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Concorsi

Concorsi scuola 2026: nuovi bandi, cosa sappiamo davvero

07 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

In questo momento non c'è alcun nuovo bando di concorso scuola aperto a cui candidarsi. Il grande ciclo di concorsi legato al PNRR si sta chiudendo e il prossimo concorso "ordinario" per docenti è atteso, ma non è ancora ufficiale: ad oggi non esistono un bando, un numero di posti definito né un calendario delle prove. Chi teme di perdere una scadenza imminente può stare tranquillo, ma è utile capire cosa sta cambiando e come muoversi.

Il ciclo PNRR si chiude con il concorso PNRR3

Negli ultimi anni le assunzioni dei docenti sono state scandite dai tempi stretti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che ha portato a tre concorsi straordinari consecutivi. L'ultimo, il cosiddetto PNRR3, è stato bandito a fine 2025 per complessivi 58.135 posti tra infanzia, primaria e secondaria, su posto comune e di sostegno. Le prove si sono svolte nella prima parte del 2026 e le graduatorie di merito erano attese entro il 30 giugno scorso, in linea con l'obiettivo europeo di circa 70.000 assunzioni complessive.

Da quelle graduatorie arriva una parte delle immissioni in ruolo del prossimo settembre. Attenzione, però: il PNRR3 è un concorso già svolto, non una nuova procedura aperta. È un punto che genera parecchia confusione, perché l'etichetta "concorso 2026" viene usata per indicare cose molto diverse tra loro.

Il prossimo concorso ordinario: atteso, non ancora ufficiale

Chiusa la fase PNRR, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha manifestato l'intenzione di tornare a concorsi ordinari, banditi con maggiore regolarità: l'orientamento dichiarato è arrivare a un concorso l'anno, per evitare le lunghe attese del passato e ridurre il ricorso alle supplenze.

Tradurre questa intenzione in date certe, oggi, non è possibile. Il bando del nuovo concorso ordinario non è stato pubblicato, e le ipotesi che circolano — pubblicazione tra fine 2026 e inizio 2027 — restano appunto ipotesi, non impegni ufficiali. Un elemento è però ragionevolmente prevedibile: chi vincesse questa procedura non entrerebbe in ruolo a settembre 2026. Secondo il quadro normativo ordinario, le assunzioni decorrerebbero dall'anno scolastico 2027/28. Chi partecipa deve quindi mettere in conto tempi non brevissimi tra bando, prove, graduatorie e nomina.

Requisiti: cosa serve per partecipare

Con la fine del regime transitorio legato al PNRR, l'accesso torna alle regole "a regime" previste dalla riforma del reclutamento. In pratica, per la scuola secondaria servirà la laurea coerente con la classe di concorso insieme all'abilitazione, che si consegue con i percorsi universitari da 60 CFU. Per infanzia e primaria resta centrale la laurea in Scienze della formazione primaria (o il diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002). Per i posti di sostegno è richiesta la specifica specializzazione.

Le scorciatoie della fase straordinaria — come l'accesso con i soli 24 CFU o con tre anni di servizio — erano legate ai concorsi PNRR e non sono pensate per valere come canale ordinario. Chi punta al prossimo concorso, quindi, farebbe bene a lavorare fin da ora sull'abilitazione.

Cosa fare adesso

Non c'è una domanda da presentare e nessuna scadenza da rincorrere: il consiglio più utile è non farsi guidare da date "ufficiose". Il tempo che separa dal prossimo bando è prezioso per completare i titoli — abilitazione, specializzazione, eventuali CFU mancanti — così da arrivare pronti quando la procedura sarà davvero aperta.

Va ricordato, infine, che il concorso non è l'unica strada per lavorare nella scuola nell'immediato: per le supplenze restano le graduatorie provinciali (GPS) e, per chi ha superato le prove dei concorsi recenti, gli elenchi regionali degli idonei. Sono strumenti diversi dal ruolo, ma nel breve periodo pesano più di un bando ancora da scrivere.

Per seguire gli sviluppi conviene affidarsi ai canali istituzionali: gli annunci reali passano dalla sezione concorsi del Ministero dell'Istruzione e del Merito e dalla Gazzetta Ufficiale, dove vengono pubblicati i bandi con posti, requisiti e calendari. Fino a quel momento, ogni cifra o data va presa con prudenza.

Tags: precariato docenti concorso
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