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Carta docente: cosa scade il 31 agosto 2026 e cosa no

02 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Se apri il portale della Carta del docente e vedi un saldo più alto del previsto, attenzione: il 31 agosto 2026 non azzera tutto il borsellino. A scadere è solo l'eventuale residuo dell'anno scolastico 2024/2025. I 383 euro accreditati per il 2025/2026 restano invece al sicuro e potrai spenderli con calma fino all'estate del 2027.

È una distinzione che manda in confusione molti docenti, soprattutto chi in questi anni ha usato poco il bonus e si ritrova ora somme di annualità diverse sommate nella stessa dashboard. Vediamo cosa scade davvero e cosa conviene fare prima della fine di agosto.

Cosa scade il 31 agosto 2026

La regola di fondo è la biennalità: ogni somma accreditata si può spendere nell'anno di erogazione e in quello successivo. Da qui la scadenza del 31 agosto 2026:

Il portale, quando generi un buono, scala in automatico prima il credito più vecchio: se hai un saldo complessivo di, poniamo, 600 euro, i primi soldi a essere spesi sono quelli in scadenza imminente. È un meccanismo che gioca a tuo favore, ma solo se effettui almeno un acquisto prima del 31 agosto. Se resti fermo, il residuo 2024/2025 sparisce senza recupero.

Perché il saldo sembra "gonfiato"

Molti docenti oggi hanno nel borsellino elettronico somme appartenenti a due annualità diverse e leggono il totale come se fosse tutto denaro con la stessa scadenza. Non è così: la piattaforma tiene separate le quote e associa a ciascuna la propria data limite. Vale quindi la pena entrare nel portale e controllare il dettaglio per annualità, non solo la cifra complessiva, così da capire quanto devi spendere subito e quanto puoi rimandare.

La verifica del saldo si fa direttamente sulla piattaforma ufficiale, accedendo con SPID o CIE: cartadeldocente.istruzione.it.

I 383 euro del 2025/2026 e la platea più ampia

Per l'anno scolastico in corso l'importo individuale è di 383 euro, in calo rispetto ai 500 degli anni precedenti. Secondo la nota del Ministero dell'Istruzione e del Merito, la riduzione non è un taglio alla formazione ma il risultato della redistribuzione dello stesso fondo su una platea molto più ampia, che ha superato il milione di beneficiari.

La novità principale è proprio l'ingresso stabile dei precari: hanno diritto al bonus anche i docenti con supplenza annuale (contratto al 31 agosto) e quelli con contratto fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), oltre al personale educativo di convitti ed educandati. Resta invece escluso il personale ATA, un nodo su cui i sindacati continuano a chiedere un intervento. La FGU-Snadir, pur criticando duramente la riduzione a 383 euro, ha rivendicato l'estensione ai precari come un risultato ottenuto dopo anni; la UIL Scuola, per voce del segretario generale Giuseppe D'Aprile, ha ribadito l'ingiustizia dell'esclusione degli ATA.

Occhio alla regola dei quattro anni su pc e tablet

Una novità che pesa sulla pianificazione degli acquisti: l'hardware e il software si possono comprare solo una volta ogni quattro anni. In pratica, se usi il bonus 2025/2026 per un notebook o un tablet, non potrai ripetere quel tipo di acquisto per i quattro anni successivi. Se stai valutando un dispositivo, meglio ragionarci prima di generare il buono, tenendo conto anche del residuo in scadenza.

Per il resto, le categorie di spesa restano ampie e quest'anno si sono allargate: oltre a libri, corsi di formazione, musei, teatri e cinema, sono stati inclusi anche gli strumenti musicali e i servizi di trasporto di persone (abbonamenti e biglietti presso esercenti accreditati).

Cosa fare adesso

In sintesi: nessun panico da "azzeramento totale" a fine agosto. La scadenza riguarda solo il residuo dell'annualità più vecchia. Un controllo del saldo in questi giorni, con calma, basta per non lasciare soldi sul tavolo.

Tags: docenti carta docente bonus
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