Se punti a una cattedra di sostegno e ti sei iscritto all'XI ciclo del TFA, la prima cosa da sapere è che la prova preselettiva si terrà tra il 14 e il 17 luglio, con una giornata diversa per ciascun grado di scuola. La seconda: mancano ancora alcuni giorni, quindi c'è tempo per arrivare preparati sui contenuti giusti. Vediamo com'è fatto il test, su cosa verte davvero e chi invece non deve sostenerlo.
Il calendario nazionale è stato fissato dal decreto del Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) che ha avviato il ciclo. Le prove si svolgono al mattino, in giornate distinte: 14 luglio per l'infanzia, 15 luglio per la primaria, 16 luglio per la secondaria di primo grado e 17 luglio per la secondaria di secondo grado. Ogni università organizza la prova nella propria sede, ma la struttura del test è la stessa in tutta Italia.
Come è fatto il test
La preselettiva dura 120 minuti e prevede 60 quesiti a risposta multipla, ciascuno con cinque opzioni fra cui una sola è corretta. Il punteggio funziona così: 0,5 punti per ogni risposta esatta, zero per una risposta sbagliata oppure lasciata in bianco. Non ci sono penalità.
Questo dettaglio ha una conseguenza pratica importante: poiché rispondere male non toglie punti, conviene rispondere a tutte le domande, anche a quelle su cui sei incerto. Lasciare in bianco un quesito equivale, in termini di punteggio, a sbagliarlo. Per la preselettiva, invece, non è previsto un punteggio minimo di sbarramento: la soglia di 21/30 vale per la prova scritta e per quella orale, non per la preliminare. Ciò che conta, alla preselettiva, è la posizione in graduatoria.
L'accesso alla prova scritta è infatti a numero chiuso: come previsto dal DM 92/2019, richiamato dal DM MUR 926/2026, sono ammessi i candidati collocati in graduatoria fino a un numero pari al doppio dei posti disponibili nella sede per quel grado, con l'aggiunta degli eventuali pari merito all'ultimo posto utile. In pratica non conta un punteggio assoluto, ma piazzarsi abbastanza in alto rispetto agli altri iscritti nella tua stessa sede.
Su cosa verte la prova
Le materie del test sono definite dalla normativa che disciplina i percorsi di specializzazione. In estrema sintesi, i 60 quesiti si distribuiscono su queste aree:
- Comprensione dei testi e competenze linguistiche in italiano. È l'area più corposa: la normativa fissa almeno 20 quesiti dedicati a questo ambito. Si tratta di lettura e analisi di brani, grammatica, lessico, sintassi. È anche la parte più "allenabile" con l'esercizio, quindi quella su cui conviene investire di più.
- Competenze didattiche, empatia e intelligenza emotiva, creatività e pensiero divergente. Il DM 30 settembre 2011 individua, accanto alle competenze linguistiche, aree dedicate alle competenze didattiche, all'empatia e all'intelligenza emotiva, alla creatività e al pensiero divergente, oltre alle competenze organizzative e giuridiche. Utile non incaponirsi su un singolo quesito complesso: rischi di bruciare minuti preziosi.
- Competenze socio-psico-pedagogiche e didattiche. È il cuore tematico: psicologia dello sviluppo, pedagogia speciale, teorie dell'apprendimento, didattica inclusiva, il modello ICF e il Profilo di Funzionamento, la struttura del PEI.
- Normativa scolastica sull'inclusione. I riferimenti costituzionali sul diritto all'istruzione, la Legge 104/1992 e le principali norme sull'inclusione degli alunni con disabilità.
I contenuti specifici dei quesiti li elabora ogni singolo ateneo all'interno di queste macroaree: non risulta una banca dati nazionale ufficiale da cui vengono estratte le domande, a differenza di altri concorsi pubblici. Per questo il metodo più efficace resta esercitarsi sulle prove dei cicli passati, per prendere confidenza con la tipologia e i tempi.
Chi non deve sostenere la preselettiva
Non tutti passano dal test. Accedono direttamente alla prova scritta, senza preselettiva, i candidati che nei dieci anni scolastici precedenti hanno svolto almeno tre annualità di servizio sullo specifico posto di sostegno del grado per cui concorrono (anche non consecutive). Sono inoltre esonerati dalla preselettiva, ai sensi dell'art. 20, comma 2-bis, della Legge 104/1992, i candidati con handicap affetti da invalidità uguale o superiore all'80%.
C'è poi un caso in cui la preselettiva salta per tutti: se in un ateneo il numero di iscritti a un determinato grado è pari o inferiore al doppio dei posti banditi, la prova preliminare viene soppressa e si va direttamente allo scritto. Vale la pena verificare la situazione della propria sede: alcuni gradi, in certe regioni, potrebbero rientrare in questa ipotesi.
Cosa fare adesso
Nei prossimi giorni concentra lo studio dove rende di più: le competenze linguistiche e la comprensione del testo, che da sole pesano per almeno un terzo del punteggio e sono le più prevedibili. Ripassa poi i fondamentali di pedagogia speciale e la normativa base sull'inclusione. Il giorno della prova, ricorda la regola d'oro del punteggio: rispondi a tutte le domande, gestisci il tempo (in media due minuti a quesito) e non fermarti troppo a lungo su un singolo item.
Per gli aspetti organizzativi — sede, orario preciso di convocazione, documenti da portare — fai riferimento al bando del tuo ateneo, che contiene le indicazioni operative specifiche. Le informazioni generali e il testo del provvedimento ministeriale sono consultabili sul sito del Ministero dell'Università e della Ricerca.




