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Scienze Formazione Primaria: prova d'accesso l'11 settembre 2026

05 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Chi punta a diventare maestro di scuola dell'infanzia o primaria ha ora una data certa: la prova di ammissione al corso di laurea in Scienze della formazione primaria (LM-85 bis) per l'anno accademico 2026/2027 si terrà giovedì 11 settembre 2026, alle ore 11:00, in contemporanea in tutti gli atenei. A stabilirlo è un decreto firmato dal Ministero dell'Università e della Ricerca il 3 luglio scorso, che fissa anche struttura e contenuti del test. Attenzione però: la data è nazionale e uguale per tutti, ma iscrizioni, numero di posti e tasse dipendono dal bando di ciascuna università, che uscirà separatamente.

È la distinzione che conta di più per chi si prepara. Il Ministero decide quando si fa la prova e cosa contiene; sono i singoli atenei a dire quanti candidati potranno entrare, come e quando iscriversi, quanto pagare. Per questo il primo passo pratico è tenere d'occhio il sito dell'università in cui si vuole studiare.

Com'è fatta la prova

Il test è uguale per tutti nella struttura: ottanta domande a risposta multipla, ciascuna con quattro opzioni e una sola risposta giusta, da svolgere in 150 minuti. Le domande si dividono in tre aree:

Il punteggio funziona in modo semplice e senza penalità: 1 punto per ogni risposta esatta, zero punti per una risposta sbagliata o non data. Non conviene quindi lasciare caselle in bianco per paura di perdere punti, perché l'errore non toglie nulla. Per rientrare nella graduatoria degli idonei serve un punteggio non inferiore a 55 su 80.

Il bonus per la certificazione di inglese

C'è un elemento che può fare la differenza in graduatoria: chi possiede una certificazione di inglese riconosciuta ottiene un punteggio aggiuntivo, che si somma al risultato della prova. Il bonus cresce con il livello: 3 punti per il B1, 5 per il B2, 7 per il C1, 10 per il C2. Se si hanno più certificazioni vale solo quella di livello più alto — i punteggi non si sommano tra loro. È un dettaglio che può pesare parecchio, soprattutto dove i posti sono pochi e la concorrenza è alta.

Quanti posti e come ci si iscrive

Su questi due punti, decisivi, il decreto non dà cifre: la ripartizione dei posti tra gli atenei arriverà con un provvedimento successivo, mentre modalità e termini di iscrizione saranno definiti dai bandi delle singole università. La regola generale prevede che ogni ateneo pubblichi il proprio bando almeno 30 giorni prima della prova: chi mira a un corso specifico dovrebbe quindi aspettarsi le informazioni ufficiali indicativamente entro la prima metà di agosto, e verificarle direttamente sul sito dell'università scelta.

Il decreto conferma anche una possibilità utile a chi arriva da un altro percorso: i laureati della classe L-19 (Scienze dell'educazione e della formazione) in possesso dei requisiti richiesti, superata la prova, possono essere ammessi direttamente al terzo anno (o al secondo, se mancano alcuni requisiti), senza ricominciare da capo.

Candidati con DSA, disabilità o invalidità

Per chi ha una diagnosi di DSA è previsto un tempo aggiuntivo fino al 30% in più; per i candidati con disabilità o invalidità riconosciuta ai sensi della legge 104 il tempo in più può arrivare fino al 50%, oltre agli ausili e alle misure compensative necessarie. La richiesta va presentata all'ateneo secondo le modalità indicate nel bando, allegando la certificazione o la diagnosi. Anche qui, quindi, il riferimento operativo resta il bando universitario.

Cosa fare adesso

In sintesi, la data da fissare in agenda è giovedì 11 settembre 2026. Nelle prossime settimane conviene concentrarsi su tre cose: individuare l'ateneo (o gli atenei) di interesse e monitorarne il sito per il bando; preparare in anticipo l'eventuale certificazione linguistica, che porta punti preziosi; impostare lo studio sulle tre aree del test, con un peso maggiore sulla parte linguistico-logica, che da sola vale metà delle domande. Il testo completo del decreto e dei programmi d'esame è disponibile sul sito del Ministero dell'Università e della Ricerca.

Tags: docenti concorso normativa
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