Se punti a una supplenza per il prossimo anno scolastico, la prima cosa da sapere è che la MAD non è più la porta d'ingresso principale: per il 2026/2027 le nomine seguono un ordine preciso e la scuola può cercare docenti "fuori graduatoria" tramite interpello solo quando le liste ufficiali sono esaurite. Capire questa sequenza ti evita di puntare tutto sullo strumento sbagliato.
Il quadro delle supplenze 2026/2027 è definito dall'Ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 e dalla successiva circolare operativa del Ministero dell'Istruzione e del Merito, la n. 11814 del 6 maggio 2026. Sono i due testi che stabiliscono chi viene chiamato, in che ordine e con quali strumenti.
L'ordine delle chiamate: prima le graduatorie
Per le supplenze annuali (fino al 31 agosto) e per quelle fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), il sistema informativo attinge nell'ordine dalle graduatorie a esaurimento (GAE) e, quando queste sono esaurite o incapienti, dalle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS). Solo in subordine si passa alle graduatorie d'istituto, usate soprattutto per le supplenze brevi e temporanee.
Chi è in GPS e vuole ricevere incarichi lunghi deve però presentare l'apposita istanza per la scelta delle sedi (le cosiddette 150 preferenze): la relativa finestra è fissata dal 16 al 29 luglio 2026 su Istanze Online (POLIS). Chi non la presenta viene trattato come rinunciatario per l'assegnazione informatizzata annuale, pur restando in graduatoria. Attenzione a un caso particolare: chi era inserito nel biennio precedente e non ha presentato né la domanda di aggiornamento/permanenza né l'istanza per le supplenze rischia, secondo la circolare, l'esclusione dalle GPS per l'intero biennio.
Interpello: cos'è e quando scatta
L'interpello è l'avviso con cui una singola scuola cerca un supplente quando le graduatorie disponibili non bastano. Non è un'alternativa "veloce" da usare a piacimento: la circolare è chiara nel prevedere che l'avviso possa essere pubblicato solo dopo l'esaurimento delle graduatorie d'istituto, comprese quelle delle scuole vicine. In quel caso l'istituto pubblica l'avviso sul proprio sito e ne invia copia all'Ufficio scolastico territoriale, che lo raccoglie in un'apposita sezione.
All'interpello può rispondere chi possiede il titolo idoneo (abilitazione o specializzazione per il sostegno, oppure, in subordine, il titolo di studio), a condizione di non aver già accettato un altro incarico a tempo determinato. È quindi la via che apre davvero a chi non è in graduatoria, ma resta un canale residuale, attivato solo dove manca personale in lista.
E la MAD? Cosa è cambiato davvero
La "messa a disposizione" — la candidatura spontanea inviata alle scuole — negli anni è stata percepita come una scorciatoia per chi non ha punteggio. Oggi il suo peso è molto ridotto: nel sistema disegnato dalla normativa vigente sono gli interpelli a regolare la ricerca di docenti fuori graduatoria, con regole e priorità precise. Inviare una candidatura generica, di per sé, non anticipa né scavalca l'ordine delle chiamate.
In pratica: una MAD può ancora avere una sua utilità marginale per farsi conoscere dalle segreterie, ma non è la procedura ordinaria per ottenere una supplenza e non sostituisce l'inserimento in graduatoria. Chi vuole lavorare stabilmente a scuola deve ragionare prima sulle GPS e sulle graduatorie d'istituto, e monitorare gli interpelli pubblicati dagli istituti.
Cosa fare adesso
Se sei già in GPS, la priorità è la corretta compilazione dell'istanza per le sedi nella finestra estiva: è il passaggio che ti mette in gioco per gli incarichi annuali. Se invece non hai punteggio, tieni d'occhio due canali: le graduatorie d'istituto (in cui ci si inserisce insieme alla domanda GPS, per le fasce previste) e gli avvisi di interpello pubblicati dalle scuole e riepilogati dagli Uffici scolastici territoriali.
Per verificare tempi e regole aggiornate il riferimento resta la pagina ministeriale dedicata: Graduatorie provinciali per le supplenze sul sito del MIM. Da lì è possibile risalire ai testi ufficiali e agli avvisi degli USR di riferimento. Trattandosi di procedure gestite a livello territoriale, conviene controllare periodicamente anche il sito del proprio Ufficio scolastico e quello delle scuole del territorio.