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Concorso INPS 2026: 1.695 posti aperti anche ai laureati in Pedagogia

Concorso INPS 2026: 1.695 posti aperti anche ai laureati in Pedagogia

L'INPS cerca 1.695 funzionari a tempo indeterminato e, tra le lauree che danno accesso al concorso, ci sono anche Pedagogia e Scienze dell'educazione: una porta d'ingresso nel pubblico impiego per molti laureati dell'area scuola. Chi ha il titolo giusto ha tempo fino al 27 luglio 2026 per candidarsi sul portale InPA. Vale la pena leggere bene i requisiti, perché c'è un dettaglio che taglia fuori una parte degli aspiranti.

Il bando è stato pubblicato a fine giugno. Sul bando ufficiale pubblicato sul portale InPA risultano 1.695 posti; la pagina dell'INPS segnala eventuali rettifiche, da verificare sempre nella documentazione ufficiale. Le assunzioni sono distribuite in tutta Italia.

Chi può partecipare (e l'insidia da non sottovalutare)

Il profilo messo a concorso è quello di funzionario per la progettazione, l'erogazione e il controllo dei servizi (sigla PECS): in concreto, personale che gestisce le prestazioni previdenziali e assistenziali nelle strutture INPS sul territorio.

L'elenco delle lauree ammesse è ampio e copre molte aree, da quella economico-giuridica a quella umanistica e sociale. Per il pubblico della scuola la notizia è che vi figurano esplicitamente Pedagogia, Scienze dell'educazione e Scienze della formazione primaria, insieme a Lettere, Lingue, Filosofia, Materie letterarie, Storia, Psicologia e Sociologia.

Attenzione però a un punto decisivo: serve una laurea del vecchio ordinamento, specialistica o magistrale. La sola laurea triennale non basta per accedere. Prima di tutto, quindi, conviene controllare la classe del proprio titolo: è il primo filtro che esclude una parte degli interessati.

Come e quando fare domanda

La domanda si presenta esclusivamente online, sul Portale del reclutamento InPA, autenticandosi con SPID, CIE, CNS o eIDAS. Serve anche un indirizzo PEC o un domicilio digitale. La scadenza è fissata alle 23:59 del 27 luglio 2026: la domanda può essere modificata o integrata fino alla scadenza e vale l'ultimo invio, ma è prudente non ridursi agli ultimi giorni.

Un aspetto da valutare con cura è la sede: ogni candidato può indicarne una sola, scelta tra quelle del bando, da dichiarare nella domanda. I posti sono concentrati soprattutto su Direzione Generale, Roma, Milano e alcune regioni del Centro-Nord. È un dato che incide concretamente sulle probabilità di rientrare in graduatoria.

Il bando e la ripartizione completa dei posti sono consultabili sul portale InPA e sul sito dell'INPS, nella sezione dedicata ad avvisi, bandi e concorsi.

Come si svolge la selezione

Se le domande supereranno le 4.000, è prevista una prova preselettiva con 60 quesiti a risposta multipla su logica, comprensione verbale, inglese, informatica e cultura generale. Il punteggio della preselezione serve solo per accedere alla fase successiva e non conta nella graduatoria finale.

Segue una prova scritta articolata in due sezioni: la prima sull'analisi di testi tecnico-giuridici con parti da completare e domande, oltre che su inglese e informatica, su diritto del lavoro e della previdenza, legislazione sociale, pianificazione e controllo di gestione, organizzazione e funzionamento della Pubblica Amministrazione; la seconda su casi pratici e scenari operativi. A questi punteggi si aggiunge la valutazione dei titoli (voto di laurea, eventuale seconda laurea, master e dottorato).

Sul fronte economico, il trattamento retributivo è quello previsto dal CCNL Funzioni Centrali vigente al momento dell'assunzione, a cui possono aggiungersi indennità e componenti variabili. Il riferimento certo per gli importi resta dunque il contratto in vigore al momento dell'assunzione.

Perché interessa chi lavora nella scuola

Per un docente precario o un aspirante insegnante, questo concorso rappresenta una via alternativa e stabile, senza la lunga attesa di GPS e immissioni in ruolo. La presentazione delle preferenze sulle graduatorie provinciali per le supplenze e le immissioni in ruolo restano comunque procedure distinte, ciascuna con regole proprie da verificare. Si possono valutare più opzioni in base alla propria situazione.

Chi è interessato faccia, in ordine, queste verifiche: controllare che la propria laurea sia tra quelle ammesse e sia di livello magistrale/specialistica o vecchio ordinamento; attivare per tempo SPID e PEC; decidere con attenzione la sede; presentare la domanda su InPA prima del 27 luglio. E, se si rientra nei requisiti, iniziare fin da subito a prepararsi sulle materie della prova.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

Normativa scolastica Graduatorie GPS Concorsi docenti

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