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Assegnazioni provvisorie 2026/27: domande attese a luglio

02 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Chi conta di avvicinarsi a casa per un anno con l'assegnazione provvisoria per ora non deve fare nulla: le funzioni non sono aperte e, allo stato attuale, non risulta ancora pubblicata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito la nota con le date delle domande per il 2026/27 (la pagina ministeriale dedicata riporta ancora la procedura 2025/26). Sulla base di quanto avvenuto lo scorso anno, le istanze sono attese verosimilmente a luglio, ma finché non esce l'avviso ufficiale ogni scadenza che circola è una stima, non una scadenza a cui rispondere.

Vale però la pena usare bene questi giorni di attesa: quando le funzioni si aprono, i tempi per compilare sono in genere stretti, e arrivare con documenti e credenziali già in ordine fa la differenza.

Di cosa parliamo

L'assegnazione provvisoria e l'utilizzazione sono forme di mobilità che dura un solo anno scolastico. Permettono a chi è di ruolo di lavorare in una sede diversa da quella di titolarità, senza però perderla: la scuola di appartenenza e il punteggio già maturato restano lì, pronti a riaccogliere il docente o l'ATA l'anno successivo.

Non è uno strumento per "migliorare la sede" in base ai titoli, come avviene con la mobilità ordinaria. Si chiede per motivi personali e familiari precisi: tra i più frequenti il ricongiungimento al coniuge, alla parte dell'unione civile o al convivente, l'assistenza a un familiare con disabilità ai sensi della Legge 104/1992 e gravi esigenze di salute documentate. Il CCNI sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie prevede però anche altri presupposti, come il ricongiungimento ai figli, agli affidati, ai genitori e ulteriori casi disciplinati dal contratto integrativo: è quindi opportuno verificare l'elenco completo delle condizioni ammesse sul testo di riferimento prima di presentare la domanda.

A che punto siamo

Il quadro delle regole è fissato dal contratto integrativo sulla mobilità annuale sottoscritto lo scorso anno per il triennio 2025–2028. Per il 2026/27, che è il secondo anno di validità, non serve un accordo nuovo "da zero": manca però il passaggio operativo, cioè la nota del MIM con calendario e modulistica aggiornata. Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, tra i temi del confronto tra amministrazione e sindacati rientrerebbe anche il nodo delle deroghe al vincolo di permanenza nella sede per i docenti con figli minori: è un aspetto da verificare direttamente sul testo, una volta reso definitivo.

Come riferimento utile, lo scorso anno le domande per il 2025/26 si presentarono dal 14 al 25 luglio. È un'indicazione di massima sul periodo, non una previsione delle date di quest'anno: faranno fede solo l'avviso del Ministero e la nota operativa.

Come si presenta la domanda

Le modalità, che per il 2026/27 dovranno essere confermate dalla nota ministeriale, dovrebbero ricalcare quelle consolidate lo scorso anno e cambiano a seconda del contratto:

La domanda si presenta per una sola provincia, indicando le sedi preferite — scuole, comuni, distretti — nell'ordine che si desidera. L'ordine delle preferenze pesa sull'esito: vale la pena ragionarci con calma prima di compilare.

Un aspetto da mettere in conto

Prima di decidere se chiedere l'assegnazione provvisoria conviene ricordare un effetto spesso richiamato dalla prassi: l'anno trascorso fuori sede, di norma, non fa maturare punteggio di continuità nella scuola di titolarità. Si tratta di un aspetto da verificare sul testo contrattuale di riferimento; la sede e il punteggio già accumulato restano comunque, ma è un elemento da valutare per chi ragiona in prospettiva su una sistemazione stabile. Diverso il caso dell'utilizzazione, che nella procedura ha una sua priorità: se ne ricorrono i presupposti, vale la pena capire quale delle due strade convenga, per non incorrere in esclusioni tecniche.

Cosa preparare adesso

In attesa della nota, si può già mettere in ordine tutto ciò che servirà, così da non rincorrere all'ultimo minuto:

Il consiglio pratico, per ora, è uno solo: tenere d'occhio la pagina ufficiale del Ministero dedicata a utilizzazioni e assegnazioni provvisorie, dove verranno pubblicati avviso, date e moduli. Appena la nota sarà online, lì troverete le scadenze certe: fino ad allora, non c'è nulla da inviare, ma c'è molto da preparare.

Tags: Ata docenti mobilità
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