Per lavorare bene in classe con un alunno con Bisogni Educativi Speciali (BES) o con un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA) non serve inventare nulla: gli strumenti principali esistono già, sono gratuiti e in gran parte raccolti sui portali del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Con l'estate e l'avvio del prossimo anno scolastico alle porte, è il momento giusto per fare ordine tra piani personalizzati, ausili compensativi e piattaforme ufficiali, così da arrivare a settembre con le idee chiare.
Chi rientra tra BES e DSA
La sigla BES indica un'area ampia: comprende gli alunni con disabilità certificata, quelli con disturbi evolutivi specifici (tra cui i DSA) e chi vive una difficoltà legata al contesto sociale, linguistico o culturale. I DSA in senso stretto sono invece la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia, riconosciuti dalla Legge 170 del 2010 e sempre accertati da una diagnosi specialistica.
La distinzione conta perché cambia lo strumento da usare. Per gli alunni con disabilità si lavora con il PEI (Piano Educativo Individualizzato) e con l'insegnante di sostegno; per DSA e per gli altri BES lo strumento cardine è il PDP (Piano Didattico Personalizzato), che il consiglio di classe costruisce insieme alla famiglia. Non è un adempimento burocratico da archiviare: è la mappa concreta di ciò che l'alunno può fare e con quali supporti.
Strumenti compensativi e misure dispensative
Il cuore pratico dell'inclusione sta qui. Gli strumenti compensativi non abbassano gli obiettivi di apprendimento: aiutano l'alunno a raggiungerli aggirando l'ostacolo. Le misure dispensative, invece, esonerano da alcune prestazioni non essenziali (per esempio la lettura ad alta voce davanti alla classe o la copiatura di lunghi testi dalla lavagna).
Molti di questi strumenti sono ormai digitali e facili da reperire:
- Sintesi vocale: trasforma il testo scritto in audio, utile soprattutto per la dislessia.
- Software di video-scrittura con correttore ortografico: sostiene chi ha difficoltà con l'ortografia e la scrittura manuale.
- Mappe concettuali e mentali: aiutano a organizzare i contenuti e a fissarli in memoria.
- Calcolatrice, anche parlante, e fogli di calcolo: pensati per la discalculia.
- Audiolibri e libri digitali: alleggeriscono il carico di lettura senza rinunciare ai contenuti.
Un punto spesso trascurato: molti di questi ausili aiutano l'intera classe, non solo l'alunno con certificazione. Usarli in modo ordinario, e non come eccezione, è già una forma di didattica inclusiva.
Dove trovare le risorse ufficiali
Il riferimento di partenza è la sezione Inclusione e integrazione del sito ministeriale, dove sono raccolti normativa, modelli di PDP e linee guida per DSA e BES: mim.gov.it/inclusione-e-intercultura. Da lì si arriva alle pagine dedicate ai singoli ambiti (disabilità, DSA, altri BES) e ai documenti operativi che le scuole usano per costruire i piani personalizzati.
Per la parte tecnologica il Ministero mette a disposizione strumenti dedicati alla scelta e all'acquisto degli ausili per la didattica inclusiva, insieme a un percorso di formazione online (Gli snodi dell'inclusione) accessibile con le credenziali SIDI. Le informazioni sono raccolte nella pagina Acquistare ausili per la didattica inclusiva: è pensata soprattutto per referenti d'istituto, Centri Territoriali di Supporto (CTS) e uffici, ma è utile anche ai docenti che vogliono capire come le scuole ottengono strumenti e tecnologie assistive.
Cosa fare adesso
In vista di settembre, alcuni passaggi concreti aiutano ad arrivare pronti. Recuperare i PDP e i PEI degli alunni già seguiti, per verificare cosa ha funzionato e cosa aggiornare. Individuare, per ogni alunno con DSA, due o tre strumenti compensativi davvero utilizzabili in aula, invece di lunghi elenchi teorici. Chi entra in una nuova classe può chiedere alla segreteria la documentazione esistente e confrontarsi con il referente per l'inclusione dell'istituto, spesso il primo punto di contatto per dubbi pratici.
L'inclusione, in fondo, non si misura sulla quantità di sigle citate in un documento, ma sulla capacità di rendere una lezione accessibile a tutti. Gli strumenti ci sono: il lavoro vero è sceglierli bene e usarli con continuità.




