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Scuola

Furti nelle scuole: 3 milioni dal MIM, domande su SIDI

08 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Le scuole statali che negli ultimi anni hanno subito furti, atti vandalici o danneggiamenti ai propri beni possono ora chiedere un contributo economico al Ministero. Da oggi, 8 luglio, è aperta su SIDI la rilevazione del fabbisogno: le domande vanno presentate entro le 23:59 del 24 luglio 2026 e possono essere inoltrate solo dal dirigente scolastico. Le risorse complessive ammontano a 3 milioni di euro per l'anno finanziario 2026.

È una misura che interessa direttamente dirigenti e segreterie: chi ha in casa un episodio documentato ha poco più di due settimane per far arrivare la richiesta al Ministero. Vediamo chi può partecipare, cosa serve e come si compila la domanda.

Chi può chiedere il contributo

Possono partecipare le istituzioni scolastiche ed educative statali di ogni ordine e grado che abbiano subito danni a beni strumentali indispensabili per l'attività didattica e amministrativa. L'obiettivo dichiarato è aiutare le scuole colpite a rimettersi in funzione in fretta, coprendo il danno su materiali, arredi, strumentazione e laboratori compromessi dall'evento.

Conta il momento in cui il danno si è verificato: la rilevazione riguarda gli episodi avvenuti tra il 5 novembre 2023 e il 30 giugno 2026. Restano quindi fuori i fatti precedenti a quella data e quelli successivi, che eventualmente rientreranno in future rilevazioni.

Il requisito da non dimenticare: la denuncia

C'è un presupposto che rende ammissibile la richiesta: per ogni evento la scuola deve aver presentato regolare denuncia alle autorità competenti. In fase di compilazione la denuncia va allegata al modulo relativo allo specifico episodio, per cui vale la pena recuperare fin da subito la copia del verbale prima di aprire la procedura.

Un secondo punto importante riguarda le aspettative: la presentazione della domanda non garantisce automaticamente il contributo. Le risorse sono limitate ai 3 milioni disponibili e vengono assegnate sulla base dell'istruttoria del Ministero e del fabbisogno complessivo che emergerà dalle scuole. La rilevazione serve appunto a fotografare quanto serve, prima di distribuire i fondi.

Come si presenta la domanda su SIDI

La procedura è interamente telematica e passa solo dal Sistema Informativo dell'Istruzione (SIDI). L'accesso è riservato al dirigente scolastico, che deve seguire questo percorso all'interno del portale:

Nella stessa sezione è disponibile anche la guida operativa per la compilazione, utile a segreterie e DSGA che affiancano il dirigente nella predisposizione dei dati. Al termine della compilazione il dirigente scarica il file con i dati inseriti, lo firma digitalmente (in formato pdf o p7m) e lo ricarica in piattaforma: è quest'ultimo passaggio che perfeziona la rilevazione. Senza il caricamento del file firmato, la domanda non risulta trasmessa.

Il Ministero avverte inoltre che non verranno prese in considerazione istanze inviate con modalità diverse da quella prevista su SIDI: niente PEC, moduli cartacei o canali alternativi. Chi non passa dalla piattaforma resta fuori.

Date e cose da fare adesso

La finestra è breve e la scadenza cade in piena estate, quando molte segreterie lavorano a organico ridotto: conviene non ridursi all'ultimo giorno.

In pratica, per le scuole interessate il primo passo è verificare di avere la denuncia agli atti per ciascun evento, quindi entrare in SIDI e compilare la scheda entro il termine, firmando e ricaricando il file. Il dettaglio delle indicazioni operative è nella circolare del Ministero, disponibile sul sito istituzionale: circolare n. 43685 del 7 luglio 2026.

Per le scuole che hanno vissuto un furto o un raid vandalico, spesso con costi imprevisti a carico del bilancio, è un'occasione concreta di ristoro: vale la pena non lasciarla scadere.

Tags: dirigenti scolastici finanziamenti sidi
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