Scuola

Grosseto, studente record: 1.056 ore di lezione, zero assenze

14 giugno 2026 di Francesco Perrone

In un'epoca in cui le scuole fanno i conti ogni giorno con assenze, ritardi e ingressi posticipati, da Grosseto arriva una storia che va nella direzione opposta. Al polo tecnologico "Manetti Porciatti", uno studente della classe seconda E, Yassine Moutaouakil, ha chiuso l'anno scolastico 2025/2026 con un risultato tanto semplice quanto raro: presenza assoluta, senza nemmeno un giorno di assenza.

Il numero che racconta tutto

Il dato è netto: 1.056 ore di lezione frequentate su 1.056 previste. Nessuna interruzione, nessun ritardo, nessuna uscita anticipata. Tradotto in linguaggio sportivo, è una sorta di "clean sheet" scolastico, una porta inviolata che fotografa una costanza difficile da ritrovare nei registri elettronici di un istituto superiore. Non è un voto, non è una media: è la fotografia di un anno intero vissuto in classe, dal primo all'ultimo giorno.

In una stagione in cui il tema della frequenza torna spesso al centro del dibattito — tra dispersione, abbandoni e nuove forme di disimpegno — un percorso lineare e completo come questo assume un valore quasi simbolico. Racconta una scelta quotidiana, ripetuta per mesi: alzarsi, raggiungere la scuola, esserci. Una disciplina personale che, da sola, non garantisce risultati ma che costruisce le condizioni perché lo studio possa dare frutti.

Perché una notizia così conta

Storie come questa raramente conquistano i titoli, eppure dicono molto sul senso della scuola. La presenza non è un dettaglio burocratico: è la base su cui si appoggiano l'apprendimento, la relazione con i compagni e con i docenti, la continuità del percorso. Per un istituto tecnico, dove laboratori ed esercitazioni hanno un peso rilevante, esserci ogni giorno significa anche non perdere passaggi pratici difficili da recuperare a posteriori.

Il primato di Grosseto è anche un piccolo segnale per il mondo della scuola: accanto alle cronache di aule vuote e di campanelle saltate, esistono ragazzi che fanno della costanza la propria cifra. È un messaggio che vale per i compagni, ma anche per le famiglie e per gli insegnanti, spesso impegnati proprio a riportare in classe chi tende ad allontanarsene.

Un esempio, non una pretesa

Sarebbe sbagliato trasformare questo record in un metro di giudizio universale: le assenze, talvolta, hanno cause serie e del tutto legittime, dalla salute alle situazioni familiari. La storia di Yassine non serve a colpevolizzare chi non riesce a essere sempre presente, ma a valorizzare un esempio di impegno. Ed è anche per questo che merita di essere raccontata: non come un'eccezione da incorniciare, ma come una buona notizia che parla la lingua della normalità virtuosa.

Mentre l'anno scolastico si chiude e l'attenzione si concentra su scrutini ed esami, la vicenda del "Manetti Porciatti" ricorda che la scuola è fatta, prima di tutto, di presenza. Quella costanza silenziosa che non finisce nei tabelloni dei voti, ma che resta la premessa di ogni risultato.

Tags: studenti cronaca grosseto
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