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Scuola Ticino: al via gli atelier formativi 2026 sulla lettura

17 agosto 2026 di Francesco Perrone

La scuola dell’obbligo del Cantone Ticino si prepara a ripartire con un forte accento sulla formazione continua e sull'innovazione metodologica. Giovedì 20 e venerdì 21 agosto 2026, la città di Bellinzona ospiterà gli "Atelier formativi 2026", un evento che vedrà la partecipazione di circa 800 tra docenti e quadri scolastici, chiamati a confrontarsi su temi cruciali per il futuro dell'istruzione: la promozione della lettura e la didattica all'aperto.

L'iniziativa, promossa dalla Divisione della scuola del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), rappresenta un momento fondamentale di aggiornamento professionale prima dell'avvio ufficiale delle lezioni. L'obiettivo principale di quest'anno è duplice: da un lato, consolidare le competenze legate alla lettura come strumento per lo sviluppo del pensiero critico; dall'altro, esplorare le potenzialità pedagogiche degli spazi esterni alla classe.

Il programma e l'apertura ufficiale

L’apertura ufficiale dei lavori è prevista per la mattina di giovedì 20 agosto, alle ore 9:00, presso il Palazzo dei Congressi di Bellinzona. Ad accogliere i partecipanti sarà Marina Carobbio Guscetti, Consigliera di Stato e direttrice del DECS, che sottolineerà l'importanza della formazione permanente per garantire una scuola inclusiva e di qualità, capace di rispondere alle sfide della società contemporanea.

Subito dopo i saluti istituzionali, la sessione plenaria entrerà nel vivo con la relazione di Federico Batini, professore associato di Pedagogia Sperimentale presso l'Università degli Studi di Perugia. Batini, esperto di fama internazionale sul tema della "lettura ad alta voce", illustrerà i benefici cognitivi ed emotivi che questa pratica può generare negli studenti di ogni ordine e grado. Secondo le anticipazioni del programma, l'intervento si focalizzerà su come la lettura sistematica possa ridurre le disuguaglianze educative e potenziare le abilità di comprensione e analisi della realtà.

Lettura e pensiero critico: i laboratori

Il cuore dell'evento sarà costituito dai numerosi atelier pomeridiani e della giornata di venerdì, distribuiti in diverse sedi scolastiche della capitale ticinese. I docenti avranno l'opportunità di partecipare a sessioni pratiche guidate da esperti del settore. Il tema della lettura non sarà affrontato solo come competenza linguistica, ma come vera e propria "chiave di accesso" alla cittadinanza attiva.

Come indicato nel comunicato ufficiale del Cantone Ticino, la promozione della lettura è considerata una priorità strategica per contrastare il declino delle competenze rilevato in diversi contesti internazionali e per fornire ai giovani gli strumenti necessari per navigare nel mare di informazioni dell'era digitale.

La "Scuola all'aperto": apprendere fuori dalle mura

Oltre alla lettura, una parte significativa degli Atelier 2026 sarà dedicata alla didattica all'aperto (Outdoor Education). Questa metodologia, che sta trovando sempre più spazio nel sistema scolastico ticinese, propone di utilizzare l'ambiente naturale e urbano come un vero e proprio laboratorio didattico permanente.

Gli atelier dedicati a questo tema mostreranno come sia possibile insegnare matematica, scienze, storia o educazione fisica sfruttando il territorio. I vantaggi evidenziati dai promotori riguardano non solo il benessere psicofisico degli allievi, ma anche lo sviluppo di competenze trasversali come l'osservazione diretta, la collaborazione e il rispetto per l'ambiente.

Cosa cambia per la scuola ticinese

L'investimento massiccio in queste giornate di formazione segnala una direzione chiara per l'anno scolastico 2026/2027. La Divisione della scuola punta a una didattica meno frontale e più esperienziale, dove il libro e l'ambiente circostante tornano a essere i protagonisti del processo educativo. Per i docenti, si tratta di un'occasione per aggiornare le proprie "cassette degli attrezzi" e condividere buone pratiche con i colleghi di altri istituti.

L'appuntamento di Bellinzona conferma il Ticino come un laboratorio interessante anche per il sistema scolastico italiano, data la vicinanza geografica e la condivisione di esperti (come il professor Batini) che operano regolarmente tra i due Paesi. La sfida, per gli 800 partecipanti, sarà ora quella di tradurre gli stimoli ricevuti in attività concrete da proporre in classe a partire dal prossimo settembre.

"La formazione continua è il motore che permette alla scuola di non restare ferma, ma di evolvere insieme ai suoi studenti, offrendo loro non solo nozioni, ma capacità critiche per interpretare il mondo."

Per ulteriori dettagli sul programma e sui materiali che verranno prodotti durante gli atelier, è possibile consultare il portale ufficiale della scuola ticinese nella sezione dedicata alla formazione dei docenti.

Tags: cronaca docenti formazione docenti
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