo anno.
Per chi aspira a un incarico ma è in fondo alle graduatorie, o non è inserito affatto, gli interpelli sono ormai il canale da tenere d'occhio: da due anni hanno preso il posto della vecchia messa a disposizione (MAD) come strumento ufficiale per coprire i posti rimasti scoperti. Vediamo quando scattano, dove si trovano gli avvisi e come rispondere.
Quando scatta l'interpello
L'interpello non è un canale "parallelo" alle graduatorie: è l'ultima tappa di un percorso obbligato. Prima la scuola deve scorrere, nell'ordine, le graduatorie ad esaurimento (GAE), le GPS e le graduatorie di istituto; poi deve attingere anche alle graduatorie di istituto delle scuole viciniori, cioè degli istituti vicini della stessa provincia. Solo quando anche queste risultano esaurite — o nessun aspirante convocabile accetta — il dirigente scolastico può pubblicare l'avviso di interpello.
C'è una semplificazione importante per infanzia e primaria: per le supplenze brevi fino a 10 giorni, l'interpello può essere attivato anche in via preventiva, cioè senza indicare in anticipo data di inizio, durata e orario della supplenza. In questo modo la scuola si costruisce una "riserva" di candidati a cui attingere rapidamente quando serve un supplente da un giorno all'altro.
Dove trovare gli avvisi
Gli avvisi vengono pubblicati sul sito della singola istituzione scolastica, ma la scuola deve inviarne copia anche all'Ufficio scolastico territoriale, che li raccoglie in un'apposita sezione del proprio sito. Per chi cerca una supplenza, quindi, il metodo più efficiente non è controllare centinaia di siti di scuole, ma monitorare con regolarità le pagine dedicate agli interpelli degli Uffici scolastici delle province di interesse. L'avviso indica tipicamente la classe di concorso o il tipo di posto, la sede, la durata dell'incarico, l'orario settimanale e il termine entro cui candidarsi, spesso molto ravvicinato: pochi giorni, a volte poche ore.
Chi può rispondere (e chi no)
Il punto di forza dell'interpello è la sua apertura territoriale: può candidarsi anche chi è inserito nelle GPS di un'altra provincia ma non sta lavorando, oltre a chi non è inserito in alcuna graduatoria. Nella selezione hanno la priorità i candidati in possesso dell'abilitazione — o, per i posti di sostegno, della specializzazione — e solo in subordine si passa a chi ha il semplice titolo di studio valido per l'insegnamento.
Attenzione però alle esclusioni. Non può partecipare agli interpelli chi è già stato individuato come destinatario di un contratto a tempo determinato: non è ammesso lasciare una supplenza in corso per rispondere a un avviso più conveniente. Inoltre, chi parteciperà quest'estate alle nomine informatizzate da GAE e GPS deve sapere che alcune scelte precludono gli interpelli: secondo la circolare, la mancata accettazione della sede assegnata comporta la decadenza dall'incarico e l'impossibilità di ottenere ulteriori supplenze, interpelli compresi. Prima di rinunciare a una nomina, insomma, conviene valutare bene le conseguenze.
Chi accetta un incarico tramite interpello deve poi essere rapido anche nella fase finale: la presa di servizio è prevista in tempi strettissimi dopo l'accettazione, nell'ordine delle 24 ore.
Interpello e MAD: cosa cambia
La messa a disposizione non è stata formalmente vietata, ma ha perso il ruolo che aveva fino a pochi anni fa. Oggi il canale ufficiale per coprire i posti fuori graduatoria è l'interpello; la MAD resta un'extrema ratio a cui le scuole possono ricorrere solo quando nemmeno l'avviso pubblico ha prodotto candidature utili. La differenza pratica è sostanziale: con la MAD era il candidato a inviare un'autocandidatura "al buio" a decine di scuole, mentre con l'interpello è la scuola a dichiarare pubblicamente il posto scoperto, con requisiti e scadenze trasparenti e uguali per tutti. Per chi cerca lavoro nella scuola, le due strade non si escludono: si può rispondere agli interpelli e, in parallelo, tenere attiva qualche MAD per le situazioni di emergenza.
Cosa fare adesso
Gli interpelli entreranno nel vivo tra settembre e ottobre, quando le scuole avranno esaurito le operazioni da graduatoria. Nel frattempo conviene prepararsi: individuare le province di interesse e salvare le pagine dedicate agli interpelli dei rispettivi Uffici scolastici, tenere pronti curriculum e autocertificazione dei titoli per rispondere in poche ore, e — per chi è inserito in GPS — non dimenticare la finestra delle nomine informatizzate con la domanda delle 150 preferenze, aperta su Istanze Online dal 16 al 29 luglio. Chi resta senza nomina da graduatoria avrà negli interpelli una seconda, concreta occasione.




