Chi verrà immesso in ruolo dal 1° settembre 2026 dovrà affrontare l'anno di formazione e prova: un periodo annuale di servizio accompagnato da 50 ore di formazione, dall'osservazione in classe con un tutor e da un portfolio da costruire sulla piattaforma INDIRE, il tutto chiuso da un colloquio finale davanti al comitato di valutazione. È il passaggio obbligatorio per ottenere la conferma in ruolo, e conviene arrivarci sapendo fin dall'inizio quali sono gli adempimenti e i requisiti di validità.

La cornice del percorso è ormai stabile da alcuni anni: si fonda sulla disciplina del periodo annuale di prova (art. 13 del D.Lgs. 59/2017 e D.M. 226/2022) e viene di norma accompagnata da una nota operativa del Ministero che fissa calendario e dettagli dell'anno in corso; per l'a.s. 2025/26, ad esempio, la nota MIM risulta la prot. 95371 dell'11 dicembre 2025. Per il 2026/27 non risultano al momento indicazioni operative definitive: le indicazioni (scadenze, data del primo incontro nazionale, modelli aggiornati) arriveranno con l'avvio dell'anno scolastico, e allo stato attuale il portale INDIRE risulta ancora riferito al 2025/26. Nel frattempo l'impianto degli obblighi resta quello consolidato, ed è utile conoscerlo in anticipo.

Le 50 ore di formazione, come sono suddivise

Il monte ore complessivo è di 50 ore, aggiuntive rispetto ai normali impegni di servizio. Sulla base dell'articolazione applicata negli ultimi anni e confermata per il 2025/26 — non ancora ufficializzata per il 2026/27 da una nota dedicata — le ore si distribuiscono così:

  • 6 ore di incontri iniziali e finali, in presenza o online;
  • 12 ore di laboratori formativi, collegati alle linee di investimento del PNRR e da svolgere sulla piattaforma Scuola Futura;
  • 12 ore di peer to peer, cioè l'osservazione reciproca in classe tra neoassunto e tutor;
  • 20 ore di formazione online sulla piattaforma INDIRE, dedicate alla documentazione e alla riflessione professionale.

La piattaforma di riferimento è neoassunti.indire.it, a cui si accede tramite login ministeriale (sistema IAM). Qui il docente elabora il bilancio delle competenze iniziale e finale e costruisce il portfolio professionale, il documento che raccoglie le attività didattiche svolte e restituisce il percorso di crescita durante l'anno.

Il tutor e il portfolio

A ogni neoassunto viene assegnato un tutor accogliente, individuato dal dirigente scolastico e preferibilmente della stessa disciplina o area. Un tutor può seguire al massimo tre docenti. È la figura che accompagna tutto il percorso e cura l'osservazione in classe; nel quadro delineato dall'art. 13 del D.Lgs. 59/2017 e dal D.M. 226/2022, il tutor svolge una funzione istruttoria a supporto del comitato di valutazione ai fini della valutazione finale. Il dirigente, dal canto suo, stipula il patto per lo sviluppo professionale, osserva l'attività didattica e redige la relazione finale.

Il requisito dei 180 giorni

Al di là della formazione, il nodo pratico più delicato è quello dei giorni di servizio. Per la validità dell'anno di prova servono almeno 180 giorni di servizio nell'anno scolastico, di cui almeno 120 dedicati ad attività didattica in classe. Nei 180 rientrano anche scrutini, esami, formazione e attività collegiali; restano fuori congedi straordinari e aspettative.

Il margine può rivelarsi più stretto di quanto sembri: un'assenza prolungata a metà anno può mettere a rischio il raggiungimento dei giorni richiesti e quindi la chiusura del percorso. Chi lavora in part-time o con cattedra ridotta ha i requisiti riparametrati in proporzione. Per chi ottiene la nomina con decorrenza successiva al 1° settembre è opportuno verificare con la propria segreteria come si computano i giorni richiesti in rapporto alla durata effettiva del contratto.

Chi deve svolgerlo (e chi arriva da abilitazione o TFA sostegno)

L'obbligo riguarda tutti i docenti neoassunti a tempo indeterminato, compresi i vincitori dei concorsi PNRR, chi ottiene un passaggio di ruolo e chi deve recuperare l'anno per proroga o esito negativo. Vale anche per diverse categorie che entrano attraverso i percorsi abilitanti e per chi arriva dalle graduatorie del sostegno.

Un punto merita attenzione per chi entra con i percorsi abilitanti recenti: in alcune procedure il superamento dell'anno di prova non basta da solo, perché è previsto anche il conseguimento dei crediti formativi universitari richiesti dalla normativa e, in determinati casi, una prova disciplinare finale. Chi si trova in queste situazioni farà bene a verificare fin da subito, con la propria segreteria, quale iter specifico gli si applica, perché i tempi e gli adempimenti non sono identici per tutti.

Diverso è il caso di chi ha già superato l'anno di prova e cambia posizione nello stesso grado di istruzione: secondo la nota MIM per il 2025/26, i docenti che passano da posto comune a sostegno o viceversa, così come chi cambia classe di concorso nello stesso grado, non devono svolgere il periodo di prova. Resta comunque opportuno verificare con la propria segreteria la corretta applicazione al proprio caso, poiché la disciplina non è identica per tutte le situazioni.

Come si chiude l'anno

Il percorso termina con la valutazione finale: il docente sostiene un colloquio davanti al comitato di valutazione, incentrato sulle attività documentate nel portfolio. Il comitato esprime un parere non vincolante, sulla cui base il dirigente scolastico emette il decreto di conferma in ruolo. Il mancato raggiungimento anche di un solo requisito — le 50 ore, i 180 giorni, la documentazione — può comportare il rinvio dell'anno di prova all'anno scolastico successivo.

Cosa fare adesso

Per chi attende l'immissione in ruolo 2026/27 non c'è nulla da attivare prima dell'inizio dell'anno: la piattaforma INDIRE apre a percorso avviato e le scadenze verranno scandite dalla nota ministeriale attesa con l'avvio dell'anno scolastico. Conviene però tenere presenti fin d'ora tre cose: la formazione è aggiuntiva rispetto all'orario ordinario, quindi va pianificata; il vincolo dei 180 giorni impone prudenza con le assenze; e chi arriva da percorsi abilitanti o dal sostegno dovrebbe chiarire per tempo, con la segreteria, se il suo iter prevede adempimenti ulteriori. Le indicazioni ufficiali via via aggiornate si trovano sul portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito e sull'ambiente dedicato di INDIRE.