Se aspetti la prossima occasione per entrare di ruolo, la notizia è che il reclutamento dei docenti non si ferma con il PNRR3: il passo successivo è il ritorno al concorso ordinario "a regime", atteso nella seconda metà del 2026 ma senza date ancora ufficiali. Attenzione però a una cosa: chi vincesse questa procedura non entrerebbe in ruolo a settembre 2026, perché le assunzioni decorrerebbero in via ordinaria dall'anno scolastico 2027/2028. Tradotto: c'è tempo per prepararsi, ma conviene iniziare a mettere in ordine i titoli fin da ora.
A che punto siamo: il PNRR3 in dirittura d'arrivo
La grande procedura ancora in corso è il concorso PNRR3, l'ultima delle tre selezioni straordinarie finanziate dai fondi europei. È stata bandita a fine 2025 con i decreti dipartimentali n. 2938 e n. 2939 del 9 ottobre 2025, per un totale di 58.135 posti tra scuola dell'infanzia, primaria e secondaria, su posto comune e di sostegno.
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito aveva indicato come traguardo la conclusione delle graduatorie di merito entro il 30 giugno scorso, in linea con gli impegni presi con Bruxelles. Da questa procedura arriva una parte delle immissioni in ruolo per il prossimo settembre. Va ricordato che gli elenchi degli idonei (fino al 30% dei posti) restano validi anche negli anni successivi: chi ha superato le prove senza rientrare tra i vincitori conserva quindi una possibilità concreta di assunzione tramite scorrimento.
Il prossimo passo: il concorso ordinario "a regime"
Terminata la fase legata al Piano nazionale di ripresa e resilienza, il MIM si prepara ad avviare una nuova stagione di concorsi ordinari. La cornice normativa di riferimento è il DM 205/2023. Che ci sia la volontà di ripartire lo conferma anche il fatto che, con un DPCM dell'ottobre 2025 pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Ministero è stato autorizzato ad avviare procedure concorsuali per un contingente pluriennale di posti sul triennio scolastico 2025/26–2027/28.
Sulle tempistiche, però, serve prudenza. Le indicazioni circolate parlano di una pubblicazione del bando nel secondo semestre del 2026, con ipotesi tra novembre e dicembre e un possibile slittamento ai primi mesi del 2027. Si tratta di prospettive, non di date ufficiali: il nuovo bando esisterà solo quando sarà pubblicato sui canali del Ministero e sul portale INPA. Fino ad allora, meglio diffidare delle date "sicure" che si leggono in giro.
Cosa cambia rispetto al PNRR: i requisiti di accesso
Qui sta la differenza più importante rispetto alla fase straordinaria. Nella procedura ordinaria, l'accesso per la scuola secondaria è legato all'abilitazione sulla specifica classe di concorso, conseguita attraverso il percorso di formazione iniziale da 60 CFU, in aggiunta a una laurea coerente con la classe.
Le "scorciatoie" tipiche della fase transitoria — come i 24 CFU della vecchia normativa o i tre anni di servizio in luogo dell'abilitazione — erano pensate per la finestra straordinaria e non per il modello a regime. Chi punta alla cattedra, insomma, deve mettere in conto che a regime la via ordinaria per la secondaria passa dall'abilitazione.
Restano invece confermate le regole per gli altri ordini: per infanzia e primaria serve la laurea in Scienze della Formazione Primaria (o il diploma magistrale con valore abilitante conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002); per il sostegno la specializzazione conseguita tramite TFA resta imprescindibile e non è sostituibile da CFU o da servizio.
Non solo docenti: le altre procedure del 2026
Il 2026 è un anno affollato di procedure diverse, che è bene non confondere tra loro. Oltre al PNRR3 in chiusura e all'ordinario in attesa, sono in movimento anche:
- gli elenchi regionali per le immissioni in ruolo e le supplenze annuali 2026/2027, la cui finestra di domanda si è chiusa lo scorso maggio;
- il TFA sostegno, con le prove di accesso del nuovo ciclo in calendario a luglio;
- le procedure per il personale ATA, con l'aggiornamento delle graduatorie permanenti (concorso "24 mesi") bandito nella primavera 2026.
Sono binari paralleli: ciascuno ha requisiti, prove e graduatorie autonome. Prima di muoverti, verifica a quale procedura appartieni davvero.
Cosa fare adesso
In attesa del bando ordinario, ci sono tre mosse utili fin da subito:
- Controlla i titoli. Verifica che la tua laurea contenga tutti i CFU richiesti per la classe di concorso che ti interessa: è l'errore su cui più candidati rischiano di inciampare.
- Programma l'abilitazione. Se ti manca, informati per tempo sui percorsi da 60 CFU e sulle finestre di iscrizione degli atenei, tenendo presente che l'accesso è a numero programmato.
- Segui i canali ufficiali. La fonte da monitorare per il bando è la pagina del MIM dedicata ai concorsi del personale docente; il testo delle norme è consultabile su Normattiva.
Quando il decreto uscirà, saranno il bando stesso e le relative tabelle a fissare posti per regione e classe di concorso, requisiti puntuali, prove e scadenze. Nel frattempo, il sistema continua a funzionare con le graduatorie già in essere: quelle del PNRR3 resteranno valide anche negli anni successivi per gli scorrimenti. Per orientarsi tra le fonti primarie è utile la pagina dei concorsi del personale docente sul sito del MIM.